Dai!
Peccato originale???????????
Non mischiare le cose, il peccato originale è una teoria dell'antico testamento.
Teoria non comprovata.
Ma tu credi che il Creatore, Dio, La Fonte, sia scemo al punto di creare due persone
con l'apparecchiatura sessuale completa e aspettarsi che non facciano del sesso buono e sano?
Non sono qui per criticare le tue scelte literarie, ma fa un piccolo sforzo per capire la finalità da vita!
Tanta luce
Zuelya
From: valentina valentina
Sent: Monday, October 13, 2008 9:26 AM
Subject: Re: [Stazione_Indaco] I gentili
Su Satana ci e' arrivato fin'ora un messaggio diverso, piu' o meno distorto, nel libro vengono chiariti alcuni punti fondamentale, come ad esempio il peccato originale e' in realta' la divisione dell'umanita' da Dio, che ha provocato il big bang estendendo l'universo da Uno in infinitesime parti, che si ricongiungeranno a Dio nel tempo portando con se' del nuovo...
gli abitanti di altri mondi hanno lasciato certamente l'uomo vedersela da solo nella propria evoluzione, nella propria storia, i loro interventi si sono limitati all'essenziale, proprio per il fatto che un ricogiungimento interessa tutti.
Poi se sono cavolate, possono esserlo qualsiasi altra cosa ci venga proposta, scritta o meno.
valentinavalentinavalentinavalentina
----- Messaggio originale -----
Da: "zuelya@hotmail.it" <zuelya@hotmail.it>
A: Stazione_Indaco@yahoogroups.com
Inviato: Lunedì 13 ottobre 2008, 8:57:06
Oggetto: Re: [Stazione_Indaco] I gentili
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Da: "zuelya@hotmail.
A: Stazione_Indaco@
Inviato: Lunedì 13 ottobre 2008, 8:57:06
Oggetto: Re: [Stazione_Indaco] I gentili
Valentina...
Sinceramente non ho capito cosa intendi, ma quando leggo frasi del genere:
«la vostra sessualità è stata sporcata da Satana»
Qualcosa mi dice che il resto si tratta di ca**ate.
Non esiste satana, esistono persone ignoranti!
E, l'ignoranza è la madre di ogni cattiveria!
Tanta luce
Zuélya
From: valentina valentina
Sent: Monday, October 13, 2008 8:27 AM
Subject: [Stazione_Indaco] I gentili
sempre tratto dal libro di Stefania Caterina
:
[....]
.
L´umanità di Alfa Centauri «presenta il grado evolutivo più alto nell´universo» (p.123), sia a livello spirituale che tecnologico. Sul suo pianeta, esiste un solo Tempio dal quale sgorga una sorgente che lo bagna e lo vivifica (cf p.132). Tra i personaggi più conosciuti, c´è Aris «sacerdote e re del mio popolo, perché presso di noi questi due aspetti non possono essere divisi» (p.125); viene poi precisato che «sul nostro pianeta anche i sacerdoti hanno una sposa, che li accompagna nella vita e nella missione. Questo è indispensabile per noi. Nessuno può camminare da solo, ma l´uomo e la donna sono stati creati per camminare insieme verso Dio» (p.127). La stessa cosa non è possibile qui sulla terra perché «la vostra sessualità è stata sporcata da Satana» (p.127). Ashtar Sheran8, il comandante della potente flotta interplanetaria, è scienziato, «ingegnere e progettista dell´astronave madre» come pure sua moglie Kalna (cf p.137), mentre molte donne fanno parte degli equipaggi di astronavi (cf pp.135 e 137). «Condividiamo con i pianeti, che sono pronti a riceverle, anche le nostre conoscenze scientifiche e tecnologiche, per il loro bene, ma non accontentiamo la curiosità di nessuno» (p.128). «Già adesso le nostre navi spaziali sono in orbita attorno alla Terra, per ordine di Dio, [...] per impedire che l´umanità della Terra si autodistrugga. [...] Abbiamo finora impedito molte catastrofi e guerre sul vostro pianeta. [...] Le nostre scoperte scientifiche vanno molto al di là della vostra portata» (pp.129-130, 139)
