Giuseppe, il giusto
Giuseppe, suo sposo, che era giusto... (Mt 1,19). L`evangelista, dopo aver
affermato che questa nascita derivava esclusivamente dallo Spirito Santo, senza
nessun intervento naturale, conferma la sua asserzione anche in un altro modo. E
ci dà una prova per impedire che qualcuno nutra dei dubbi, in quanto prima di
allora non si era mai udito né si era mai visto niente di simile. Per prevenire
il sospetto che egli, come discepolo di Gesú, avesse inventato questa prodigiosa
storia della nascita verginale allo scopo di far cosa grata al suo maestro, fa
intervenire Giuseppe, il quale prova la verità di questo avvenimento con il
dolore che esso gli ha provocato. E`, insomma, come se l`evangelista dicesse: se
non volete credere a me, se la mia testimonianza vi sembra sospetta, credete
almeno allo sposo di questa vergine. Egli, infatti, dice: "Giuseppe, suo sposo,
che era giusto...". La qualifica di giusto, in questa circostanza, significa
uomo che ha tutte le virtù. Con "giustizia" si intende talvolta una sola virtù
in particolare, come quando si dice: colui che non è avaro è giusto. Ma
giustizia significa anche la generalità di tutte le virtù: e, in questo senso
soprattutto, la Scrittura usa il termine "giustizia", come quando ad esempio
dice: "uomo giusto, verace" (Gb 1,1), oppure: "tutti e due erano giusti" (Lc
1,6)...
Giuseppe, dunque, essendo giusto, cioè essendo buono e caritatevole, decise di
lasciarla segretamente (Mt 1,19). Il Vangelo ci fa sapere che cosa pensava di
fare questo uomo giusto prima di aver conosciuto il mistero, allo scopo che non
si nutra dubbi su ciò che accadde quando ne venne a conoscenza. Se Maria fosse
stata veramente quella che lui credeva, non soltanto avrebbe meritato di essere
disonorata pubblicamente, ma anche di essere condannata al supplizio previsto
dalla legge. Malgrado questo, Giuseppe non solo le risparmia la vita, ma salva
anche il suo onore: e, lungi dal punirla, evita anche di denunziarla. Vedete
bene quant`era saggio e virtuoso quest`uomo, e al di sopra delle passioni che
con violenza tiranneggiano gli uomini! Voi sapete fin dove giunge la gelosia.
Salomone che conosceva bene tale sentimento, dice: La gelosia del marito sarà
piena di furore ed egli non perdonerà niente nel giorno del giudizio (Pr 6,34).
E altrove sta scritto: La gelosia è dura come l`inferno (Ct 8,6). Noi, del
resto, conosciamo molte persone che preferirebbeo morire piuttosto che essere
esposte ai sospetti della gelosia. Ma c`era allora ben piú che un semplice
sospetto, perché la gravidanza della Vergine appariva quale prova evidente dei
suoi timori. Malgrado ciò, egli era cosí puro e cosí al di sopra delle passioni,
che non volle neppure minimamente affliggere Maria. Siccome, da un lato, avrebbe
violato la legge se l`avesse trattenuta presso di sé e, dall`altro, l`avrebbe
esposta alla morte se l`avesse denunziata e tradotta in tribunale, egli non fece
né l`una cosa né l`altra, ma adottò un comportamento ben superiore alla antica
legge.
E` giusto che alla vigilia dell`avvento della grazia del Salvatore, si
manifestino molti segni di una piú alta perfezione. Come quando il sole sta per
levarsi, prima ancora di mostrare i suoi raggi, rischiara da lontano con la sua
luce la maggior parte del mondo, cosí il Cristo, che stava per uscire dal seno
della Vergine, già illuminava, prima di nascere, tutto il mondo. E per questo,
molto tempo prima della sua nascita, i profeti furono colti dalla gioia, le
donne predissero l`avvenire e Giovanni, mentre era ancora nel seno della madre,
esultò di allegrezza. Di qui deriva anche la sapienza che Giuseppe manifestò in
quella occasione. Egli non accusa la Vergine, non la rimprovera, ma si limita a
pensare di separarsi da lei in segreto.
Le cose erano a questo punto e l`angustia del santo uomo era al colmo, quando
interviene l`angelo a dissipare tutte queste tenebre. Dobbiamo ora chiederci
perché l`angelo non è venuto piú presto, per prevenire il turbamento e i
pensieri di Giuseppe e perché, invece, giunge solo quando egli sta considerando
nel suo animo l`accaduto. Mentre egli stava ripensando a queste cose, venne un
angelo... (Mt 1,20). D`altra parte, poiché l`angelo aveva avvertito Maria prima
che ella concepisse dallo Spirito Santo, questo fatto dà luogo a una ulteriore
difficoltà. Infatti, dato che l`angelo non aveva rivelato niente a Giuseppe,
perché Maria, che aveva invece appreso ogni cosa dall`angelo, tacque e, pur
vedendo il suo sposo cosí turbato, non gli diede quelle spiegazioni che
avrebbero fugato ogni dubbio? Dunque, perché l`angelo non parlò a Giuseppe prima
che egli si turbasse? Devo rispondere prima a questa domanda: l`angelo non è
apparso prima a Giuseppe, nel timore che egli restasse incredulo dinanzi alla
sua rivelazione e che dovesse perciò subire la stessa conseguenza di Zaccaria.
Quando infatti si vede una cosa con i propri occhi, è facile credere; ma non
essendoci prima ancor niente di visibile, egli poteva non credere tanto
facilmente alle parole. Per questo l`angelo non preavvertí Giuseppe. Ed è per la
stessa ragione che Maria mantenne il silenzio. Ella riteneva che non sarebbe
stata creduta dal suo sposo, se gli avesse annunciato una cosa straordinaria...
