La preghiera è anzitutto accoglienza; pregare è lasciarsi amare da Dio, stare
davanti alla gratuità pura del Padre, affinché essa inondi il cuore e la vita
della sua generosità traboccante. Pregare è accogliere il dono, attendendolo
nella pazienza e nella perseveranza del silenzio pieno di meraviglia e di
stupore dell'amore. E' Dio ad agire nella preghiera e l'uomo sta davanti al
mistero in povertà, per lasciarsi amare dall'Eterno. In questo senso, la
preghiera è esperienza notturna di Dio, silenzio, in cui ci si lascia colmare
dal mistero della presenza divina. Ciò richiede che si «perda tempo» per Dio: se
peraltro Dio ha avuto tempo per l'uomo, la risposta dell'uomo è avere tempo per
Dio, lasciarsi amare nella docilità, nella perseveranza, nella fedeltà. Anche la
celebrazione dei sacramenti va vissuta in questa umile docilità, che offre a Dio
il tempo dell'uomo, perché l'Eterno vi prenda dimora. Se tutto viene dal Padre,
tutto però ritorna al Padre: la preghiera è atto del riportare tutto a Dio.
La preghiera diventa così il veicolo della nostalgia di Dio che è nel cuore
dell'uomo e nel cuore della storia, e in quanto tale è sacrificio di lode,
azione di grazie, intercessione, nella quale il mondo intero è assunto per
ritrovare se stesso nella sua vera origine. In questo dinamismo della preghiera
si radica per il cristiano l'impegno a favore dell'uomo, la lotta per la
giustizia, la solidarietà con i poveri. Pregando, il credente orienta la sua
vicenda personale, quella degli uomini e della Chiesa verso la Patria,
intravista ma non ancora posse duta, del mistero eterno di Dio. E pregando che
il cristiano impara a vedere tutte le cose nella luce di Dio. Pregare è
ricondurre tutto al cuore del Padre, ed è avere il senso delle cose di Dio, per
cui la lotta per la giustizia e l'impegno per la liberazione dell'uomo si
uniscono alla fame di un'altra giustizia e di un'altra liberazione, proprie
soltanto del Regno di Dio, che deve venire. Chi celebra un sacramento partecipa
profondamente a questo movimento di ritorno al Padre, e unisce a sé tutto il
creato perché venga al l'incontro con Cristo.
Bruno Forte
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]