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Nessuna virtù è assente dalla croce (Tomaso d'Aquino)   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #313 di 467 |
Fu necessario che il Figlio di Dio soffrisse per noi? Molto, e possiamo parlare
di una duplice necessità: come rimedio contro il peccato e come esempio
nell'agire.
Fu anzitutto un rimedio, perché è nella passione di Cristo che troviamo rimedio
contro tutti i mali in cui possiamo incorrere per i nostri peccati.
Ma non minore è l'utilità che ci viene dal suo esempio. La passione di Cristo
infatti è sufficiente per orientare tutta la nostra vita.
Chiunque vuol vivere in perfezione non faccia altro che disprezzare quello che
Cristo disprezzò sulla croce, e desiderare quello che egli desiderò. Nessun
esempio di virtù infatti è assente dalla croce.
Se cerchi un esempio di carità, ricorda: «Nessuno ha un amore più grande di
questo: dare la vita per i propri amici» (Gv 15, 13).
Questo ha fatto Cristo sulla croce. E quindi, se egli ha dato la sua vita per
noi, non ci deve essere pesante sostenere qualsiasi male per lui.
Se cerchi un esempio di pazienza, ne trovi uno quanto mai eccellente sulla
croce. La pazienza infatti si giudica grande in due circostanze: o quando uno
sopporta pazientemente grandi avversità, o quando si sostengono avversità che si
potrebbero evitare, ma non si evitano.
Ora Cristo ci ha dato sulla croce l'esempio dell'una e dell'altra cosa. Infatti
«quando soffriva non minacciava» (1 Pt 2, 23) e come un agnello fu condotto alla
morte e non apri la sua bocca (cfr. At 8, 32). Grande è dunque la pazienza di
Cristo sulla croce: «Corriamo con perseveranza nella corsa, tenendo fisso lo
sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede. Egli, in cambio della gioia
che gli era posta innanzi, si sottopose alla croce, disprezzando l'ignominia»
(Eb 12, 2).
Se cerchi un esempio di umiltà, guarda il crocifisso: Dio, infatti, volle essere
giudicato sotto Ponzio Pilato e morire.
Se cerchi un esempio di obbedienza, segui colui che si fece obbediente al Padre
fino alla morte: «Come per la disobbedienza di uno solo, cioè di Adamo, tutti
sono stati costituiti peccatori, così anche per l'obbedienza di uno solo tutti
saranno costituiti giusti» (Rm 5, 19).
Se cerchi un esempio di disprezzo delle cose terrene, segui colui che è il Re
dei re e il Signore dei signori, «nel quale sono nascosti tutti i tesori della
sapienza e della scienza» (Col 3, 2). Egli è nudo sulla croce, schernito,
sputacchiato, percosso, coronato di spine, abbeverato con aceto e fiele.
Non legare dunque il tuo cuore alle vesti ed alle ricchezze, perché «si sono
divise tra loro le mie vesti» (Gv 19, 24); non gli onori, perché ho provato gli
oltraggi e le battiture (cfr. Is 53, 4); non alle dignità, perché intrecciata
una corona di spine, la misero sul mio capo (cfr. Mc 15, 17); non ai piaceri,
perché «quando avevo sete, mi han dato da bere aceto» (Sal 68, 22).

Dalle «Conferenze» di san Tommaso d'Aquino.



[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]




Ven 28 Gen 2005 5:54 pm

dioama
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Inoltra Messaggio #313 di 467 |
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Fu necessario che il Figlio di Dio soffrisse per noi? Molto, e possiamo parlare di una duplice necessità: come rimedio contro il peccato e come esempio...
Mario
dioama
Offline Invia email
30 Gen 2005
9:51 pm
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