"Ed entrato il re a vedere i commensali, scorse un uomo che non era in abito da
nozze e gli disse: "Amico, come sei entrato qua, senza avere l`abito da nozze?".
Costui ammutolí" (Mt 22,11-12). Gl`invitati alle nozze, raccolti lungo le siepi
e negli angoli, nelle piazze e nei luoghi piú diversi, avevano riempito la sala
del banchetto reale. Ma poi, venuto il re per vedere i commensali riuniti alla
sua tavola, cioè, in un certo senso, pacificati nella sua fede (come nel giorno
del giudizio verrà a vedere i convitati per distinguere i meriti di ciascuno),
trovò uno che non indossava l`abito nuziale. In quest`uno son compresi tutti
coloro che sono solidali nel compiere il male. La veste nuziale sono i precetti
del Signore e le opere che si compiono nello spirito della Legge e del Vangelo.
Essi sono l`abito dell`uomo nuovo. Se qualcuno che porta il nome di cristiano,
nel momento del giudizio sarà trovato senza l`abito di nozze, cioè l`abito
dell`uomo celeste, e indosserà invece l`abito macchiato, ossia l`abito dell`uomo
vecchio, costui sarà immediatamente ripreso e gli verrà detto: "Amico, come sei
entrato?". Lo chiama amico perché è uno degli invitati alle nozze, e rimprovera
la sua sfrontatezza perché col suo abito immondo ha contaminato la purezza delle
nozze. "Costui ammutolí", dice Gesú. In quel momento infatti non sarà piú
possibile pentirsi, né sarà possibile negare la colpa, in quanto gli angeli e il
mondo stesso saranno testimoni del nostro peccato.
"Allora il re disse ai servi: "Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nel buio;
ivi sarà pianto e stridor di denti"" (Mt 22,13). L`esser legato mani e piedi, il
pianto, lo stridore di denti, son tutte cose che stanno a dimostrare la verità
della risurrezione. Oppure, gli vengono legati le mani e i piedi perché desista
dall`operare il male e dal correre a versare sangue. Nel pianto e nello stridor
di denti si manifesta metaforicamente la gravità dei tormenti .
(Girolamo, In Matth. III, 22, 8-11)
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