Diresti: Non poteva Maria risentirsi e dire: Che bisogno ho io di purificazione?
perché non dovrei entrar nel tempio, se il mio seno verginale è stato fatto
tempio dello Spirito Santo? Non potrei entrar nel tempio io, che ho dato alla
luce il padrone del tempio? In questa concezione non c`è stato niente d`impuro,
niente d`illecito, niente da purificare; anzi, questo mio figlio è fonte di
purezza ed è venuto a liberare dal delitto. Che cosa può purificare una
osservanza legale in me, che son diventata purissima proprio col parto
immacolato? Veramente, o beata Vergine, non c`è motivo, non hai bisogno di
purificazione. Ma aveva bisogno tuo figlio d`esser circonciso? Sii tra le donne
come una di loro; anche tuo figlio sta cosí tra il numero dei bambini. Volle
essere circonciso e non vorrà tanto piú essere offerto? Offri tuo figlio,
Vergine consacrata e presenta al Signore il frutto benedetto del tuo seno.
Offri per la riconciliazione di noi tutti l`ostia santa, che piace a Dio. Dio
Padre accetterà certamente l`offerta nuova e preziosissima ostia, di cui egli
stesso dice: Questi è il mio Figlio diletto, nel quale mi sono compiaciuto (Mt
3,17). Ma questa offerta, fratelli, sembra abbastanza delicata: è presentata al
Signore, è pagata con uccelli, ed è subito riportata a casa. Verrà il giorno,
che non sarà offerta nel tempio, né tra le braccia di Simeone, ma fuori le mura
e sulle braccia della croce. Verrà il giorno, che non sarà riscattato da sangue
altrui, ma riscatterà gli altri col suo sangue, perché Dio padre lo mandò come
riscatto del suo popolo. Quello sarà il sacrificio vespertino, questo è il
mattutino. Questo è più giocondo, ma quello è piú pieno. Questo è dell`infanzia,
quello della pienezza dell`età. Dell`uno e dell`altro puoi sentire ciò che il
profeta predisse: Fu offerto, perché lo volle lui (Is 53,7). Anche ora, infatti,
non è stato offerto, perché ce n`era bisogno, non perché egli fosse soggetto
alla legge, ma perché lo volle lui. E in croce ci fu innalzato non perché
l`aveva meritato, non perché il Giudeo riuscí a crocifiggerlo, ma perché lo
volle lui. Ti farò sacrifici volentieri, o Signore, perché tu ti sei offerto
volentieri per me, non per tuo bisogno.
Ma che cosa offriamo noi, fratelli, o che cosa gli diamo per tutto quanto lui ci
ha dato? Per noi lui ha offerto la piú preziosa ostia che aveva, anzi, così
preziosa che non ci poteva essere niente di meglio; anche noi, dunque, facciamo
quanto possiamo, offrendo a lui il nostro meglio, offriamo ciò che noi siamo.
Lui diede se stesso; tu chi sei, che indugi a offrirti? Chi mi aiuterà a far in
modo che la tua maestà accolga la mia offerta? Ho due spiccioli, Signore, il mio
corpo e la mia anima. Magari potessi offrirteli degnamente in sacrificio di
lode! Sarebbe, infatti, tanto bene per me e tanto piú glorioso essere offerto a
te, che essere abbandonato a me stesso.
Poiché l`anima mia, lasciata a me, si turba, in te invece il mio spirito
esulterà, se ti viene offerto sinceramente. Fratelli, al Signore che doveva
morire, il Giudeo offriva vittime morte, ma ora: Io vivo, dice il Signore; non
voglio la morte del peccatore, ma che si converta e viva (Ez 33,11). Il Signore
non vuol la mia morte; e non gli darò volentieri la mia vita? Questa è, infatti,
l`ostia che placa, l`ostia che piace a Dio, l`ostia viva. Ma in quell`offerta
del Signore leggiamo che c`erano tre persone, nella nostra offerta son richieste
tre cose. Nell`offerta del Signore c`era Giuseppe, sposo della madre del
Signore, del quale Gesú era ritenuto figlio; c`era la stessa Vergine madre e il
bambino Gesú, che veniva offerto. Ci sia dunque anche nella nostra offerta la
costanza virile, ci sia la continenza della carne, ci sia l`umile coscienza. Ci
sia, dico, nel proposito l`animo virile di perseverare, ci sia castità verginale
nella continenza, ci sia la semplicità e l`umiltà del bambino nella coscienza.
Amen.
(Bernardo di Chiarav., De purificat. B.M., Sermo III, 2-3)
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