Trattato della sobrietà e della custodia del cuore
Quanti desiderate l'illuminazione miracolosa e divina del nostro
Salvatore Gesù Cristo, quanti cercate di sperimentare il fuoco divino
nel cuore, e vi sforzate di sentire la consolazione del perdono di
Dio, e avete rinunciato ai beni del mondo per entrare in possesso del
tesoro sepolto nel campo del cuore, e volete accendere gioiosamente
le torce dell'anima, e, per questo, rinunciaste alle realtà presenti,
e bramate conoscere e ricevere, con consapevole chiarezza, il regno
di Dio presente nel vostro intimo, venite. Vi esporrò la scienza
della eterna e celeste vita, il metodo.
Torniamo in noi stessi, fratelli, respingendo con disgusto il
consiglio del serpente e di qualunque cosa che striscia sulla terra.
Ci è impossibile ottenere il perdono e l'amicizia di Dio, senza prima
ritornare per quanto è possibile, in noi stessi, o meglio,
paradossalmente, rientrare in noi stessi separandosi da ogni rapporto
col mondo e con le sue vacue preoccupazioni, diretti alla conquista
del regno di Dio che è dentro di noi.
La vita solitaria è stata chiamata la scienza delle scienze e l'arte
delle arti; perchè i suoi risultati niente hanno a che fare con i
vantaggi corruttibili di questo mondo che allontanano la mente da ciò
che è il meglio e la sommergono. La vita solitaria ci promette dei
beni meravigliosi e indicibili che "l'occhio non ha mai visto,
l'orecchio mai inteso, nè mai sono entrati nel cuore dell'uomo". Per
questo lottiamo "non contro la carne e il sangue, ma contro le
dominazioni, le potenze, i principi tenebrosi di questo secolo."