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Lettera sulla PREGHIERA (Prof. Bruno Forte)   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #264 di 467 |
Lettera sulla preghiera



Mi chiedi: perché pregare? Ti rispondo: per vivere.


Sì: per vivere veramente, bisogna pregare. Perché? Perché vivere è
amare: una vita senza amore non è vita. È solitudine vuota, è
prigione e tristezza. Vive veramente solo chi ama: e ama solo chi si
sente amato, raggiunto e trasformato dall'amore. Come la pianta che
non fa sbocciare il suo frutto se non è raggiunta dai raggi del sole,
così il cuore umano non si schiude alla vita vera e piena se non è
toccato dall'amore. Ora, l'amore nasce dall'incontro e vive
dell'incontro con l'amore di Dio, il più grande e vero di tutti gli
amori possibili, anzi l'amore al di là di ogni nostra definizione e
di ogni nostra possibilità. Pregando, ci si lascia amare da Dio e si
nasce all'amore, sempre di nuovo. Perciò, chi prega vive, nel tempo e
per l'eternità. E chi non prega? Chi non prega è a rischio di morire
dentro, perché gli mancherà prima o poi l'aria per respirare, il
calore per vivere, la luce per vedere, il nutrimento per crescere e
la gioia per dare un senso alla vita.


Mi dici: ma io non so pregare! Mi chiedi: come pregare? Ti rispondo:
comincia a dare un po' del tuo tempo a Dio. All'inizio, l'importante
non sarà che questo tempo sia tanto, ma che Tu glielo dia fedelmente.
Fissa tu stesso un tempo da dare ogni giorno al Signore, e daglielo
fedelmente, ogni giorno, quando senti di farlo e quando non lo senti.
Cerca un luogo tranquillo, dove se possibile ci sia qualche segno che
richiami la presenza di Dio (una croce, un'icona, la Bibbia, il
Tabernacolo con la Presenza eucaristica…). Raccogliti in silenzio:
invoca lo Spirito Santo, perché sia Lui a gridare in te "Abbà,
Padre!". Porta a Dio il tuo cuore, anche se è in tumulto: non aver
paura di dirGli tutto, non solo le tue difficoltà e il tuo dolore, il
tuo peccato e la tua incredulità, ma anche la tua ribellione e la tua
protesta, se le senti dentro.


Tutto questo, mettilo nelle mani di Dio: ricorda che Dio è Padre –
Madre nell'amore, che tutto accoglie, tutto perdona, tutto illumina,
tutto salva. Ascolta il Suo Silenzio: non pretendere di avere subito
le risposte. Persevera. Come il profeta Elia, cammina nel deserto
verso il monte di Dio: e quando ti sarai avvicinato a Lui, non
cercarlo nel vento, nel terremoto o nel fuoco, in segni di forza o di
grandezza, ma nella voce del silenzio sottile (cf. 1 Re 19,12). Non
pretendere di afferrare Dio, ma lascia che Lui passi nella tua vita e
nel tuo cuore, ti tocchi l'anima, e si faccia contemplare da te anche
solo di spalle.


Ascolta la voce del Suo Silenzio. Ascolta la Sua Parola di vita: apri
la Bibbia, meditala con amore, lascia che la parola di Gesù parli al
cuore del tuo cuore; leggi i Salmi, dove troverai espresso tutto ciò
che vorresti dire a Dio; ascolta gli apostoli e i profeti; innamorati
delle storie dei Patriarchi e del popolo eletto e della chiesa
nascente, dove incontrerai l'esperienza della vita vissuta
nell'orizzonte dell'alleanza con Dio. E quando avrai ascoltato la
Parola di Dio, cammina ancora a lungo nei sentieri del silenzio,
lasciando che sia lo Spirito a unirti a Cristo, Parola eterna del
Padre. Lascia che sia Dio Padre a plasmarti con tutte e due le Sue
mani, il Verbo e lo Spirito Santo.


All'inizio, potrà sembrarti che il tempo per tutto questo sia troppo
lungo, che non passi mai: persevera con umiltà, dando a Dio tutto il
tempo che riesci a darGli, mai meno, però, di quanto hai stabilito di
poterGli dare ogni giorno. Vedrai che di appuntamento in appuntamento
la tua fedeltà sarà premiata, e ti accorgerai che piano piano il
gusto della preghiera crescerà in te, e quello che all'inizio ti
sembrava irraggiungibile, diventerà sempre più facile e bello.
Capirai allora che ciò che conta non è avere risposte, ma mettersi a
disposizione di Dio: e vedrai che quanto porterai nella preghiera
sarà poco a poco trasfigurato.


Così, quando verrai a pregare col cuore in tumulto, se persevererai,
ti accorgerai che dopo aver a lungo pregato non avrai trovato
risposte alle tue domande, ma le stesse domande si saranno sciolte
come neve al sole e nel tuo cuore entrerà una grande pace: la pace di
essere nelle mani di Dio e di lasciarti condurre docilmente da Lui,
dove Lui ha preparato per te. Allora, il tuo cuore fatto nuovo potrà
cantare il cantico nuovo, e il "Magnificat" di Maria uscirà
spontaneamente dalla tue labbra e sarà cantato dall'eloquenza
silenziosa delle tue opere.


