Vera penitenza è non tornare a peccare
Se uno che è fuori dello scoglio della troppa ricchezza o troppa povertà ed è
sul facile sentiero dei beni eterni, tuttavia, dopo la liberazione dal peccato,
ricade e si seppellisce in esso, questo deve essere ritenuto rigettato da Dio.
Chiunque, infatti, si rivolge a Dio con tutto il cuore, gli si aprono le porte,
e il Padre accoglie con tutto l`affetto il figlio veramente pentito. Ma la vera
penitenza consiste nel non ricadere e nello sradicare i peccati riconosciuti
come causa di morte. Se ne levi questi, Dio abiterà di nuovo in te. E` una gioia
immensa e incomparabile in cielo per il Padre e per gli angeli la conversione di
un peccatore (Lc 15,2). Perciò è detto anche: "Voglio misericordia e non
sacrificio. Non voglio la morte del peccatore, ma che si penta. Se i vostri
peccati saranno come la porpora, li farò bianchi come la neve; e se saranno neri
come il carbone li ridurrò come neve" (Os 6,6; Mt 9,13; Ez 18,23; Is 1,18; Lc
5,21). Solo il Signore può perdonare i peccati e non imputare i delitti e ci
comanda di perdonare i fratelli pentiti (Mt 6,14). Che se noi, che siamo
cattivi, sappiamo dare cose buone, quanto piú il Padre della misericordia, quel
Padre di ogni consolazione, pieno di misericordia, avrà lunga pazienza e
aspetterà la nostra conversione? (Lc 11,13). Ma convertirsi dal peccato,
significa finirla col peccato e non tornare indietro.
Dio concede il perdono del passato; il non ricadere dipende da noi. E questo è
pentirsi: aver dolore del passato e pregare il Padre che lo cancelli, poiché lui
solo con la sua misericordia può ritenere non fatto il male che abbiamo fatto e
lavare con la rugiada dello Spirito i peccati passati. E` detto, infatti: "Vi
giudicherò, come vi troverò (In Evang. apocr.)", in modo che se uno ha menato
una vita ottima, ma poi si è rivolto al male, non avrà alcun vantaggio del bene
precedente; invece, chi è vissuto male, se si pente, col buon proposito può
redimere la vita passata. Ma ci vuole una gran diligenza, come una lunga
malattia vuole una dieta piú rigorosa e piú accortezza. Vuoi, o ladro, che il
peccato ti sia perdonato? Finisci di rubare. L`adultero spenga le fiamme della
libidine. Il dissoluto sia casto. Se hai rubato, restituisci un po` di piú di
quanto hai preso. Hai testimoniato il falso? Impara a dir la verità. Se hai
spergiurato, astieniti dai giuramenti, taglia i vizi, l`ira, la cupidigia, la
paura. Forse è difficile portar via a un tratto dei vizi inveterati; ma puoi
conseguirlo per la potenza di Dio, con la preghiera dei fratelli, con una vera
penitenza e assidua meditazione.
(Clemente di Ales., Quis dives, 39 s.)
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