Quando dunque Giuseppe "stava ripensando a queste cose, gli apparve in sogno un
angelo". Perché non gli apparve visibilmente come ai pastori, come a Zaccaria e
come alla Vergine? La ragione sta nel fatto che tanta era la fede di Giuseppe
che egli non aveva bisogno di una simile visione. Per la Vergine, date le grandi
cose che dovevano esserle annunziate, cose molto piú incredibili di tutto quanto
era stato detto a Zaccaria, non solo bisognava preavvertirla prima della
concezione, ma era necessaria anche una visione straordinaria. Quanto ai
pastori, invece, uomini piuttosto rozzi, avevano bisogno di una visione
evidentissima. Ma Giuseppe, che si era accorto della gravidanza di Maria, che
aveva l`animo turbato da dolorosi sospetti ed era dispostissimo a cambiare la
sua tristezza in gioiosa speranza se qualcuno gliene avesse dato la possibilità,
accolse di tutto cuore la rivelazione.
L`angelo attende, dunque, il maturarsi dei sospetti, cosí che il turbamento
dello spirito di Giuseppe diventi la vera prova della rivelazione, che gli vien
fatta. Giuseppe non aveva comunicato i suoi timori a nessuno, li aveva tenuti
chiusi nel suo cuore e ora ascolta l`angelo che gli parla proprio di tali
timori: non era questa una prova certissima che era Dio a mandargli quel
messaggero, dato che soltanto Dio può sondare il segreto dei cuori? Osservate,
dunque, quante conseguenze ne derivano: la sapienza e la virtù di Giuseppe
vengono messe in risalto, mentre la rivelazione dell`angelo, fatta a tempo
opportuno, serve a rafforzare la sua fede e, infine, l`intero racconto
evangelico non provoca dubbi o sospetti, in quanto ci mostra che Giuseppe prova
tutti i sentimenti che un uomo deve necessariamente provare in simili
circostanze.
Ma in qual modo l`angelo lo convince? Ascoltate e ammirate con quale saggezza
gli parla: Giuseppe, figlio di David - gli dice - non temere di prendere con te
Maria, tua sposa (Mt 1,20).
L`angelo menziona prima di tutto David, da cui il Messia doveva nascere; e cosí
calma di colpo tutti i suoi timori, facendogli tornare alla mente, citando il
nome di uno dei suoi antenati, la promessa che Dio aveva fatta a tutto il popolo
giudeo. Non solo, ma spiega perché lo chiama "figlio di David", con l`aggiungere
le parole "non temere". Non si comporta cosí Dio in un`altra occasione che le
Scritture ci tramandano. Quando Abimelec cominciò a nutrire pensieri non leciti
nei confronti della sposa di Abramo, Dio gli parlò in modo terribile e pieno di
minacce, sebbene egli avesse agito per ignoranza, in quanto non sapeva che Sara
era la sposa di Abramo. Dio, invece, parla qui con ben maggiore dolcezza; ma
quale differenza tra le due circostanze, tra la disposizione d`animo di Giuseppe
e quella di Abimelec! In verità il comportamento di Giuseppe non meritava alcun
rimprovero. E queste parole, "non temere", indicano che Giuseppe temeva di
offendere Dio tenendo presso di sé un`adultera; ma che, se non fosse stato per
questo, non avrebbe mai pensato a separarsene.
Ripeto, parlando a Giuseppe dei suoi piú segreti pensieri, dei sentimenti piú
intimi, l`angelo vuol provare, e lo prova a sufficienza, che egli viene da parte
di Dio. Ma dopo aver pronunciato il nome della Vergine, perché aggiunge "tua
sposa"? Dice cosí per giustificare la Vergine con questa parola, in quanto non
si darebbe mai questo titolo a una adultera. Il termine "sposa", come sapete,
sta qui per fidanzata: la Scrittura, infatti, chiama anche "generi" coloro che
sono soltanto alla vigilia di divenirlo.
Che significano queste parole "prendere Maria"? Nient`altro che Giuseppe
continui a tenere Maria nella sua casa, dato che aveva pensato di separarsene.
Tieni, dice l`angelo in sostanza, la tua sposa che avevi deciso di lasciare,
poiché è Dio che te la dà, non i suoi genitori. Te la dona, non per i soliti
scopi del matrimonio, ma soltanto perché dimori con te, e la unisce a te per
mezzo di me stesso che ti parlo. Ella è affidata ora a Giuseppe, come piú tardi
Cristo la affiderà al suo discepolo...
Darà alla luce un figlio - continua - e tu gli porrai nome Gesú (Mt 1,21) .
Infatti, sebbene questo fanciullo sia stato concepito dallo Spirito Santo, non
credere di essere dispensato dal prenderne cura e dal servirlo in ogni cosa.
Sebbene tu sia estraneo al suo concepimento e sebbene Maria sia sempre rimasta
perfettamente vergine, tuttavia io ti do il compito proprio di un padre, che
tuttavia non fa venir meno la verginità di Maria, il compito cioè di dare il
nome al neonato. Sarai tu che gli imporrai il nome; e, sebbene egli non sia tuo
figlio, tu dimostrerai per lui l`affetto proprio di un padre. Per questa ragione
- conclude l`angelo - ti permetto di dargli il nome, per renderti subito
familiare al bimbo.
Ma per evitare che ciò faccia credere che egli sia veramente il padre del
fanciullo che sta per nascere, ascoltate con quanta precisione l`angelo gli
parla. "Partorirà", dice; non dice: partorirà a te, ma dice genericamente che
partorirà, in quanto la Vergine non ha partorito Gesú Cristo per Giuseppe, ma
per tutti gli uomini.
(Giovanni Crisostomo, In Matth., 4, 3-6)
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