In riferimento alla e-mail inoltrata qualche giorno fa in questa lista, da
Maria con la testimonianza di Elisa, la ragazza molestata da Massimo
Bianchi.
E' importante sottolineare che non è mia intenzione fare processi a nessuno,
ma affinchè sia fatta la massima chiarezza su questa vicenda e nella
speranza che situazioni simili non debbano ripetersi, ritengo sia il caso di
divulgare anche il seguente messaggio che è appena pervenuto all'indirizzo
di stazioneceleste.it , e che ci da ulteriori informazioni rispetto a questa
triste vicenda, in particolare, vengono fatte delle importanti precisazioni
sul fatto che al momento "non c'è mai stata alcuna denuncia a nessun organo
di polizia da parte dei genitori coinvolti nella storia" mentre
nell'introduzione alla testimonianza di Elisa si affermava il contrario.
La persona che mi ha inviato questa e-mail ha richiesto l'anonimato pertanto
è stato tolto dal messaggio il suo nome e l'indirizo e-mail.
A seguire c'è una lettera di Anne Givaudan, (l'autrice insieme al suo ex
compagno Daniel di tantissimi e bellissimi libri spirituali), inviata ai
collaboratori del Centro Studi Acquariani, e che ci da un'ulteriore luce
sulla vicenda.
Pietro)*
-----Messaggio originale-----
Da:
Inviato: mercoledì 10 gennaio 2007 17.45
A: stazioneceleste@yahoogroups.com
Oggetto: storia di pedofilia riguardante il Centro Studi Acquariani
buongiorno,
ho letto il messaggio apparso nel gruppo stazioneceleste di Torino in
riferimento alla lettera di Elisa circa le molestie sessuali subite da parte
di Massimo Bianchi, fondatore del Centro Studi Acquariani di Torino, che
comunque aveva sedi un po' in tutta italia.
avendo frequentato il CSA per diversi anni, avendo per un certo periodo
collaborato all'insegnamento, ed essendo anche venuto direttamente a
conoscenza degli ultimi incresciosi fatti, vorrei fare qualche precisazione
per amore di verità.
-- non è attualmente (10/01/2006) in corso alcuna indagine ufficiale da
parte di una qualsiasi magistratura nei riguardi di questa vicenda
-- non c'è mai stata alcuna denuncia a nessun organo di polizia da parte dei
genitori coinvolti nella storia
-- Massimo Bianchi ha comunque ammesso di fronte a diversi collaboratori del
CSA la veridicità delle dichiarazioni di Elisa
-- sia Elisa che le altre ragazze coinvolte avevano, già all'epoca dei
fatti, dai 15 anni in su, quindi tecnicamente non stiamo parlando di
pedofilia, ma di "circonvenzione di minore"
chiarite le questioni tecniche, vi comunico cosa è accaduto a grandi linee:
il Massimo Bianchi intratteneva segretamente rapporti sessuali di gruppo con
donne sia maggiorenni che minorenni che adescava durante le sue conferenze
in giro per l'Italia; aveva quindi istituito una sezione segreta del CSA, di
cui gli altri collaboratori nulla sapevano, per suoi scopi personali.
attraverso una subdola azione di plagio convinceva le ragazze di essere
delle "ragazze indaco" che sarebbero dovute divenire "sacerdotesse".
le "sacerdotesse" - come spiega egli stesso nel suo libro "La Sacerdotessa",
ancora incredibilmente edito ad opera della casa editrice Età
dell'Acquario - hanno il compito di salvare il mondo donando il proprio
corpo.
ci sono fondati sospetti che alcuni dei suoi collaboratori più vicini
fossero coinvolti, anche se non attivamente partecipanti, alle sue
"riunioni".
grazie a questo fatto è emerso che l'insegnamento dell'associazione CSA, per
quanto riguarda la sede di Torino, era pesantemente deviato, in quanto
dietro una patina di Amore e ricerca della Bellezza erano presenti:
attaccamento al denaro, giochi di potere, sensualità.
i genitori hanno deciso di non denunciare, per ora, il Massimo Bianchi in
quanto vogliono proteggere le loro figlie, e in quanto il reato di plagio in
Italia non esiste più e la violenza psicologica, sia su minori che su
maggiorenni, è divenuto un reato praticamente indimostrabile!
avrei piacere che questo messaggio, o almeno le parti salienti di esso,
venisse divulgato, in particolare nell'ambiente delle ragazze e dei ragazzi
indaco, perché temo che nei prossimi anni i tentativi di intrappolare e
abusare di queste anime - evolute dal punto di vista spirituale, ma ancora
inesperte dal punto di vista materiale - si moltiplicheranno a dismisura. Il
plagio risulta più facilmente attuabile proprio su chi ha un Cuore più
aperto.
