Questa traversata è segno della vita cristiana
Che qualcuno piú semplice si contenti del racconto degli avvenimenti! Noi però,
se un giorno saremo alle prese con tentazioni inevitabili, ricordiamoci che Gesú
ci ha obbligati ad imbarcarci e che vuole che lo precediamo sulla sponda opposta
(cf. Mt 14,22). Infatti, è impossibile a chi non ha sopportato la prova delle
onde e del vento contrario (cf. Mt 14,24) pervenire sulla riva opposta. Poi,
quando verremo avvolti da difficoltà numerose e penose, stanchi di navigare in
mezzo ad esse con la povertà dei nostri mezzi, pensiamo che la nostra barca è
allora in mezzo al mare (cf. Mc 6,47), scossa dalle onde che vorrebbero vederci
"far naufragio nella fede" (1Tm 1,19) o in qualche altra virtù. Se d`altro canto
vediamo il soffio del maligno accanirsi contro i nostri sforzi, pensiamo che
allora il vento ci è contrario. Quando perciò, in mezzo a tali sofferenze,
avremo resistito per tre vigilie della notte oscura che regna nei momenti di
tentazione, lottando del nostro meglio e rimanendo vigilanti su di noi per
evitare "il naufragio nella fede" o in un`altra virtù - la prima vigilia
rappresenta il padre delle tenebre (cf. Rm 13,12) e del peccato, la seconda suo
figlio, "l`avversario", in rivolta contro tutto ciò che ha nome Dio o ciò che è
oggetto di adorazione (2Ts 2,3-4), la terza lo spirito nemico dello Spirito
Santo -,siamo certi allora che, venuta la quarta vigilia, "quando la notte sarà
avanzata e già il giorno si avvicina" (Rm 13,12), arriverà accanto a noi il
Figlio di Dio, per renderci il mare propizio, camminando sui suoi flutti. E
quando vedremo apparirci il Logos, saremo assaliti dal dubbio (cf.Mt 14,26) fino
al momento in cui capiremo chiaramente che è il Salvatore esiliatosi (cf. Mt
21,33; Mc 12,1; Lc 20,9) tra noi e, credendo ancora di vedere un fantasma, pieni
di paura, grideremo; ma lui ci parlerà tosto, dicendoci: "Abbiate fiducia, sono
io; non abbiate paura!" (Mt 14,26-27). A queste parole rassicuranti, ci sarà
forse tra noi, animato dal piú grande ardore, un Pietro in cammino "verso la
perfezione" (Eb 6,1) - senza che vi sia ancora pervenuto -,che scenderà dalla
barca, nella coscienza di essere sfuggito alla prova che lo scuoteva; dapprima,
nel suo desiderio di andare davanti a Gesú, egli camminerà sulle acque (cf. Mt
14,29), ma, essendo ancora la sua fede insufficiente e permanendo lui stesso nel
dubbio, vedrà la "forza del vento" (Mt 14,30), sarà colto dalla paura e
comincerà ad affondare; peraltro sfuggirà a tale sciagura, poiché invocherà Gesú
a gran voce, dicendo: "Signore, salvami!" (Mt 14,30). E, appena quest`altro
Pietro avrà finito di parlare, dicendo: "Signore, salvami!", il Logos stenderà
la mano, gli arrecherà soccorso e lo afferrerà nel momento in cui cominciava ad
affondare, rimproverandogli la sua poca fede e i suoi dubbi. Stai attento,
tuttavia, che egli non ha detto: "Incredulo", bensí: "Uomo di poca fede", e che
sta scritto: "Perché hai dubitato, poiché avevi un po` di fede, ma tu hai
piegato nel senso ad essa contrario" (cf. Mt 14,31).
Dopodiché, Gesú e Pietro risaliranno sulla barca, il vento cesserà e i
passeggeri, comprendendo a quali pericoli sono sfuggiti, lo adoreranno dicendo,
non semplicemente: "Tu sei il Figlio di Dio", come hanno detto i due ossessi (Mt
8,28), ma: "Veramente, tu sei il Figlio di Dio" (Mt 14,33); e questa parola sono
i discepoli saliti "sulla barca" a dirla, poiché io ritengo che non avrebbero
potuto essere altri che i discepoli a dirla.
(Origene, In Matth. 11, 6-7)
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