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Martino della carità (Papa Giovanni XXIII)   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #266 di 467 |
Dall'"Omelia per la canonizzazione di san Martino de Porres" di
Giovanni XXIII, papa
(6 maggio 1962; AAS 54[1962] 306-309)
"Martino della carità"


La via che Gesù ha insegnato è questa: Prima di tutto: "Amerai il
Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con
tutta la tua mente". E poi: "Amerai il prossimo tuo come te stesso"
(Mt 22,37-39).
San Martino con l'esempio della sua vita ci dimostra che noi possiamo
raggiungere la salvezza e la santità per questa via.
Avendo egli conosciuto che Cristo Gesù patì per noi e portò i nostri
peccali nel suo corpo fin sul legno (cfr. 1Pt 2,24), percorse con
particolare amore la via del Crocifisso. E quando contemplava i suoi
orribili tormenti, non poteva trattenersi dal piangere assai
diffusamente. Amò pure con speciale affetto l'augustissimo sacramento
dell'Eucaristia. Per questo, standosene in un luogo nascosto della
chiesa, sostava per molte ore in adorazione dinanzi al tabernacolo.
Dell'Eucaristia poi bramava nutrirsi con quanto più amore gli era
possibile.
San Martino praticava con molto impegno e diligenza il comandamento
dell'amore, dato dal divino Maestro. Perciò trattava i fratelli con
quella viva carità che gli nasceva da una fede incrollabile e da una
profonda umiltà. Amava gli uomini, perché li stimava sinceramente
come figli di Dio e fratelli suoi; anzi li amava più di se stesso,
poiché, con l'umiltà che aveva, riteneva tutti più onesti e migliori
di sé.
Scusava i diletti degli altri, e perdonava le offese più aspre,
essendo persuaso che, per i peccati commessi, era degno di pene molto
più gravi. Con ogni zelo si sforzava di ricondurre i colpevoli sulla
buona via. Assisteva gli ammalati con affabilità. Ai più poveri
procurava cibo, vestiti, medicine. Sosteneva, per quanto era in suo
potere, i contadini, i negri e i mulatti, allora considerati cosa
spregevole. Dava loro ogni aiuto e si prodigava per essi con premura,
tanto da meritare di essere chiamato dal popolo "Martino della
carità".
Questo santo uomo, che con l'esortazione, con l'esempio e con la sua
virtù contribuì così efficacemente ad attirare gli altri alla
religione, anche oggi ha il potere di innalzare mirabilmente le
nostre menti alle cose celesti. Non tutti, purtroppo, comprendono
questi superni doni, com'è necessario, non tutti li tengono in onore,
che anzi molti, protesi verso le seduzioni del male, o li stimano da
poco o li hanno in antipatia o non se ne curano affatto. Voglia il
cielo che l'esempio di Martino insegni salutarmente a molti quanto
dolce e quanto felice cosa sia il seguire le orme di Gesù Cristo e
conformarsi ai suoi divini comandi.






Gio 18 Mar 2004 8:58 am

luigbasi
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Inoltra Messaggio #266 di 467 |
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LUIGI
luigbasi
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18 Mar 2004
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