allego la lettera decisamente interessante che Anne Givaudan, la quale si
era occupata per un certo periodo del caso, ha scritto rivolgendosi ai
collaboratori del Centro Studi Acquariani. Anche questa sarebbe bene venisse
divulgata.
un caro saluto
io mi chiamo (nome cognome) , lo comunico a voi perché mi prendo la
responsabilità per quanto ho scritto, ma gradirei che il mio nome non
venisse divulgato sul sito
----------------------------------------------------------------------------
----------------------------------------------------------------------------
---------
Lettera di Anne Givaudan ai collaboratori del Centro Studi Acquariani:
Buon giorno a tutti e a tutte,
attraverso questa lettera vorrei chiarire la mia posizione a coloro che sino
ad ora mi hanno dato fiducia.
Voi tutti sapete che Massimo è venuto a farci visita in Francia per
domandarci di aiutarlo a vederci più chiaro, cosa che ho accettato
volentieri di fare non conoscendo la vastità della sua storia.
Ho accettato di aiutarlo proponendogli di prendere le distanze e ritirarsi
per 6 mesi in un monastero che conosco affinché potesse fare il punto con se
stesso.
In quell’occasione Massimo ci aveva parlato solo di un problema con una
minorenne di cui era molto innamorato e che aveva appena lasciato.
Il messaggio che ho ricevuto per lui diceva, tra le altre cose, che le
energie dell’ombra avevano potuto entrare in lui perché da circa 6 anni gli
aveva aperto le porte attraverso i suoi punti più deboli : la sessualità ed
il potere.
Da parte mia, essendo molto occupata non ho cercato di saperne di più,
fidandomi di quello che Massimo mi aveva detto.
E’ stato arrivando in Italia, che mi sono resa conto dell’ampiezza dei
danni.
Antoine ed io abbiamo ascoltato numerose persone direttamente implicate sia
per il loro ruolo di genitori sia come partecipanti alle serate
“iniziatiche” instaurate da Massimo.
In ogni società sana,
- incitare dei minori a degli atti sessuali sia di gruppo che soli
si chiama “pedofilia”,
- servirsi del suo titolo e del suo ascendente su persone di cui si
è l’insegnante più importante si chiama “manipolazione mentale”
- incitare delle ragazze , soprattutto se minorenni, a prendere il
titolo di sacerdotesse e offrirsi sessualmente agli uomini, con il rischio
di avere delle perturbazioni psicologiche si chiama nel mondo normale
“incitazione di un guru a degli atti destabilizzati per fini personali”;
Ci sono sempre state delle persone sufficientemente abili per erigere in una
filosofia e regole di vita sedicenti nuove, le loro pratiche personali e per
appagare i desideri dell’Ego,
Se delle persone adulte sono così ingenue per credere questo, è una loro
responsabilità, ma non è lo stesso per dei minorenni;
Ogni fine di civiltà ha conosciuto simili abusi e distorsioni e tutti i guru
della terra che si fanno passare per dei maestri con le persone fragili in
sostituzione di un padre (in effetti spesso assente) hanno largamente
abusato del loro ascendente sui loro discepoli per praticare in tutta
impunità le loro proprie distorsioni facendole passare per delle filosofie.
Ogni guru invecchiando si serve dell’energia delle giovani ragazze per
rinforzare la sua vitalità. E’ una pratica “magica” ben conosciuta.
Se si trattava veramente di una filosofia e non di una deviazione di
minorenni per un profitto personale, perché Massimo era il solo ad
approfittare di queste riunioni?
Perché non ha invitato i ragazzi del gruppo indaco?
Per paura della concorrenza?
Che dire delle serate di iniziazione sessuale di gruppo a dei minorenni per
un profitto personale, denominate “ le emozioni superiori” ?
Che dire di una persona che comincia una scuola con dei libri di
spiritualità e che poi a poco a poco li sostituisce con i propri libri e la
sua propria storia che erige a legge?
Non desidero esprimere giudizi sui fatti e i gesti di Massimo come essere
umano, ma come insegnante che si rivolge a persone pronte a dargli la loro
fiducia non posso difenderlo.
Il discernimento fa parte della libertà di ognuno;
..Non ho alcun consiglio da darvi ma la mia posizione è chiara, io non
sostengo Massimo in questa storia che si ingrandisce ogni giorno e
discredita ancora una volta i movimenti spirituali.
“Una mela marcia in un cestino fa resto marcire le altre” dice un nostro
proverbio.
Personalmente vi auguro di avere la lucidità e l’indipendenza nella vostra
scelta e che questa non sia guidata né dalla paura di perdere né dall’
insicurezza del futuro.
