La venuta di Dio tra gli uomini
Cristo nasce, cantate gloria, Cristo scende dal cielo, andategli incontro;
Cristo è in terra, alzatevi. Cantate al Signore da tutta la terra (Sal 95,1). E
per riassumere queste due cose in una sola: Gioiscano i cieli, esulti la terra
(ibid. 11), poiché colui che è del cielo è ora in terra. Cristo si è fatto
carne, tremate e gioite; tremate per il peccato; gioite per la speranza. Cristo
nasce dalla Vergine; donne, abbiate cura della verginità perché possiate essere
madri di Cristo. Chi non adora colui che è il principio? Chi non loda e non
glorifica colui che è la fine?
Di nuovo si dissipano le tenebre, di nuovo viene creata la luce, di nuovo
l`Egitto è tormentato dalle tenebre (cf. Es 10,21), di nuovo Israele è
illuminato per mezzo della colonna (cf. Es 13,21). Il popolo che è nelle tenebre
dell`ignoranza veda la grande luce della conoscenza (cf. Is 9,1). Le cose
vecchie sono passate, ecco, ne sono nate di nuove (2Cor 5,17). La lettera cede,
lo spirito vince, le ombre passano, entra la verità. Melchisedech si ricapitola:
chi era senza madre, è generato senza padre; prima senza madre e poi senza
padre. Le leggi della natura sono rovesciate... Applaudite, popoli tutti (Sal
46,1), poiché un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio. Sulle sue
spalle è il segno della sovranità (con la croce infatti viene innalzato) ed è
chiamato Consigliere ammirabile, cioè del Padre, l`Angelo (Is 9,5). Gridi
Giovanni: Preparate la via del Signore (Mt 3,3). Anch`io proclamerò la forza e
la potenza di questo giorno; colui che non è stato generato dalla carne si
incarna; il Verbo prende consistenza; l`invisibile diventa visibile;
l`intangibile si può toccare; colui che è senza tempo comincia ad esistere nel
tempo; il Figlio di Dio diventa Figlio dell`uomo, Gesù Cristo è lo stesso ieri,
oggi e sempre! (Eb 13,8)...
La festa che noi oggi celebriamo è la venuta di Dio tra gli uomini, perché noi
possiamo accedere a Dio o (per meglio dire) ritornare a Dio, affinché,
abbandonato l`uomo vecchio, ci rivestiamo del nuovo; e come siamo morti nel
vecchio Adamo, così viviamo in Cristo; infatti con Cristo nasciamo, siamo messi
in croce, veniamo sepolti e risorgiamo...
Perciò celebriamola in modo divino e non come si suol fare nelle feste
pubbliche; non con spirito mondano ma oltremondano; celebriamo non ciò che è
nostro, ma di lui che è nostro o, per meglio dire, di lui che è il Signore;
celebriamo non ciò che arreca infermità, ma ciò che cura; non ciò che riguarda
la creazione, ma la rigenerazione.
(Gregorio di Nazianzo, Oratio 38, 1 s. 4)
BUON NATALE
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