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Fuoco sulla terra (S. Ambrogio)   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #290 di 467 |

"Fuoco sono venuto a portare sulla terra" (Lc 12,49). Non si tratta certo di
fuoco che consuma i buoni, ma del fuoco che suscita la buona volontà, che rende
migliori i vasi d`oro della casa del Signore, consumando il fieno e la paglia
(cf. 1Cor 3,12ss). Questo fuoco divino divora tutte le cose del mondo accumulate
dalla voluttà, brucia le opere emmere della carne, ed è quello stesso che
infiammava le ossa dei profeti, come dice il santo Geremia: "E` divenuto come un
fuoco ardente che infiamma le mie ossa" (Ger 20,9). E` infatti il fuoco del
Signore, a proposito del quale sta scritto: "Un fuoco arderà davanti a lui" (Sal
96,3). Ma il Signore medesimo è fuoco, dato che egli stesso ha detto: "Io sono
il fuoco che brucia e non si consuma" (Es 3,2; 24,17; Dt 4,24; Eb 12,29); il
fuoco del Signore è infatti la luce eterna, ed è a questo fuoco che si accendono
le lucerne delle quali poco prima ha detto: "I vostri fianchi siano cinti e le
lampade accese" (Lc 12,35). La lampada è necessaria, perché i giorni di questa
vita sono come notte. Ammaus e Cleopa testimoniano che il Signore ha messo
questo fuoco anche in loro, quando dicono: "Or non ci ardeva il cuore per via,
mentre ci spiegava le Scritture?" (Lc 24,32). Essi cosí hanno manifestato con
evidenza qual è l`azione di questo fuoco, che illumina l`intimo del cuore. E`
forse proprio per questo che il Signore verrà nel fuoco (cf. Is 66,15-16), per
consumare tutte le colpe al momento della risurrezione, ricolmare con la sua
presenza i desideri di ciascuno, e proiettare la sua luce sui meriti e sui
misteri...

Come potrebbe allora il Signore essere "la nostra pace, egli che di due ne fece
uno?" (Ef 2,14). E com`è che egli stesso dice: "Io vi do la mia pace, vi lascio
la mia pace" (Gv 14,27), se è venuto per separare i padri dai figli, e i figli
dai padri, distruggendo i loro vincoli? Come può essere "maledetto chi non onora
suo padre" (Dt 27,16), e religioso chi lo abbandona?

Ma se noi ci ricordiamo che la religione sta al primo posto e al secondo la
pietà, comprenderemo anche come sia facile questa questione: tu devi infatti
porre l`umano dopo il divino. Se abbiamo doveri d`amore verso i genitori, quanto
maggior dovere non abbiamo per il Padre dei nostri genitori, cui dobbiamo
riconoscenza anche per i nostri stessi genitori? E, se essi non riconoscono il
loro Padre, come potrai tu riconoscerli? Il Signore non dice che si deve
rinunciare ai parenti, ma che si deve anteporre a tutti Dio. Perciò in un altro
libro tu puoi leggere- "Chi ama il padre e la madre piú di me, non è degno di
me" (Mt 10,37). Non ti è vietato di amare i tuoi genitori, ma ti è vietato di
preferirli a Dio: gli affetti naturali sono infatti un beneficio del Signore, e
nessuno deve amare il beneficio piú di Dio stesso che gliel`ha concesso.

Dunque, anche stando al solo significato letterale, a coloro che intendono con
pietà non manca una spiegazione religiosa. Tuttavia stimiamo che c`è da cercare
un significato piú profondo, per quello che egli aggiunge...

Cosí, fino a quando, a causa dell`unione dei vizi, vi era nella stessa casa un
accordo indivisibile e inseparabile, sembrava che non vi fosse alcuna divisione.
Ma quando Cristo portò sulla terra il fuoco, con cui egli consuma le colpe della
carne, e la spada, che significa il dispiegamento della potenza in atto, che
penetra nell`intimo dello spirito e delle midolla (cf. Eb 4,12), allora la carne
e l`anima, rinnovate nel mistero della rigenerazione, dimenticando ciò che erano
e cominciando a essere ciò che non erano, si separano dalla compagnia antica del
vizio, amato sino a quel momento, e spezzano tutti i legami con la loro degenere
posterità. E` cosí che i genitori sono divisi e si pongono contro i figli, in
quanto la nuova temperanza del corpo rinnega l`antica intemperanza, e l`anima
evita ogni legame con la colpa, né resta piú posto per la straniera venuta dal
di fuori, la voluttà.


(Ambrogio, In Luc., 7, 132, 135 s., 145)




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Gio 19 Ago 2004 11:26 am

dioama
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Inoltra Messaggio #290 di 467 |
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"Fuoco sono venuto a portare sulla terra" (Lc 12,49). Non si tratta certo di fuoco che consuma i buoni, ma del fuoco che suscita la buona volontà, che rende...
Mario
dioama
Offline Invia email
19 Ago 2004
11:27 am
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