Voi siete tutti degli esseri che hanno un cammino spirituale, siate Maestri
dei vostri pensieri e delle vostre azioni.
Conservate il vostro potere e non affidatelo a nessun altro; sarà la vostra
garanzia che vi permetterà di restare stabili al centro delle tempeste che
non mancheranno di arrivare nei mesi e negli anni che verranno.
Non perdete di vista lo scopo per il quale siete venuti sulla terra: per
servire una personalità o per servire la Luce? Sta a voi interiormente e
personalmente rispondere a queste domande.
Quale che sia la vostra scelta sarà quella buona, ma che la facciate
almeno con cognizione di causa.
Che la Forza sia con voi e in voi.
PS Quale che sia la vostra posizione non dimenticate che anche Massimo è un
essere umano in difficoltà e che ha bisogno di pensieri di Luce.
Anne Givaudan
-------------------------------------------------------------
> -----Messaggio originale-----
> Da: Stazione_Indaco@yahoogroups.com
> [mailto:Stazione_Indaco@yahoogroups.com]Per conto di Brida Maria
> (NewReal)
> Inviato: mercoledì 3 gennaio 2007 14.49
> A: stazione_indaco@yahoogroups.com
> Oggetto: [Stazione_Indaco] I: invito alla riflessione
>
>
>
>
> Carissimi amici della Stazione celeste,
>
> voglio farvi partecipi delle notizie che ho ricevuto riguardanti
> la denuncia di pedofilia ed indagini giudiziarie in corso, che
> hanno interessato il Centro Studi Acquariani di Torino (che è
> stato chiuso d'autorità ed il sito internet è stato oscurato).
>
>
>
> Tra i suoi fondatori (denunciato per pedofilia) c'è Massimo
> Bianchi (max)- musicista, terapeuta, artista, traduttore,
> scrittore, gli ultimi libri pubblicati sono:
>
> LA RAGAZZA INDACO
>
> LA SACERDOTESSA (sottotitolato "L'iniziazione di una ragazza
> indaco alla sensualità")
>
> Di seguito potete leggere la lettera di Elisa, una delle
> minorenni dalla cui famiglia è partita la denuncia di pedofilia.
>
> Elisa ha autorizzato la diffusione della sua lettera affinché
> atti del genere non si ripetano né da parte del diretto
> interessato né da parte di altri.
>
>
>
> Lettera di Elisa - Novembre 2006
>
> Arrivai al CSA una sera d'ottobre (2004); avevo 15 anni e,
> avvolta in un grande maglione, nascondevo il mio viso che piano
> piano perdeva le fattezze dell'infanzia ma ancora lasciava
> trasparire la purezza di una bambina che muoveva i suoi primì
> passi alla ricerca di risposte.
>
> Quale luogo migliore per una bambina sognatrice? Alla percezione
> visiva solo abbracci, carezze, parole d'amore... anzi, sembrava
> che vivesse solo l'amore in quel luogo, tra quelle persone.
> Continuai ad andare alle riunioni; era bello cullarsi in ideali
> universali, davano certezze e risposte. Così crescevo e senza
> accorgermene mettevo da parte la purezza di quella bambina ma non
> la sua ingenuità.
>
> La prima volta che vidi Massimo lui venne subito da me,
> chiedendomi un incontro durante il quale stabilì che ero una
> ragazza indaco. Lo trovai un temine bizzarro, a cui spesso
> cercavo di attribuire un significato. Forse voleva dire essere un
> po' speciali... ma perché c'era bisogno di avere un nome? Che
> cosa faceva una ragazza indaco? Perché era diversa dalle altre?
> Ai miei occhi ogni essere era un po' speciale, ciascuno a modo
> suo, e comunque vedevo sempre la luce in ognuno Massimo radunò
> tutti coloro che considerava ragazzi indaco in una riunione a
> Ghiggerì (estate 2005). Era così emozionante trovarsi tra tanti
> sguardi nuovi, non importava sapere lo scopo di quell'incontro:
> avevamo fede.
>
> Cominciammo a trovare nel nome "ragazzi indaco" rifugio dai
> nostri piccoli ostacoli quotidiani, come il sentirsi incompresi
> od esclusi, la difficoltà nel comunicare, giustificandoli con il
> fatto che noi eravamo speciali e la società non era in grado di
> comprendere. Così volevamo portare un messaggio nuovo al mondo
> vivendo fuori dal mondo. Senza che ce ne accorgessimo lo sguardo
> limpido che ci aveva uniti nei primi istanti del nostro incontro
> andò sporcandosi con il trascorrere del tempo, poiché si creò uno
> standard secondo il quale comportarsi, uno standard anche nel guardarsi.