Sappi, tuttavia, che non mancheranno in tutto questo le difficoltà: a
volte, non riuscirai a far tacere il chiasso che è intorno a te e in
te; a volte sentirai la fatica o perfino il disgusto di metterti a
pregare; a volte, la tua sensibilità scalpiterà, e qualunque atto ti
sembrerà preferibile allo stare in preghiera davanti a Dio, a
tempo "perso". Sentirai, infine, le tentazioni del Maligno, che
cercherà in tutti i modi di separarti dal Signore, allontanandoti
dalla preghiera. Non temere: le stesse prove che tu vivi le hanno
vissute i santi prima di te, e spesso molto più pesanti delle tue. Tu
continua solo ad avere fede. Persevera, resisti e ricorda che l'unica
cosa che possiamo veramente dare a Dio è la prova della nostra
fedeltà. Con la perseveranza salverai la tua preghiera, e la tua vita.


Verrà l'ora della "notte oscura", in cui tutto ti sembrerà arido e
perfino assurdo nelle cose di Dio: non temere. È quella l'ora in cui
a lottare con te è Dio stesso: rimuovi da te ogni peccato, con la
confessione umile e sincera delle tue colpe e il perdono
sacramentale; dona a Dio ancor più del tuo tempo; e lascia che la
notte dei sensi e dello spirito diventi per te l'ora della
partecipazione alla passione del Signore. A quel punto, sarà Gesù
stesso a portare la tua croce e a condurti con sé verso la gioia di
Pasqua. Non ti stupirai, allora, di considerare perfino amabile
quella notte, perché la vedrai trasformata per te in notte d'amore,
inondata dalla gioia della presenza dell'Amato, ripiena del profumo
di Cristo, luminosa della luce di Pasqua.


Non avere paura, dunque, delle prove e delle difficoltà nella
preghiera: ricorda solo che Dio è fedele e non ti darà mai una prova
senza darti la via d'uscita e non ti esporrà mai a una tentazione
senza darti la forza per sopportarla e vincerla. Lasciati amare da
Dio: come una goccia d'acqua che evapora sotto i raggi del sole e
sale in alto e ritorna alla terra come pioggia feconda o rugiada
consolatrice, così lascia che tutto il tuo essere sia lavorato da
Dio, plasmato dall'amore dei Tre, assorbito in Loro e restituito alla
storia come dono fecondo. Lascia che la preghiera faccia crescere in
te la libertà da ogni paura, il coraggio e l'audacia dell'amore, la
fedeltà alle persone che Dio ti ha affidato e alle situazioni in cui
ti ha messo, senza cercare evasioni o consolazioni a buon mercato.
Impara, pregando, a vivere la pazienza di attendere i tempi di Dio,
che non sono i nostri tempi, ed a seguire le vie di Dio, che tanto
spesso non sono le nostre vie.


Un dono particolare che la fedeltà nella preghiera ti darà è l'amore
agli altri e il senso della chiesa: più preghi, più sentirai
misericordia per tutti, più vorrai aiutare chi soffre, più avrai fame
e sete di giustizia per tutti, specie per i più poveri e deboli, più
accetterai di farti carico del peccato altrui per completare in te
ciò che manca alla passione di Cristo a vantaggio del Suo corpo, la
chiesa. Pregando, sentirai come è bello essere nella barca di Pietro,
solidale con tutti, docile alla guida dei pastori, sostenuto dalla
preghiera di tutti, pronto a servire gli altri con gratuità, senza
nulla chiedere in cambio. Pregando sentirai crescere in te la
passione per l'unità del corpo di Cristo e di tutta la famiglia
umana. La preghiera è la scuola dell'amore, perché è in essa che puoi
riconoscerti infinitamente amato e nascere sempre di nuovo alla
generosità che prende l'iniziativa del perdono e del dono senza
calcolo, al di là di ogni misura di stanchezza.


Pregando, s'impara a pregare, e si gustano i frutti dello Spirito che
fanno vera e bella la vita: "amore, gioia, pace, pazienza,
benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé" (Gal 5,22).
Pregando, si diventa amore, e la vita acquista il senso e la bellezza
per cui è stata voluta da Dio. Pregando, si avverte sempre più
l'urgenza di portare il Vangelo a tutti, fino agli estremi confini
della terra. Pregando, si scoprono gli infiniti doni dell'Amato e si
impara sempre di più a rendere grazie a Lui in ogni cosa. Pregando,
si vive. Pregando, si ama. Pregando, si loda. E la lode è la gioia e
la pace più grande del nostro cuore inquieto, nel tempo e per
l'eternità.


Se dovessi, allora, augurarti il dono più bello, se volessi chiederlo
per te a Dio, non esiterei a domandarGli il dono della preghiera.
Glielo chiedo: e tu non esitare a chiederlo a Dio per me. E per te.
La pace del Signore nostro Gesù Cristo, l'amore di Dio Padre e la
comunione dello Spirito Santo siano con te. E tu in loro: perché
pregando entrerai nel cuore di Dio, nascosto con Cristo in Lui,
avvolto dal Loro amore eterno, fedele e sempre nuovo. Ormai lo sai:
chi prega con Gesù e in Lui, chi prega Gesù o il Padre di Gesù o
invoca il Suo Spirito, non prega un Dio generico e lontano, ma prega
in Dio, nello Spirito, per il Figlio il Padre. E dal Padre, per mezzo
di Gesù, nel soffio divino dello Spirito, riceverà ogni dono
perfetto, a lui adatto e per lui da sempre preparato e desiderato. Il
dono che ci aspetta. Che ti aspetta.

Sia lodato Gesù Cristo.






Mar 9 Mar 2004 12:39 pm

luigbasi
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Inoltra Messaggio #264 di 467 |
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Lettera sulla preghiera Mi chiedi: perché pregare? Ti rispondo: per vivere. Sì: per vivere veramente, bisogna pregare. Perché? Perché vivere è amare: una...
LUIGI
luigbasi
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12 Mar 2004
2:49 pm
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