Pur essendo rigorosamente non violenti e perciò vegetariani (cf p.132), gli Alfa Centauri esercitano una missione di polizia interplanetaria, «limitandosi a mettere fuori uso le armi altrui» (p.128). «Dio ci manda nell´universo a compiere quelle missioni che gli angeli non possono compiere, perché non hanno un corpo» (p.129). Viene in mente, senza forzature, lo scenario della saga cinematografica delle Guerre stellari: «uno dei compiti più importanti dell´umanità di Alfa Centauri è di comandare la grande flotta interplanetaria. Essa è composta dai più potenti veicoli spaziali e da equipaggi scelti, messi a disposizione dai pianeti fedeli a Dio» (123). L´ammiraglia della flotta interplanetaria è a tal punto grande da poter oscurare la Terra con la sua ombra (cf p.123). Queste astronavi sono «vere e proprie città» (p.127). Quando i tempi saranno maturi, gli extraterrestri «si manifesteranno apertamente ed in modo visibile a tutti. È nei piani di Dio che ciò avvenga. Allora la grande flotta interplanetaria si posizionerà sopra la Terra, e sarà visibile da ogni angolo del pianeta» (p.129).
Veniamo pure a sapere che Israele e, in particolare, Mosè sapevano dell´esistenza degli extraterrestri, dai quali sono stati aiutati e salvati, «specialmente in occasione del grande esodo dall´Egitto» (p.121). Gesù stesso avrebbe rivelato la loro esistenza agli apostoli, soprattutto dopo la sua risurrezione. «L´apostolo che maggiormente conosceva per rivelazione queste realtà era S. Paolo» (121). «S. Paolo mi ha spiegato che quando parlava dei pagani, tra essi includeva anche gli abitanti di altri pianeti, bisognosi di conoscere Gesù Cristo» (p.122).
Si tratterebbe insomma del mistero che «non è stato manifestato agli uomini delle precedenti generazioni come al presente è stato rivelato ai suoi santi apostoli e profeti per mezzo dello Spirito: che tutti i Gentili cioè sono chiamati, in Cristo Gesù, a partecipare alla stessa eredità [...]. A me, che sono l´infimo fra tutti i santi, è stata concessa questa grazia di annunziare ai Gentili le imperscrutabili ricchezze di Cristo» (Ef 3,5.6.8); questi pagani (o Gentili) sarebbero, appunto, le umanità degli altri pianeti.
8 Verosimilmente trasposizione del nome Astarte, l´antica divinità fenicia spesso confusa con Ishtar, divinità babilonese.
Purtroppo «l´annuncio ad altri pianeti sarebbe dovuto partire subito, nella potenza dello Spirito Santo. [...] Ciò non è avvenuto. S. Paolo mi ha parlato di ostacoli, diffidenze, paure, divergenze sorte all´interno della Chiesa a questo riguardo, unite alla scarsa conoscenza scientifica. Allora come oggi, molti temevano di subire una "invasione aliena" e forse di perdere qualche posizione» (p.121). Una domanda sorge spontanea: quale sarebbe stata la posizione da difendere dopo l´Ascensione di Gesù? Forse il primo posto tra i martiri?
Il principale indiziato in questa mancata svolta della Chiesa è nientemeno che S. Pietro: «S. Paolo mi ha rivelato che S. Pietro stesso, riteneva che la Chiesa avrebbe prima dovuto radicarsi fra i Giudei e quindi sulla Terra. Solo in seguito si sarebbe potuto pensare ad altre realtà. S. Paolo riteneva invece necessario seguire la rivelazione ricevuta, e portare l´annuncio a tutto l´universo, per ricevere così maggior potenza dallo Spirito Santo» (p.122). Si tratta di un´accusa gravissima in quanto proprio Pietro, che aveva ricevuto la missione di rafforzare la fede dei suoi fratelli9, si sarebbe rifiutato di «seguire la rivelazione ricevuta» riguardo all´apertura ai Gentili; si dimentica del resto che fu proprio Pietro a «seguire la rivelazione ricevuta» dando per la prima volta il battesimo a una famiglia di Gentili, ossia non appartenente al popolo dell´Antica Alleanza (cf At 10). Questo linguaggio della Caterina non induce forse a ritenere più illuminata la dimensione carismatica e profetica della Chiesa rispetto a quella gerarchica e istituzionale?
