Ecco, noi stiamo celebrando le feste pasquali; ma dobbiamo vivere in modo tale
da meritare di giungere alla festa eterna. Passano tutte le feste che si
celebrano nel tempo. Cercate, voi che siete presenti a queste solennità, di non
essere esclusi dalla solennità eterna. Cosa giova partecipare alle feste degli
uomini, se poi si è costretti ad essere assenti dalle feste degli angeli? La
presente solennità è solo un`ombra di quella futura. Noi celebriamo questa una
volta l`anno per giungere a quella che non è d`una volta l`anno, ma perpetua.
Quando, al tempo stabilito, noi celebriamo questa, la nostra memoria si
risveglia al desiderio dell`altra. Con la partecipazione, dunque, alle gioie
temporali, l`anima si scaldi e si accenda verso le gioie eterne, affinché goda
in patria quella vera letizia che, nel cammino terreno, considera nell`ombra del
gaudio. Perciò, fratelli, riordinate la vostra vita e i vostri costumi. Pensate
come verrà severo, al giudizio, colui che mite risuscitò da morte. Certamente
nel terribile giorno dell`esame finale egli apparirà con gli angeli, gli
arcangeli, i troni, le dominazioni, i principati e le potestà, allorché i cieli
e la terra andranno in fiamme e tutti gli elementi saranno sconvolti dal terrore
in ossequio a lui. Abbiate davanti agli occhi questo giudice cosí tremendo;
temete questo giudice che sta per venire, affinché, quando giungerà, lo possiate
guardare non tremanti ma sicuri. Egli infatti dev`essere temuto per non
suscitare paura. Il terrore che ispira ci eserciti nelle buone opere, il timore
di lui freni la nostra vita dall`iniquità. Credetemi, fratelli: piú ci affannerà
ora la vista delle nostre colpe, piú saremo sicuri un giorno alla sua presenza.
Certamente, se qualcuno di voi dovesse comparire in giudizio dinanzi a me domani
insieme al suo avversario, passerebbe tutta la notte insonne, pensando con animo
inquieto a cosa gli potrebbe essere detto, a come controbattere, verrebbe
assalito da un forte timore di trovarmi severo, avrebbe paura di apparirmi
colpevole. Ma chi sono io? o cosa sono io? Io, tra non molto, dopo essere stato
un uomo, diventerò un verme, e dopo ancora, polvere. Se dunque con tanta ansia
si teme il giudizio della polvere, con quale attenzione si dovrà pensare, e con
quale timore si dovrà prevedere il giudizio di una cosí grande maestà?
(Gregorio Magno, Hom. 26, 10-11)
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