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SAZIATI DALLA PAROLA (S.Agostino)   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #265 di 467 |
Dai "Discorsi" di sant'Agostino, vescovo
(Disc. 194,34; PL 38,1016-1017)
Saremo saziati dalla visione del Verbo


Chi potrà mai conoscere tutti i tesori di sapienza e di scienza che
Cristo racchiude in sé, nascosti nella povertà della sua carne? Per
noi, da ricco che era, egli si è fatto povero, perché noi
diventassimo ricchi per mezzo della sua povertà (cfr. 2Cor 8,9).
Assumendo la mortalità dell'uomo e subendo nella sua persona la
morte, egli si mostrò a noi nella povertà della condizione umana: non
perdette però le sue ricchezze quasi gli fossero state tolte, ma ne
promise la rivelazione nel futuro. Quale immensa ricchezza serba a
chi lo teme e dona pienamente a quelli che sperano in lui!
Le nostre conoscenze sono ora imperfette e incomplete, finché non
venga il perfetto e il completo. Ma proprio per renderci capaci di
questo egli, che è uguale al Padre nella forma di Dio e simile a noi
nella forma di servo, ci trasforma a somiglianza di Dio. Divenuto
figlio dell'uomo, lui unico figlio di Dio, rende figli di Dio molti
figli degli uomini. Dopo aver nutrito noi servi attraverso la forma
visibile di servo, ci rende liberi, atti a contemplare la forma di
Dio.
Infatti "noi siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora
rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi
saremo simili a lui perché lo vedremo così come egli è" (1Gv 3,2). Ma
che cosa sono quei tesori di sapienza e di scienza, che cosa quelle
ricchezze divine, se non la grande realtà capace di colmarci
pienamente? Che cosa è quell'abbondanza di dolcezza se non ciò che è
capace di saziarci?
Dunque: "Mostraci il Padre e ci basta" (Gv 14,8). E in un salmo una
voce che ci interpreta o parla per noi, dice rivolgendosi a lui: Sarò
saziato all'apparire della tua gloria (cfr. Sal 16,15). Egli e il
Padre sono una cosa sola e chi vede lui vede anche il Padre. "Il
Signore degli eserciti è il re della gloria" (Sal 23,10). Facendoci
volgere a lui, ci mostrerà il suo volto e saremo salvi; allora saremo
saziati e ci basterà.
Ma fino a quando questo non avvenga e non ci sia mostrato quello che
ci appagherà, fino a quando non berremo a quella fonte di vita che ci
farà sazi, mentre noi camminiamo nella fede, pellegrini lontani da
lui, e abbiamo fame e sete di giustizia e aneliamo con indicibile
desiderio alla bellezza di Cristo che si svelerà nella forma di Dio,
celebriamo con devozione il Natale di Cristo nato nella forma di
servo.
Se non possiamo ancora contemplarlo perché è stato generato dal Padre
prima dell'aurora, festeggiamolo perché nella notte è nato dalla
Vergine. Se non lo comprendiamo ancora, perché il suo nome rimane
davanti al sole (cfr. Sal 71,17), riconosciamo il suo tabernacolo
posto nel sole. Se ancora non vediamo l'Unigenito che rimane nel
Padre, ricordiamo lo sposo che esce dalla stanza nuziale (cfr. Sal
18,6). Se ancora non siamo preparati al banchetto del nostro Padre,
riconosciamo il presepe del nostro





Sab 13 Mar 2004 10:57 pm

dioama
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Mario
dioama
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13 Mar 2004
10:58 pm
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