L'Eucaristia, compimento dei sacrifici antichi
Ritieni con somma fermezza e non dubitare affatto che lo stesso Verbo
di Dio, unigenito e fatto carne, offrì se stesso per noi in
sacrificio e ostia a Dio, in odore di soavità (cf. Ef 5,2). A lui, al
tempo dell'Antico Testamento, insieme con il Padre e lo Spirito
Santo, venivano sacrificati gli animali, dai patriarchi, dai profeti
e dai sacerdoti; a lui ora, ai tempi del Nuovo Testamento, insieme
con il Padre e lo Spirito Santo - con i quali egli ha l'identica
natura divina - la santa Chiesa cattolica non cessa di offrire su
tutta la terra, in fede e amore, il sacrificio del pane e del vino.
Quelle vittime carnali erano una raffigurazione della carne di Cristo
che egli, senza peccato, avrebbe immolato per i nostri peccati, e del
sangue che avrebbe sparso in remissione dei nostri peccati.
Questo sacrificio invece è un ringraziamento e una commemorazione
della carne di Cristo che egli offrì per noi, e del sangue che Dio
stesso versò per noi. Di lui dice il beato Paolo negli Atti degli
apostoli: Badate a voi e a tutto il gregge, in cui lo Spirito Santo
vi ha posti come sovrintendenti per reggere la Chiesa di Dio, che ha
acquistato con il suo sangue (At 20,28). Quei sacrifici dunque
rappresentavano simbolicamente ciò che a noi sarebbe stato donato;
questo sacrificio invece mostra chiaramente ciò che ci è già stato
donato. Quei sacrifici annunciavano che il Figlio di Dio sarebbe
stato ucciso per i peccatori, questo invece annuncia che il Figlio di
Dio è già stato ucciso per i peccatori, come attesta l'Apostolo che
Cristo, quando noi eravamo ancora infermi, a tempo opportuno, è morto
per gli empi (Rm 5,6) e che quando eravamo nemici, siamo stati
riconciliati con Dio per mezzo della morte del suo Figlio (Rm 5,10).