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Manifestazione dell'Amore di Dio (Salviano di Marsiglia)   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #329 di 467 |
La manifestazione della divina carità


Chi lavora un campo, lo lavora per conservarlo coltivato. Chi pianta una vigna,
la pianta per custodirne le viti. Chi mette insieme un gregge, lo fa per
dedicarsi poi a moltiplicarlo. E chi edifica una casa o pone delle fondamenta,
anche se già non vi abita, abbraccia il lavoro a cui si sobbarca nella speranza
della futura dimora. E perché debbo fermarmi a parlare dell`uomo, quando gli
stessi animali piú piccoli fanno tutto per la brama di beni futuri? Quando le
formiche nascondono nei loro cunicoli sotterranei chicchi di ogni genere, li
depositano, li ammassano tutti per amore della loro stessa vita? Le api, quando
costruiscono il fondo dei favi o colgono il polline dei fiori, perché vanno in
cerca del timo se non per desiderio del miele? E perché si affannano dietro i
fiori, se non per amore della futura prole? Dio dunque, che infonde anche agli
animali piú piccoli l`amore per le loro opere, avrà privato solo se stesso
dell`amore per le sue creature? Tanto piú che l`amore per ogni realtà buona
discende in noi dal suo amore sublime. E` lui infatti la fonte, l`origine di
tutto; e poiché, come sta scritto: "In lui viviamo, ci muoviamo e siamo" (At
17,28), da lui abbiamo ricevuto tutto l`affetto con cui amiamo le nostre
creature.

Ma tutto il mondo, tutto il genere umano è una sua creatura. Cosí dall`amore con
cui amiamo le nostre creature egli ha voluto che noi comprendessimo quanto egli
ama le sue creature. Infatti, come leggiamo, "l`intelletto contempla la Sua
realtà visibile per il tramite di ciò che è stato fatto" (Rm 1,20); cosí egli
volle che noi comprendessimo il suo amore per noi dall`amore che egli ci ha dato
per i nostri cari. E come volle - come sta scritto - "che ogni paternità e in
cielo e in terra prendesse nome da lui" (Ef 3,15), volle anche che noi
riconoscessimo il suo affetto paterno. E dirò solo paterno? Anzi piú che
paterno. Lo prova la voce del Salvatore nel Vangelo, che dice: "Tanto infatti
Dio ha amato questo mondo da dare il suo Figlio unico per la vita del mondo" (Gv
3,16). E l`Apostolo dice: "Dio non perdonò a suo Figlio, ma lo sacrificò per
noi. Come dunque con lui non ci avrà donato tutto?" (Rm 8,32).

Ecco dunque, come ho detto: Dio ci ama piú che un padre il proprio figlio. Ed è
evidente che il suo affetto per noi è maggiore dell`affetto per i figli, perché
per amore nostro non risparmiò il suo Figlio. E che piú? Aggiungo: il Figlio
giusto, il Figlio unigenito, il Figlio di Dio. Che si può dire ancora? Per noi:
cioè per i malvagi, per gli iniqui, per gli empi. Chi potrà dunque misurare
l`amore di Dio verso di noi?


(Salviano di Marsiglia, De gubernatione, 4, 9-10)



[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]




Mer 18 Mag 2005 4:29 pm

dioama
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Inoltra Messaggio #329 di 467 |
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La manifestazione della divina carità Chi lavora un campo, lo lavora per conservarlo coltivato. Chi pianta una vigna, la pianta per custodirne le viti. Chi...
Mario
dioama
Offline Invia email
18 Mag 2005
4:38 pm
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