In un libro scritto da uno scrittore contro l'eresia di Anemone, che ai nostri
tempi Paolo di Samosata ha cercato di rinnovare, si tramanda un racconto
relativo ai fatti da noi esaminati. Questo scrittore, infatti, confuta
l'anzidetta eresia, la quale sostiene che il Salvatore è un semplice uomo, cosa
che è invece un'innovazione recente nonostante i suoi propugnatori volessero
renderla venerabile come se fosse antica, dopo aver addotto parecchie e diverse
ragioni a confutazione della loro falsità blasfema, l'opera dice testualmente :
"Affermano infatti che tutti gli antichi e gli apostoli stessi hanno ricevuto
dalla tradizione e hanno insegnato ciò che essi ora dicono e che la verità della
predicazione è stata conservata fino ai tempi di Vittore, che fu tredicesimo
vescovo di Roma dopo Pietro, mentre la verità è stata alterata a partire dal suo
successore Zefirino. Ciò che essi sostenevano avrebbe potuto essere plausibile
se non li contraddicessero innanzitutto le divine Scritture, d'altra parte
esistono anche scritti di alcuni fratelli, più antichi dell'epoca di Vittore,
che furono composti a difesa della verità contro i pagani e contro le eresie di
allora, voglio dire le opere di Giustino, Milziade, Taziano, Clemente e di molti
altri, nelle quali tutte si afferma la divinità di Cristo. Chi non conosce,
infatti, i libri di Ireneo, di Melitene e degli altri che proclamarono il Cristo
Dio e uomo. E chi non conosce tutti i salmi e gli inni, scritti sin dall'inizio
da nostri fratelli nella fede, che cantano il Cristo come Logos di Dio e lo
proclamano Dio. Come dunque è possibile, dopo che il pensiero della Chiesa è
stato formulato da cosi tanti anni, ammettere che quanti precedettero Vittore
abbiano predicato come costoro sostengono? Come possono non vergognarsi di
attribuire questa dottrina menzognera a Vittore, quando invece erano a
conoscenza che proprio Vittore escluse dalla comunione il cuoiaio Teodoto, capo
e iniziatore di questa apostasia negatrice di Dio e che per primo ha affermato
che Cristo è un semplice uomo?
Dal Quinto libro della Storia Ecclesiastica di Eusebio
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]