Colui che naviga, è vicino al naufragio, e lo è tanto di più, quanto più naviga
con audacia; e chi coltiva il corpo, è più vicino ai mali del corpo, tanto di
più, quanto più cammina altezzoso, e non si accorge di coloro che giacciono
davanti a lui. Mentre viaggi col vento favorevole, porgi aiuto a colui che fa
naufragio: mentre sei sano e ricco, soccorri chi è ridotto male. Non aspettare
di apprendere per diretta esperienza quanto male sia l`inumanità, e quale bene
mettere a disposizione dei poveri le proprie sostanze. Non voler far esperienza
di Dio che stende la mano contro coloro che alzano il collo, e passano oltre
(senza curarsi) dei poveri. Nelle disgrazie altrui impara questo, a chi ha
hisogno da` qualcosa: non è poco infatti per chi manca di tutto, anzi neppure
allo stesso Dio è impari considerare le rispettive forze. Che tu abbia al posto
della più grande dignità la sollecitudine dell`animo: se non hai nulla, versa
lacrime. Grande sollievo è la compassione per chi ha l`animo colpito da grande
calamità. . .
O tu ritieni che la benevolenza non sia per te necessaria ma libera? che sia
consiglio, anziché norma? Anche questo in sommo grado vorrei e stimerei, ma mi
spaventa quella mano sinistra, e i capri, e gli anatemi lanciati da chi li ha
collocati lì; non perchè saccheggiarono i templi, o commisero adulterio, o
fecero altra cosa di quelle vietate con sanzione, ma perchè non si curarono
minimamente di Cristo nei poveri.
Di conseguenza, se ritenete di dovermi ascoltare in qualcosa, servi di Cristo, e
fratelli, e coeredi, visitiamo Cristo, tutto il tempo che ci è possibile,
curiamo Cristo, nutriamo Cristo, vestiamo Cristo, riuniamo Cristo, onoriamo
Cristo, non solo alla mensa, come qualcuno, né con gli unguenti, come Maria, né
soltanto al sepolcro, come Giuseppe d`Arimatea, né con le cose che riguardano la
sepoltura, come quel Nicodemo che amava Cristo solo a metà, né infine con l`oro,
l`incenso e la mirra come i Magi prima ancora di tutti coloro che abbiamo
nominato, ma poiché da tutti il Signore esige la misericordia e non il
sacrificio, e la cui misericordia supera le migliaia di pingui agnelli, e questa
portiamogli attraverso i poveri prostrati a terra in questo giorno, affinché
quando saremo usciti di qui, essi ci ricevano nei tabernacoli eterni nello
stesso Cristo Signore nostro, a cui è la gloria nei secoli. Amen.
(Gregorio di Nazianzo, Oratio XIV de pauper. amore, 27 s., 39 s.)
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