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Pace a voi (S.Agostino)   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #272 di 467 |
1. "Pace a voi"
"E quando fu sera in quel giorno che era il primo della settimana,
essendo per paura dei Giudei chiuse le porte del luogo dove stavano i
discepoli riuniti, venne Gesú, e stette in mezzo a loro e
disse: "Pace a voi". E detto questo, mostrò loro le mani e il
costato" (Gv 20,18-20). I chiodi avevano trafitto le sue mani, e la
lancia aveva aperto il suo costato; ed erano conservati i segni delle
ferite per guarire dalla piaga del dubbio i cuori degli increduli. E
le porte chiuse non avevano potuto opporsi al suo corpo, dove abitava
la divinità. Colui, la cui nascita aveva lasciato inviolata la
verginità della madre, poté entrare in quel luogo, senza che le porte
venissero aperte.
"I discepoli furono pieni di gioia, vedendo il Signore. Ed egli
disse loro di nuovo: "Pace a voi"" (Gv 20,20-21). La ripetizione ha
valore di conferma; cioè egli dà ciò che era stato promesso per bocca
del Profeta, pace aggiunta a pace (cf. Is 26,3). "Come il Padre ha
mandato me" - aggiunge il Signore -"anch`io mando voi" (Gv 20,21).
Sapevamo già che il Figlio è uguale al Padre; ora ascoltiamo le
parole del Mediatore. Egli mostra, in effetti, di essere il
Mediatore, in quanto dice: Egli ha mandato me e io mando voi. "Ciò
detto, alitò sopra di essi, e disse loro: "Ricevete lo Spirito
Santo"" (Gv 20,22). Soffiando su di essi, mostrò che lo Spirito non
era soltanto del Padre, ma era anche suo. "A chi rimetterete i
peccati, saranno rimessi, a chi li riterrete, saranno ritenuti" (Gv
20,23). La carità della Chiesa che per mezzo dello Spirito Santo
scende nei nostri cuori, rimette i peccati di coloro che partecipano
di essa; ritiene invece i peccati di quanti non sono parte di essa.
E` per questo che parlò del potere di rimettere o di ritenere i
peccati, dopo aver annunziato: "Ricevete lo Spirito Santo".
"Ma Tommaso, uno dei dodici, che era chiamato Didimo, non era con
essi, quando venne Gesú. Gli dissero allora gli altri
discepoli: "Abbiamo visto il Signore". Ma egli rispose loro: "Se non
vedo nelle sue mani il segno dei chiodi, e se non metto il mio dito
nel luogo dei chiodi, e la mia mano nel suo costato, non credo ". E
otto giorni dopo, i suoi discepoli stavano di nuovo in casa, e
Tommaso era con essi. Venne Gesú, a porte chiuse, stette in mezzo a
loro, e disse: "Pace a voi". E poi disse a Tommaso. "Appressa qui il
tuo dito, e guarda le mie mani, e appressa la tua mano e mettila nel
mio costato, e non voler essere incredulo, ma credente". Tommaso gli
rispose e disse: "Signore mio e Dio mio!"" (Gv 20,24-28).
Vedeva e toccava l`uomo, ma confessava la sua fede in Dio che non
vedeva né toccava. Ma quanto vedeva e toccava lo induceva a credere
in ciò di cui sino allora aveva dubitato. "E Gesú gli disse: "Hai
creduto perché mi hai veduto"" (Gv 20,29). Non disse: Mi hai toccato,
ma disse soltanto: "Mi hai veduto", perché la vista in un certo modo
comprende tutti gli altri sensi. Anche noi, infatti, siamo soliti
nominare la vista per intendere anche gli altri sensi, come quando
diciamo: Ascolta e vedi che suono armonioso, odora e vedi che odore
gradevole, assapora e vedi che buon sapore, tocca e vedi come è
caldo. In ognuna di queste espressioni si dice: "vedi", anche se
vedere è proprio degli occhi. E` cosí che il Signore stesso dice a
Tommaso: "Appressa qui il tuo dito, e vedi le mie mani". Egli dice in
sostanza: Tocca e vedi, anche se Tommaso non aveva certo gli occhi
sulla punta delle dita. Sia alla vista che al toccare si riferisce il
Signore dicendo: "Hai creduto perché hai veduto".
Si potrebbe anche dire che il discepolo non lo toccò affatto,
sebbene Gesú lo invitasse a farlo. L`evangelista infatti non dice:
Tommaso lo toccò. Sia che egli abbia ritenuto sufficiente vedere, sia
che abbia anche toccato, è vedendo che credette, e giustamente il
Signore esalta come superiore alla sua la fede delle genti che non lo
vedranno, con le parole: "Beati coloro che banno creduto, senza avere
veduto (ibid.)". In questa espressione usa il tempo passato, in
quanto egli considerava, nella predestinazione, già avvenuto ciò che
doveva verificarsi nel futuro.
(Agostino, Comment. in Ioan., 121, 4s.)






Sab 17 Apr 2004 9:15 pm

dioama
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1. "Pace a voi" "E quando fu sera in quel giorno che era il primo della settimana, essendo per paura dei Giudei chiuse le porte del luogo dove stavano i ...
Mario
dioama
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17 Apr 2004
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