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Come leggere la Scrittura (P.Anselmo Stolz)   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #230 di 467 |
La vita nostra interiore non può esistere, non può svilupparsi senza
il cibo spirituale necessario. Tutti i maestri della vita spirituale
insistono sulla necessità, di dare allo spirito un nutrimento
adattato per mezzo della lettura di libri buoni, tra i quali la Sacra
Scrittura, il libro ispirato da Dio, occupa necessariamente il primo
posto. La lettura della Sacra Scrittura anzi fu chiamata il pane
quotidiano della nostra anima ed è così necessario, come la
partecipazione al sacramento dell'eucaristia.
Già gli antichi autori vedevano infatti una tale relazione intima tra
l'eucaristia e la Sacra Scrittura. Origene per esempio dice: "Voi che
siete abituati ad assistere ai divini misteri, sapete bene, come
conservare il corpo di Nostro Signore che ricevete, con ogni cura e
venerazione, affinché nessuna particella si perda, affinché niente
del dono consacralo cada per terra… Con tanta cura dunque siete
attenti a conservare il suo corpo. Pensate forse che sia minor
delitto essere negligente nel trattamento della parola di Dio che nel
trattamento del suo corpo?" (In Exod. 13,3). La Sacra Scrittura dovrà
essere certamente di una dignità speciale, se viene così paragonata
con l'eucaristia, se esige una simile - riverenza, come il corpo del
Nostro Signore. Una breve esposizione di alcuni pensieri dei Santi
Padri farà meglio capire questa dignità della Sacra Scrittura, la
necessità e l'utilità della sua lettura per la nostra vita interiore.

* *
*

La Sacra Scrittura si chiama "Parola di Dio". Il Figlio del Padre, la
seconda Persona della Santissima Trinità, si chiama pure "Parola di
Dio". La comunanza del nome fa vedere che ci deve essere una
relazione interna tra il Verbo di Dio consustanziale e il Verbo di
Dio scritto nei libri sacri. Se il Verbo di Dio Incarnato è l'unica
nostra salvezza, anche il Verbo di Dio scritto parteciperà a questa
dignità.
S. Giovanni incomincia il suo Vangelo con queste parole: "In
principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio"
(1,1). Questo è il testo più importante sulla Parola di Dio.
Conosciamo l'importanza che questo testo ha avuto nelle lunghe
discussioni intorno al mistero della Santissima Trinità. Il testo
rivela chiaramente che il nostro Dio non è un Dio isolato, ma che
vive in eterna comunione personale col suo Verbo, suo Figlio. Il
Figlio, come Verbo e Parola del Padre manifesta il Padre, ne è la
parola comunicativa. Il Dio che possiede un tale Verbo, una tale
Parola, si comunica. La parola eterna e naturale è quella che
manifesta per sua natura Dio Padre, e ciò avvenne per noi nella sua
Incarnazione. Ogni altra rivelazione del Padre non può far altro che
modellarsi su quella prima eterna e perfettissima parola e
parteciparvi in qualche maniera. E questa imitazione si trova in un
modo speciale nella parola di Dio scritta, nei libri sacri. La sacra
Scrittura è dunque la parola di Dio, parla di Dio, rivela i misteri
divini come il Verbo Incarnato. In questo consiste la sua prima
relazione al Verbo divino.
Ne ha ancora un'altra, in quanto parla del Verbo stesso. È vero, la
Sacra Scrittura è ispirata dallo Spirito Santo, contiene però non lo
Spirito Santo, ma il Verbo. Tutto ciò che dice la Sacra Scrittura,
ogni parola delle sacre lettere, ha una relazione col Verbo divino.
Chi legge la Sacra Scrittura e non considera questo, chi cerca in
essa qualcos'altro, avrà innanzi a sé sbarrata la porta alla genuina
intelligenza dei testi sacri. Non bisogna cercar altro in orni libro
della Scrittura se non quello che si riferisce al Verbo Incarnato
cioè alla storia della nostra salute. Sotto altri rispetti i libri
santi, specialmente quelli del Vecchio Testamento, dicono ben poco. I
Salmi, i libri storici, i profeti, tutti parlano in fondo della
salvezza umana, dell'opera della redenzione, del Verbo divino
Incarnato In questo senso dice S. Agostino: "Leggi tutti i libri
profetici; una volta che in essi non hai capito il Cristo, che cosa
di più insipido e più vano? Vedi lì Cristo, allora non solo avrà
gusto ciò che leggi, ma diventerà inebriante; distacca la mente dalle
cose corporali, così che dimenticando il passato, aneli alle cose
future". (In Joannem 9,3).







Dom 27 Lu 2003 5:32 pm

dioama
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La vita nostra interiore non può esistere, non può svilupparsi senza il cibo spirituale necessario. Tutti i maestri della vita spirituale insistono sulla...
Mario
dioama
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27 Lu 2003
5:33 pm
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