>
> Dovevamo lasciar trasparire solo amore perché noi eravamo
> l'amore. Intanto ci dimenticavano che l'amore vero non è una
> costruzione che si esprime attraverso schemi ed esempi. Un Anno
> dopo all'età di 16 anni ebbi il mio primo rapporto sessuale con
> il ragazzo di cui ero innamorata. Sentivo di avere compiuto un
> grande passo verso la femminilità, verso il diventare donna.
> Massimo se ne accorse istantaneamente e da quel momento anche il
> mio corpo fu violato. Che cosa doveva diventare una ragazza
> indaco? Una sacerdotessa Che cosa è una sacerdotessa? Colei che
> usa la sua sensualità come strumento di guarigione. Attraverso
> quale mezzo? Il suo corpo. Il corpo doveva essere donato per
> portare alla guarigione e risvegliare l'anima degli uomini.
>
> Massimo mi avrebbe iniziata a questo compito, avrebbe affrontato
> insieme a me i miei problemi sessuali, che diceva di vedere
> chiaramente, mi avrebbe guidata verso l'amore incondizionato. Ma
> tutto questo presupponeva il contatto diretto con il mio corpo.
>
> Il rifiuto per una sacerdotessa non esisteva, perché amava tutti
> incondizionatamente e la sua gioia stava nel donarsi. Non
> importava che cosa le trasmettesse la persona con cui faceva
> l'amore il suo corpo oltre alla sua bellezza interiore era di
> tutti e soprattutto di Massimo. Così cominciarono le richieste di
> spogliarsi, di lasciarsi toccare nelle parti intime. Quando si
> trovava di fronte al mio rifiuto, Massimo mi incoraggiava
> assicurandomi che mi avrebbe portata verso la strada della luce,
> dicendo che non potevo rifiutarmi che dovevo imparare a donarmi
> incondizionatamente ed ignorando il mio malessere che si
> esprimeva anche fisicamente con una notevole rigidità.
>
> Per assolvere al mio compito non trovai altra via che cancellare
> ogni tipo di emozione. Riuscii per un certo periodo a rifiutare
> l'atto sessuale vero e proprio, che con lui sentivo "sporco" e mi
> faceva ribrezzo, adducendo tremolanti scuse, finché un giorno,
> vinta dalle continue insistenze, cedetti. Massimo fu creatore,
> spettatore e partecipe di incontri intimi ed effusioni erotiche
> tra tre ragazze (due delle quali minorenni) me, V. e V, che si
> volevano bene come tre amiche, senza desiderio. Invece fummo
> indotte a questo genere di incontri perché anche questo faceva
> parte della nostra lezione.
>
> Insieme al rapporto con la mia intimità scomparvero il mio ciclo
> mestruale e kili di peso, ma tanto ero vittima di quella trappola
> da non interpretate questi fenomeni come un segnale di grave
> malessere. Dopo quattro mesi caratterizzati abbastanza
> frequentemente da questo tipo di episodi un giorno mi guardai
> allo specchio. Il mio viso era pallido e smunto, il mio colore
> sembrava appassito.
>
> Mi domandai: "Dove è Elisa? Dove sta andando? Quale strada ha
> imboccato? E le sue gote colorite, perché sono svanite? Insieme a
> loro ho lasciato portare via la mia purezza e la mia naturalezza'
> ... la purezza di quella bambina sognatrice era svanita ...
> Decisi che doveva avere tutto una fine. Così è stato.
>
> Continuai con apparente scioltezza la mia vita, senza avere il
> coraggio di domandarmi che cosa tutto ciò avesse comportato in
> me. Lo nascosi come un umiliante segreto anche a me stessa,
> dimenticando. Ricordai e ne parlai solo nove mesi dopo. Il mio
> ciclo tornò, ripresi ad alimentarmi normalmente, insomma smisi di
> negare e di nascondere il mio essere donna e cominciò la guarigione.
>
> Ho scritto frammenti della mia storia non come accusatrice, non
> come giudice, ma semplicemente come messaggero, con l'augurio che
> queste parole possano essere strumento anche della vostra
> guarigione e possano aiutarvi ad individuare e seguire la VOSTRA
> strada, la VOSTRA verità. Sto camminando verso un nuovo orizzonte
> e dedicando la mia energia a bambini che con semplicità e purezza
> cercano e trovano il loro modo di comunicare con i cavalli. Tutto
> il mio essere è con loro. Invito ognuno di voi a venirci a
> trovare e, se vuole, ad apportare la sua scintilla per
> contribuire a creare... le porte sono aperte a tutti. Buon
> cammino anche a voi. Con tutto il mio cuore.
>
> Elisa
>
>
>
> [Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
>
>
>
>
> Link utili di Yahoo! Gruppi
>
>
>