"Tieniti pronto all`incontro col Signore, o Israele, poiché egli viene" (Am
4,12).
E anche voi, fratelli, tenetevi pronti, perché "il Figlio dell`uomo verrà
nell`ora che non pensate" (Lc 12,40).
Nulla è piú certo che egli verrà, ma nulla piú incerto di quando egli verrà.
Infatti, è cosí poco in nostro potere conoscere i tempi o i momenti che il Padre
ha riservato alla sua scelta (cf.At 1,7) che non è dato neppure agli angeli che
lo assistono conoscere il giorno né l`ora (cf.Mt 24,36). Anche il nostro ultimo
giorno verrà, è certissimo; ma quando, dove o come sopraggiungerà, questo è
molto incerto; noi sappiamo soltanto, come è stato detto prima di noi: per i
vecchi, esso è alla porta, mentre per i giovani è in agguato. E almeno
vegliassero su sé stessi coloro che vedono la morte pronta ad entrare anzi, che
la vedono già entrare. Che non è forse già parzialmente entrata quando alcune
parti del corpo sono già morte? E tuttavia in molti semimorti è dato vedere
ancora viva la brama del mondo; le membra diventano fredde, e l`avarizia l`arde:
la vita finisce, ma l`ambizione si prolunga. Visto che a noi pure, cui forse
l`età o la salute sembrano promettere piú lungo spazio, quanto meno la morte si
profila all`orizzonte, tanto piú allora, se noi siamo saggi, ci deve apparire
piccola cosa. Affinché non accada che quel giorno ci sorprenda all`improvviso
incauti e non preparati come un ladro nella notte (cf.1Ts 5,2). Poiché esso sta
in agguato, tanto piú va temuto quanto meno lo si può vedere o ci se ne può
guardare. Per cui l`unica sicurezza è quella di non esser mai sicuri; giacché il
timore, non tenendo all`erta, fa stare sempre pronti, finché la sicurezza prenda
il posto del timore e non il timore quello della sicurezza...
Com`è bello, fratelli, e quale beatitudine, non solo rimanere sicuri di fronte
alla morte, ma altresí trionfare con gloria per la testimonianza della
coscienza; ...aprire con gioia al Giudice che viene e che bussa alla porta.
Allora invero si vedranno, ahimè, gli uomini come me tremare per la paura;
chiedere una dilazione, e non ottenerla; voler comprare con lacrime di penitenza
dell`olio per la coscienza e non averne il tempo; voler evitare quei vizi
spettrali e non poterlo; volersi nascondere nel corpo davanti alla collera che
tuona, ed essere costretti a uscirne. Esalerà, "esalerà il suo spirito", e il
peccatore "ritornerà alla terra" donde venne: "In quel giorno svaniranno tutti i
loro disegni" (Sal 145,4). So che è della condizione umana essere turbati al
momento decisivo della partenza; quando anche i perfetti non vogliono essere
spogliati, ma rivestire il loro vestito di gloria sull`altro, e coloro che non
si sentono colpevoli, poiché non per questo si trovano giustificati, sono
costretti a temere un giudizio di cui ignorano il contenuto. Ma che la mia anima
sia turbata a motivo della sua condizione, o per mancanza di santità, o per
timore del giudizio, dice il giusto: Tu, o Signore, ricordati della tua
misericordia, invia la tua misericordia e la tua verità, e libera la mia anima
dai lioncelli, e io che prima ero turbato, poi in pace mi corico e subito mi
addormento (cf.Sal 41,7)...
Pertanto "tieniti pronto", o vero "Israele, per l`incontro col Signore",
affinché non solo quando viene e bussa tu gli apra, ma quando ancora è lontano
tu gli vada incontro allegramente e col cuore pieno di gioia, e avendo fiducia
per il giorno del giudizio, tu preghi con tutta l`anima che venga il suo regno.
Se dunque in quel momento vuoi essere trovato pronto, "prima del giudizio
preparati la giustizia" (Sir 18,19) secondo il consiglio del Saggio; sii pronto
a compiere ogni opera buona e non meno pronto a sopportare aualsiasi male...
Tu dunque "vieni incontro a me" (Sal 58,5-6), che ti vengo incontro; poiché io
non posso elevarmi alla tua altezza, se tu chinandoti "all`opera delle tue mani
non mi porgi la destra" (Gb 14,15). "Vienimi incontro e vedi se c`è via di
menzogna in me" (Sal 58,6; 138,24); e se trovi in me una "via di menzogna" che
io ignoro, "allontanala" e avendo misericordia di me, con la tua legge guidami
sulla via eterna (cf.Sal 138,24) cioè Cristo, che è la via per la quale si va e
l`eternità alla quale si perviene, la via immacolata, la beata dimora.
(Guerric d`Igny, III serm. 1-2)
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