Questi martiri hanno visto ciò che hanno predicato
Dai «Discorsi» di sant'Agostino, vescovo
(Disc. 295, 1-2. 4. 7-8; PL 38, 1348-1352)
Il martirio dei santi apostoli Pietro e Paolo ha reso sacro per noi questo
giorno. Noi non parliamo di martiri poco conosciuti; infatti «per tutta la
terra si diffonde la loro voce ai confini del mondo la loro parola» (Sal 18,
5). Questi martiri hanno visto ciò che hanno predicato. Hanno seguito la
giustizia. Hanno testimoniato la verità e sono morti per essa.
Il beato Pietro, il primo degli apostoli, dotato di un ardente amore verso
Cristo, ha avuto la grazia di sentirsi dire da lui: «E io ti dico: Tu sei
Pietro» (Mt 16, 18). E precedentemente Pietro si era rivolto a Gesù dicendo:
«Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente» (Mt 16, 16). E Gesù aveva
affermato come risposta: «E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra
edificherò la mia Chiesa» (Mt 16, 18). Su questa pietra stabilirò la fede
che tu professi. Fonderò la mia chiesa sulla tua affermazione: «Tu sei il
Cristo, il Figlio del Dio vivente». Tu infatti sei Pietro. Pietro deriva da
pietra e non pietra da Pietro. Pietro deriva da pietra, come cristiano da
Cristo.
Il Signore Gesù, come già sapete, scelse prima della passione i suoi
discepoli, che chiamò apostoli. Tra costoro solamente Pietro ricevette
l'incarico di impersonare quasi in tutti i luoghi l'intera Chiesa. Ed è
stato in forza di questa personificazione di tutta la Chiesa che ha meritato
di sentirsi dire da Cristo: «A te darò le chiavi del regno dei cieli» (Mt
16, 19). Ma queste chiavi le ha ricevute non un uomo solo, ma l'intera
Chiesa. Da questo fatto deriva la grandezza di Pietro, perché egli è la
personificazione dell'universalità e dell'unità della Chiesa. «A te darò»
quello che è stato affidato a tutti. E` ciò che intende dire Cristo. E
perché sappiate che è stata la Chiesa a ricevere le chiavi del regno dei
cieli, ponete attenzione a quello che il Signore dice in un'altra
circostanza: «Ricevete lo Spirito Santo» e subito aggiunge: «A chi
rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno
non rimessi» (Gv 20, 22-23).
Giustamente anche dopo la risurrezione il Signore affidò allo stesso Pietro
l'incombenza di pascere il suo gregge. E questo non perché meritò egli solo,
tra i discepoli, un tale compito, ma perché quando Cristo si rivolge ad uno
vuole esprimere l'unità. Si rivolge da principio a Pietro, perché Pietro è
il primo degli apostoli.
Non rattristarti, o apostolo. Rispondi una prima, una seconda, una terza
volta. Vinca tre volte nell'amore la testimonianza, come la presunzione è
stata vinta tre volte dal timore. Deve essere sciolto tre volte ciò che hai
legato tre volte. Sciogli per mezzo dell'amore ciò che avevi legato per
timore.
E così il Signore una prima, una seconda, una terza volta affidò le sue
pecorelle a Pietro.
Un solo giorno è consacrato alla festa dei due apostoli. Ma anch'essi erano
una cosa sola. Benché siano stati martirizzati in giorni diversi, erano una
cosa sola. Pietro precedette, Paolo seguì. Celebriamo perciò questo giorno
di festa, consacrato per noi dal sangue degli apostoli.
Amiamone la fede, la vita, le fatiche, le sofferenze, le testimonianze e la
predicazione.