Abbi oltremodo per certo e non dubitare in alcun modo, che i primi uomini, cioè
Adamo e la donna di lui, creati buoni, retti e senza peccato, con il libero
arbitrio, col quale potevano, volendo, sempre servire e obbedire a Dio con umile
e buona volontà, col quale arbitrio anche potevano, volendo, peccare con la
propria volontà; e loro non per necessità, ma per la propria volontà peccarono;
e con quel peccato la natura umana fu talmente mutata in peggio, che non solo in
quei primi uomini attraverso il peccato regnò la morte, ma anche in tutti gli
uomini si trasmise la signoria del peccato e della morte.
Abbi oltremodo per certo e non dubitare in alcun modo che ogni uomo che viene
concepito dall`unione dell`uomo e della donna, nasce col peccato originale,
assoggettato all`empietà e sottomesso alla morte, e per questo nasce per natura
figlio dell`ira. Della quale dice l`Apostolo: "Eravamo infatti anche noi per
natura figli dell`ira come gli altri" (Ef 2,3). Dalla quale ira nessuno viene
liberato, se non per la fede del mediatore di Dio e degli uomini, l`uomo Gesú
Cristo, il quale, concepito senza peccato, si è fatto peccato per noi, cioè
fatto sacrificio per i nostri peccati. Già nel Vecchio Testamento venivano detti
peccati i sacrifici che si offrivano per i peccati, nei quali tutti fu
sacrificato Cristo, poiché egli è "l`Agnello di Dio che toglie i peccati del
mondo" (Gv 1,29).
(Fulgenzio di Ruspe, De fide ad Petr. 68-69)
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