Dalla "Lettera a Diognèto"
(Cap. 8,5-9,6; )
Dio rivelò il suo amore per mezzo del Figlio
Nessun uomo in verità ha mai visto Dio né lo ha fatto conoscere, ma
egli stesso si è rivelato. E si è rivelato nella fede, alla quale
soltanto è concesso di vedere Dio. Infatti Dio, Signore e Creatore
dell'universo, colui che ha dato origine ad ogni cosa e tutto ha
disposto secondo un ordine, non solo ama gli uomini, ma è anche
longanime. Ed egli fu sempre così, lo è ancora e lo sarà: amorevole,
buono, tollerante, fedele; lui solo è davvero buono. E avendo egli
concepito nel cuore un disegno grande e ineffabile, lo comunica al
solo suo Figlio
Per tutto il tempo dunque in cui conservava e custodiva nel mistero
il suo piano sapiente, sembrava ci trascurasse e non si desse
pensiero di noi; ma quando per mezzo del suo Figlio prediletto riveló
e rese noto ciò che era stato preparato dall'inizio, tutto insieme
egli ci offrì: godere dei suoi benefici e contemplari e capirli. Chi
di noi si sarebbe aspettati tutti questi favori?
Dopo aver tutto disposto dentro di sé assieme al Figlio, permise che
noi fino al tempo anzidetto rimanessimo in balia d'istinti
disordinati e fossimo trascinati fuori della retta via dai piaceri e
dalle cupidigie, seguendo il nostro arbitrio. Certamente si
compiaceva dei nostri peccati, ma li sopportava; neppure poteva
approvare quel tempo d'iniquità, ma preparava l'era attuale di
giustizia, perché, riconoscendoci in quel tempo chiaramente indegni
della vita a motivo delle nostre opere, ne diventassimo degni in
forza della sua misericordia, e perché, dopo aver mostrato la nostra
impossibilità di entrare con le nostre forze nel suo regno, ne
diventassimo capaci per la sua potenza.
Quando poi giunse al colmo la nostra ingiustizia e fu ormai chiaro
che le sovrastava, come mercede, solo la punizione e la morte, ed era
arrivato il tempo prestabilito da Dio per rivelare il suo amore e la
sua potenza (o immensa bontà e amore di Dio!), egli non ci prese in
odio, né ci respinse, né si vendicò. Anzi ci sopportò con pazienza.
Nella sua misericordia prese sopra di sé i nostri peccati. Diede
spontaneamente il suo Figlio come prezzo del nostro riscatto: il
santo per gli empi, l'innocente per i malvagi, il giusto per gli
iniqui, l'incorruttibile per i corruttibili, l'immortale per i
mortali. Che cosa avrebbe potuto cancellare le nostre colpe, se non
la sua giustizia? Come avremmo potuto noi traviati ed empi ritrovare
la giustizia se non nel Figlio unico di Dio?
O dolce scambio, o ineffabile creazione, o imprevedibile ricchezza di
benefici: l'ingiustizia di molti veniva perdonata per un solo giusto
e la giustizia di uno solo toglieva l'empietà