DA GV 20,5-9
la traduzione letterale di questo brano presenta alcuni elementi
molto interessanti:
E (Giovanni) chinatosi vide giacenti distesi i teli, non però vi
entrò.
Arriva dunque anche Simon Pietro seguente lui, ed entrò nel sepolcro
e osservò attentamente i teli giacenti distesi, e il sudario, che
era stato sopra il capo di Lui, non con i teli disteso, ma
distaccato, involto (come stirato) nell'unico posto. Allora entrò
dunque anche l'altro discepolo che era giunto prima al sepolcro, e
contemplò e credette.
Non avevano infatti ancora compreso la Scrittura che egli cioè doveva
risuscitare dai morti.
Questa traduzione letterale dal greco con cui è stato redatto il
Vangelo è singolarmente molto più espressiva delle traduzioni
correnti che vengono normalmente formulate e che sono comunque
possibili.
Innanzitutto si possono notare che i tre verbi normalmente tradotti
con "vide", nel greco sono tutti diversi fra loro. Facendo la
traduzione letterale risalta che il primo "vide" esprime UN GENERICO
SGUARDO, una SEMPLICE OCCHIATA SUPERFICIALE da parte di Giovanni
prima di entrare nel sepolcro, per dare la precedenza a Pietro, come
se si trattasse di un gesto di rispetto. Pietro, una volta entrato
non si limitò a dare un'occhiata superficiale, ma il secondo verbo
greco denota che egli "osservò con occhio indagatore", quasi come
un detective, i teli che risultavano "giacenti distesi", il che
significa "afflosciati", come se il corpo che contenevano fosse
fuoriuscito, smaterializzandosi e lasciando i teli intatti nella loro
forma di avvolgimento. (Giovanni al capo 11 aveva descritto che di
Lazzaro, Gesù aveva comandato "scioglietelo e lasciatelo andare").
Qui invece Gesù si è liberato da sé dei teli, passandovi attraverso,
come d'altra parte avrebbe fatto più tardi, passando attraverso i
muri.
Ma è ancora più interessante il terzo verbo greco tradotto purtroppo
ancora con "vide". In realtà si tratta di uno sguardo di amore
contemplante, di profondo stupore e di meraviglia estatica.
La traduzione "piegato in un luogo a parte" non rende purtroppo la
singolarità della disposizione del sudario. Perché Giovanni non solo
constatava il modo con cui si trovavano i teli per terra ma la
stranezza del sudario che sormontava i teli nello stesso posto,
rimanendo però distaccato da esse, quasi inamidato.
L'espressione finale dell'evangelista "e credette. Non avevano ancora
compreso infatti la Scrittura…" è la logica conseguenza dell'esame di=
ciò che Giovanni constatò in quel sepolcro, insieme a Pietro.
Come se Giovanni avesse voluto dire che il SEGNO DEL SEPOLCRO lo
aveva condotto a comprendere ciò che la Scrittura affermava di Cristo.
Potremmo perciò pensare ai teli come ad un segno che conduce alla
fede nella Scrittura. Naturalmente chi già crede alla Scrittura non
ha bisogno di alcun segno, e questo sarebbe assai meglio. Tuttavia si
può pensare che per un atto di particolare condiscendenza, il Signore
abbia voluto lasciarci un segno, come quello della Sindone, che aiuta
l'uomo ad accettare l'annuncio della passione, morte e resurrezione,
perché in quel telo, i Fatti narrati nei Vangeli, sono impressi a
caratteri di sangue.