Mi sembra che a fondamento di tutto il discorso sugli indaco ci sia
un grande fraintendimento che è stato ben segnalato dagli ultimi
interventi di Stefania e di Valeria: il fraintendimento di chi crede
di potersi relazionare con bambini e adolescenti come se fossero
adulti in grado di assumersi responsabilità riguardo alla propria
esistenza e a quella degli altri. Chi commette questo errore - a mio
avviso si tratta proprio di un errore dalle conseguenze piuttosto
gravi, come testimonia l'intervento di Laura - non fa che indebolire
il bambino o l'adolescente verso il quale ha responsabilità
educative. Come comportarsi allora? Come fare i genitori, gli adulti,
senza compiacersi all'idea di avere figli speciali, ma con la
consapevolezza che la maggior sensibilità può essere fonte di
maggiori problemi, se non trova fermezza e chiarezza di idee nei
genitori e negli educatori? Domande che non possono certo trovare
risposte brevi ed esaurienti in un qualche forum, ma che richiedono
la frequentazione - vera, non virtuale - con persone di esperienza
pluriennale. Buona a mio avviso la segnalazione delle costellazioni
familiari di Bert Hellinger. Aggiungerei il punto di vista della
scuola di terapia breve strategica di Paul Watzlawick, frutto di più
di cinquant'anni di lavoro e di esperienza della scuola di Palo Alto
in California e il punto di vista della pedagogia antroposofica.
Cordialmente
Fabio Alessandri
triartis associazione per la triarticolazione sociale
via Monte delle Formiche 7, 40065 Monterenzio (BO)
tel. 0577 318786 cell. 340 8373353
www.triartis.it info@...
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]