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"Di chi è l`immagine e l`iscrizione?" (Lc 20,24). In questo passo Egli c`insegna
che dobbiamo essere cauti nel respingere le accuse degli eretici oppure dei
Giudei. In un altro punto ha detto: "Siate astuti come i serpenti". Questo,
diversi lo interpretano cosí: poiché la croce di Cristo fu preannunciata nel
serpente levato in alto, affinché venisse distrutto il veleno serpigno degli
spiriti del male, parrebbe che si debba essere accorti come il Cristo, e
semplici come lo Spirito. Ecco dunque chi è il serpente che tiene sempre
protetto il capo, ed evita cosí le ferite mortali. Quando i Giudei gli
chiedevano se avesse ricevuto dal Cielo la sua autorità, Egli rispose: "Il
battesimo di Giovanni di dov`era, dal Cielo o dagli uomini?" (Mt 20,4). E lo
scopo era che essi, non osando negare che era dal Cielo, si convincessero da
soli della propria demenza nel negare che Colui che lo dava era dal Cielo. Egli
chiede un didramma e domanda di chi è l`effigie: infatti diversa è l`effigie di
Dio, diversa l`effigie del mondo. Per questo anche colui ci ammonisce: "E come
abbiamo portato l`immagine dell`uomo terreno, cosí portiamo l`immagine dell`uomo
celeste" (1Cor 15,49).
Cristo non ha l`immagine di Cesare, perché Egli è "l`immagine di Dio". Pietro
non ha l`immagine di Cesare, perché ha detto: Noi abbiamo lasciato tutto e ti
abbiamo seguito" (Mt 19,27). Non si trova l`immagine di Cesare in Giacomo o in
Giovanni, perché sono i figli del tuono, ma essa si trova nel mare, dove vi sono
sulle acque quei mostri dalle teste fracassate, e lo stesso mostro principale,
col capo mozzo, vien dato come cibo ai popoli degli Etiopi. Ma se non aveva
l`immagine di Cesare, perché mai ha pagato il tributo? Non l`ha pagato del suo,
ma ha restituito al mondo ciò che apparteneva al mondo. E se anche tu non vuoi
esser tributario di Cesare, non possedere le proprietà del mondo. Però hai le
ricchezze: e allora sei tributario di Cesare. Se non vuoi esser assolutamente
debitore del re della terra, abbandona ogni tua cosa e segui Cristo.
E giustamente Egli ordina di dare prima a Cesare ciò che è di Cesare, perché
nessuno può appartenere al Signore, se prima non ha rinunziato al mondo. Tutti,
certo, rinunziamo a parole, ma non rinunziamo col cuore; infatti, quando
riceviamo i sacramenti, facciamo la rinunzia. Che pesante responsabilità è
promettere a Dio, e poi non soddisfare il debito! "E` meglio non fare voti", sta
scritto, "piuttosto che farne e non mantenerli" (Qo 5,4). L`obbligo della fede è
piú forte di quello pecuniario. Rendi quanto hai promesso, finché sei in questo
corpo, prima che giunga l`esecutore "e questi ti getti in prigione. In verità ti
dico che non ne uscirai prima di aver pagato fino all`ultimo spicciolo";(Lc 12,
58; Mt 5,25s).
(Ambrogio, Exp. Ev. sec. Luc. 9, 34-36)
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
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