Dove puoi trovare una pace sicura e solida se non nelle piaghe del Salvatore?
Tanto piú sicuro mi sento là dentro, quanto piú forte è lui per salvarmi. Freme
il mondo, urge il corpo, insidia il diavolo; sto saldo, son fondato sopra una
pietra ben solida. Ho peccato tanto; la mia coscienza n`è turbata, ma non
disperata, perché mi ricorderò delle piaghe del Signore. Infatti lui è stato
piagato per le nostre ferite (Is 53,5). Che cosa può essere cosí mortale, che
non possa essere disciolto con la morte di Cristo? Se, dunque, ti ricorderai di
una così potente ed efficace medicina, non ci sarà alcuna gravità di malattia
che possa spaventarti.
Sbagliò allora colui che disse: Il mio peccato è troppo grande, perché possa
sperare perdono (Gen 4,13). Disse cosí perché non apparteneva alle membra di
Cristo, non faceva conto sul merito di Cristo al punto da ritenere suo ciò che è
di Cristo. Io invece, fiduciosamente, ciò che mi manca lo vado a prendere dalle
viscere del Signore, che son piene di misericordia, e non vi mancan dei fori,
perché ne venga fuori. Traforarono le sue mani e i suoi piedi, trapassarono il
suo fianco con la lancia e attraverso queste fessure posso succhiare miele dalla
pietra e olio dal piú duro dei sassi, cioè, posso gustare e vedere quant`è soave
il Signore. Nutriva pensieri di pace e io non lo sapevo. Chi, infatti, conosceva
l`indole di Dio, o chi gli ha mai suggerito qualche cosa? (Ger 29,11). I chiodi
mi son diventati chiavi per scoprire la volontà di Dio. Perché non dovrei
guardare attraverso quei fori? I chiodi, le piaghe protestano che veramente, in
Cristo, Dio si rappacifica col mondo. La spada gli trapassò l`anima e raggiunse
il suo cuore (Sal 104,18) certo non perché non imparasse a compatire le mie
debolezze. Si vede il mistero del cuore, attraverso i fori del corpo, si scopre
quel gran mistero di pietà, si scoprono le viscere della misericordia del nostro
Dio con la quale dalla sua altezza è venuto verso di noi (1Tm 3,16). Perché non
dovrebbero vedersi le viscere attraverso le ferite? In che cosa, infatti, si
sarebbe visto piú chiaramente, se non nelle tue ferite, che tu, Signore, sei
soave e mite e pieno di misericordia (Sal 85,5)? Nessuno ha maggiore affetto di
chi dà la vita per dei rei e dei condannati.
Tutto il mio merito è la misericordia del Signore. Non sono affatto privo di
meriti, finché lui non è privo di misericordia. Che se la misericordia del
Signore è tanta, anche i miei meriti son tanti. E che farò se m`accorgerò
d`esser reo di molti delitti? Appunto, quanto piú furon numerosi i delitti,
tanto piú abbondò la grazia (Rm 5,20). E se le misericordie di Dio vanno da una
eternità all`altra, anch`io canterò in eterno le misericordie del Signore (cf.
Sal 102,17; 88,1).
(Bernardo di Chiarav., In Cant. Cant., 61, 3-5)
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]