Dal "De vera religione" di S.Agostino
6. 10. La Chiesa cattolica, diffusa saldamente ed ampiamente per
tutta la terra, si serve di tutti gli erranti per i propri fini e per
farli redimere, se vorranno svegliarsi. Si serve infatti dei gentili
come terreno di proselitismo, degli eretici a riprova della propria
dottrina, degli scismatici a dimostrazione della propria stabilità,
dei Giudei come termine di confronto per la propria eccellenza.
Pertanto invita i primi ed esclude i secondi, abbandona gli altri ed
oltrepassa gli ultimi; a tutti comunque dà la possibilità di
partecipare alla grazia di Dio, sia che si tratti ancora di formare o
di correggere, sia che si tratti di recuperare o di accogliere. Nei
confronti poi dei suoi membri carnali, cioè di coloro che vivono e
giudicano secondo la carne, li tollera come la pula protegge il
frumento nell'aia fino a che esso non venga liberato di tale
protezione.
Ma, siccome in quest'aia ciascuno è pula o frumento a seconda della
sua volontà, il peccato o l'errore di ciascuno viene tollerato fino a
che egli non trovi un accusatore o non difenda la sua perversa
opinione con tenace animosità. Gli esclusi, infine, o ritornano
perché pentiti oppure, facendo cattivo uso della libertà, si perdono
nella dissolutezza per ammonirci ad essere vigili; oppure suscitano
scismi per mettere a prova la nostra pazienza; oppure escogitano
qualche eresia per offrirci l'opportunità di saggiare la nostra
intelligenza. Questa è la sorte dei cristiani carnali, che non fu
possibile né correggere né tollerare.
7. 12. Perciò, mio carissimo, poiché già da qualche anno ti ho
promesso di farti conoscere il mio pensiero sulla vera religione, mi
pare giunto il momento di farlo poiché, dato l'affetto che mi lega a
te, non potrei consentire più a lungo che le tue domande così acute
restino sospese, senza alcun esito sicuro. Lasciamo dunque da parte
tutti quelli che non sanno essere né filosofi nelle questioni
religiose né religiosi nelle questioni filosofiche e quanti, per
un'errata convinzione o per qualche ostinato rancore, si sono
allontanati dalla disciplina e comunione della Chiesa cattolica e
quanti ancora non hanno voluto accogliere né la luce delle Sacre
Scritture né la grazia del popolo spirituale, cioè il Nuovo
Testamento, dei quali ho fatto cenno nel modo più breve possibile.
Dobbiamo attenerci alla religione cristiana e alla comunione della
sua Chiesa, che è cattolica ed è chiamata tale non solo dai suoi
membri, ma anche da tutti i suoi nemici. Lo vogliano o no, infatti
gli stessi eretici e i sostenitori di scismi, quando parlano non fra
loro ma con gli estranei, chiamano cattolica soltanto la Chiesa
cattolica. Del resto, non riuscirebbero a farsi comprendere se non la
distinguessero con il nome con cui è designata da tutto il mondo.