Pregare nella Chiesa-corpo
La preghiera è il respiro del credente, ma è anche il respiro
dell'intero corpo di Cristo. Colui che prega entra nel mistero
dell'unità del Corpo mistico di Cristo. Dire mistero non significa
tuttavia parlare di qualcosa di astratto e inconoscibile; anzi per il
credente fare esperienza attraverso la preghiera della propria
appartenenza a un corpo è qualcosa di estremamente concreto.
La concretezza del Corpo che è la Chiesa, sperimentata dal credente,
è resa dall'affresco della "Disputa" in maniera spettacolare. Per i
contemporanei di Raffaello, dovette essere emozionante l'impatto con
la grandiosità del dipinto. Le figure a grandezza naturale occupano
la maggior parte del campo visivo della stanza coinvolgendo
l'osservatore nella "disputa" e nella contemplazione suscitata dal
Mistero della Fede. Un effetto simile a quello che, molto più tardi,
avrebbe reso possibile il cinema.
L'orchestrazione delle figure è stata definita un paesaggio di uomini
(Ortolani), ma potrebbe essere ancor meglio detta un'architettura di
uomini.
Dall'ostensorio divergono ruote sempre più vaste: il cerchio aureo
attorno alla colomba, la raggiera del Cristo, la corona di cherubini
su cui poggia il Padre e infine l'arco che racchiude l'affresco
stesso. La volta celeste con le sue lamelle dorate è simile
all'abside di una chiesa. Al di sotto figure del Nuovo e dell'Antico
Testamento occupano l'intera larghezza dello spazio affrescato in una
in una grandiosa semplicità architettonica.
Anche i personaggi della Chiesa militante, dipinti da Raffaello,
conservano ciascuno una propria specifica identità. Essi, inoltre,
pur nella loro compattezza formale, sono in pieno movimento:
meditano, discutono additando l'ostensorio. Pochi guardano verso il
cielo, eppure soltanto in cielo è la sicurezza della verità
contemplata: lì siedono maestosi e quieti i santi della chiesa
trionfante. (E precisamente, a partire da sinistra: Pietro, Adamo,
san Giovanni Evangelista e Davide. A destra, invece, troviamo santo
Stefano, Mosè, san Giacomo, il patriarca Abramo e san Paolo. Attorno
allo Spirito Santo, scritti sui quattro libri compaiono i nomi dei
quattro evangelisti).
... Due diverse prospettive, ma unico il mistero contemplato. L'ostia
esposta e le tre Persone della Trinità: Spirito Figlio e Padre sono
disposti su una linea verticale e ascendente che, rafforzata dai
richiami dei bianchi e degli ori, sottolinea da un lato la verità
teologica dell'Unico mistero, dall'altro l'unità spaziale della scena.
La preghiera cristiana è la preghiera di un corpo che rompe i confini
dello spazio e del tempo e "abbraccia" l'eternità. Colui che prega
entra in una dimensione che lo supera e diventa realmente
concittadino dei santi e familiare di Dio.
Come lo spazio universale che abbraccia cielo e terra, celebrato da
Raffaello nella sua "Disputa", la liturgia è uno spazio mistico entro
al quale Chiesa militante, purgante e trionfante canta l'unico inno
di gloria al Dio del cielo. In questa coreografia misteriosa e
solenne, che si sviluppa attorno all'Eucaristia, cuore pulsante
d'Amore, entra come parte integrante e preziosa ogni uomo che prega.
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La Chiesa e il mondo hanno grande bisogno del culto eucaristico.
Gesù ci aspetta in questo Sacramento dell'amore.
Non risparmiamo il nostro tempo per andare ad incontrarlo
nell'adorazione,
nella contemplazione piena di fede e pronta a riparare le grandi
colpe e i delitti del mondo.
Non cessi mai la nostra adorazione.
(Giovanni Paolo II Sul mistero e culto della SS. Eucaristia)