Ad ogni buon conto, «dopo la morte degli Apostoli questa realtà si è spenta gradatamente. Dio ha preso atto delle difficoltà e delle scelte della Chiesa, rispettandone la libertà e rimandando l´annuncio a tutti gli abitanti dell´universo a tempi più maturi» (p.123).
«Gli uomini dei pianeti fedeli a Dio, pur conoscendo gli eventi della salvezza, attendono, secondo la giustizia e l´ordine di Dio, che la Chiesa della terra porti l´annuncio a tutti gli altri» (p.211). «È giunto il tempo del grande annuncio della salvezza ad ogni uomo dell´universo, il tempo della sconfitta definitiva di Satana» (p.143).
L´umanità di Alfa Centauri «presenta il grado evolutivo più alto nell´universo» (p.123), sia a livello spirituale che tecnologico. Sul suo pianeta, esiste un solo Tempio dal quale sgorga una sorgente che lo bagna e lo vivifica (cf p.132). Tra i personaggi più conosciuti, c´è Aris «sacerdote e re del mio popolo, perché presso di noi questi due aspetti non possono essere divisi» (p.125); viene poi precisato che «sul nostro pianeta anche i sacerdoti hanno una sposa, che li accompagna nella vita e nella missione. Questo è indispensabile per noi. Nessuno può camminare da solo, ma l´uomo e la donna sono stati creati per camminare insieme verso Dio» (p.127). La stessa cosa non è possibile qui sulla terra perché «la vostra sessualità è stata sporcata da Satana» (p.127). Ashtar Sheran8, il comandante della potente flotta interplanetaria, è scienziato, «ingegnere e progettista dell´astronave madre» come pure sua moglie Kalna (cf p.137), mentre molte donne fanno parte degli equipaggi di astronavi (cf pp.135 e 137). «Condividiamo con i pianeti, che sono pronti a riceverle, anche le nostre conoscenze scientifiche e tecnologiche, per il loro bene, ma non accontentiamo la curiosità di nessuno» (p.128). «Già adesso le nostre navi spaziali sono in orbita attorno alla Terra, per ordine di Dio, [...] per impedire che l´umanità della Terra si autodistrugga. [...] Abbiamo finora impedito molte catastrofi e guerre sul vostro pianeta. [...] Le nostre scoperte scientifiche vanno molto al di là della vostra portata» (pp.129-130, 139)
Pur essendo rigorosamente non violenti e perciò vegetariani (cf p.132), gli Alfa Centauri esercitano una missione di polizia interplanetaria, «limitandosi a mettere fuori uso le armi altrui» (p.128). «Dio ci manda nell´universo a compiere quelle missioni che gli angeli non possono compiere, perché non hanno un corpo» (p.129). Viene in mente, senza forzature, lo scenario della saga cinematografica delle Guerre stellari: «uno dei compiti più importanti dell´umanità di Alfa Centauri è di comandare la grande flotta interplanetaria. Essa è composta dai più potenti veicoli spaziali e da equipaggi scelti, messi a disposizione dai pianeti fedeli a Dio» (123). L´ammiraglia della flotta interplanetaria è a tal punto grande da poter oscurare la Terra con la sua ombra (cf p.123). Queste astronavi sono «vere e proprie città» (p.127). Quando i tempi saranno maturi, gli extraterrestri «si manifesteranno apertamente ed in modo visibile a tutti. È nei piani di Dio che ciò avvenga. Allora la grande flotta interplanetaria si posizionerà sopra la Terra, e sarà visibile da ogni angolo del pianeta» (p.129).
