Ma nota bene a chi è dato. Non agli sfaccendati, non a quanti abitano nella
città, cioè nella Sinagoga o fra gli onori del mondo, ma a quanti cercano Cristo
nel deserto, proprio coloro che non ne hanno noia sono accolti da Cristo, e il
Verbo di Dio parla con essi, non di questioni terrene, ma del Regno dei cieli. E
se taluni hanno addosso le piaghe di qualche passione del corpo, Egli accorda
volentieri a costoro la sua medicina.
Era dunque logico che Egli con nutrimenti spirituali salvasse dal digiuno quanti
aveva guarito dal dolore delle loro ferite. Perciò nessuno riceve il nutrimento
di Cristo se prima non è stato risanato, e coloro che sono invitati alla cena,
sono prima risanati da quell`invito. Se c`era uno zoppo, questi, per venire,
avrebbe conseguito la possibilità di camminare; se c`era qualcuno privo del lume
degli occhi, certo non sarebbe potuto entrare nella casa del Signore senza che
gli fosse stata ridata la luce.
Dappertutto, pertanto, viene rispettato l`ordinato svolgimento del mistero:
prima si provvede il rimedio alle ferite mediante la remissione dei peccati,
successivamente l`alimento della mensa celeste vien dato in abbondanza, sebbene
questa folla non sia ancora saziata da cibi piú sostanziosi, né quei cuori ancor
digiuni di una fede piú ferma siano nutriti col Corpo e col Sangue di Cristo.
(Ambrogio, In Luc. 6, 69-71)
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