Veniamo pure a sapere che Israele e, in particolare, Mosè sapevano dell´esistenza degli extraterrestri, dai quali sono stati aiutati e salvati, «specialmente in occasione del grande esodo dall´Egitto» (p.121). Gesù stesso avrebbe rivelato la loro esistenza agli apostoli, soprattutto dopo la sua risurrezione. «L´apostolo che maggiormente conosceva per rivelazione queste realtà era S. Paolo» (121). «S. Paolo mi ha spiegato che quando parlava dei pagani, tra essi includeva anche gli abitanti di altri pianeti, bisognosi di conoscere Gesù Cristo» (p.122).
Si tratterebbe insomma del mistero che «non è stato manifestato agli uomini delle precedenti generazioni come al presente è stato rivelato ai suoi santi apostoli e profeti per mezzo dello Spirito: che tutti i Gentili cioè sono chiamati, in Cristo Gesù, a partecipare alla stessa eredità [...]. A me, che sono l´infimo fra tutti i santi, è stata concessa questa grazia di annunziare ai Gentili le imperscrutabili ricchezze di Cristo» (Ef 3,5.6.8); questi pagani (o Gentili) sarebbero, appunto, le umanità degli altri pianeti.
8 Verosimilmente trasposizione del nome Astarte, l´antica divinità fenicia spesso confusa con Ishtar, divinità babilonese.
Purtroppo «l´annuncio ad altri pianeti sarebbe dovuto partire subito, nella potenza dello Spirito Santo. [...] Ciò non è avvenuto. S. Paolo mi ha parlato di ostacoli, diffidenze, paure, divergenze sorte all´interno della Chiesa a questo riguardo, unite alla scarsa conoscenza scientifica. Allora come oggi, molti temevano di subire una "invasione aliena" e forse di perdere qualche posizione» (p.121). Una domanda sorge spontanea: quale sarebbe stata la posizione da difendere dopo l´Ascensione di Gesù? Forse il primo posto tra i martiri?
Il principale indiziato in questa mancata svolta della Chiesa è nientemeno che S. Pietro: «S. Paolo mi ha rivelato che S. Pietro stesso, riteneva che la Chiesa avrebbe prima dovuto radicarsi fra i Giudei e quindi sulla Terra. Solo in seguito si sarebbe potuto pensare ad altre realtà. S. Paolo riteneva invece necessario seguire la rivelazione ricevuta, e portare l´annuncio a tutto l´universo, per ricevere così maggior potenza dallo Spirito Santo» (p.122). Si tratta di un´accusa gravissima in quanto proprio Pietro, che aveva ricevuto la missione di rafforzare la fede dei suoi fratelli9, si sarebbe rifiutato di «seguire la rivelazione ricevuta» riguardo all´apertura ai Gentili; si dimentica del resto che fu proprio Pietro a «seguire la rivelazione ricevuta» dando per la prima volta il battesimo a una famiglia di Gentili, ossia non appartenente al popolo dell´Antica Alleanza (cf At 10). Questo linguaggio della Caterina non induce forse a ritenere più illuminata la dimensione carismatica e profetica della Chiesa rispetto a quella gerarchica e istituzionale?
Ad ogni buon conto, «dopo la morte degli Apostoli questa realtà si è spenta gradatamente. Dio ha preso atto delle difficoltà e delle scelte della Chiesa, rispettandone la libertà e rimandando l´annuncio a tutti gli abitanti dell´universo a tempi più maturi» (p.123).
«Gli uomini dei pianeti fedeli a Dio, pur conoscendo gli eventi della salvezza, attendono, secondo la giustizia e l´ordine di Dio, che la Chiesa della terra porti l´annuncio a tutti gli altri» (p.211). «È giunto il tempo del grande annuncio della salvezza ad ogni uomo dell´universo, il tempo della sconfitta definitiva di Satana» (p.143).
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