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"Portò loro" - infatti - "un paragone: «Nessuno strappa una pezza da un
vestito nuovo per metterla sopra un vestito vecchio»" (Lc 5,36).
Egli ha detto che i figli dello sposo, cioè i figli del Verbo, i quali
per mezzo del lavacro di rigenerazione sono ammessi ai diritti della generazione
divina, non potranno digiunare, finché lo sposo sarà con essi. Non l`ha detto
certo per condannare quel digiuno che indebolisce le voglie della carne e
reprime la sensualità del corpo: il digiuno, anzi, ci viene raccomandato da Dio;
e come avrebbe potuto proibire ai discepoli di digiunare, se egli stesso
digiunò, e se disse che i peggiori spiriti maligni sono soliti cedere soltanto
al digiuno e alla preghiera? (cf. Lc 4,2; Mt 17,21). Dunque, in questa
circostanza egli chiama il digiuno un vecchio abito, un abito che l`Apostolo
stimò giusto si dovesse togliere, quando disse: "Spogliatevi del vecchio uomo
con tutte le sue azioni", allo scopo di rivestire l`abito che rinnova nella
santificazione del battesimo (cf. Col 3,9-10).
I precetti che seguono concordano con lo stesso insegnamento: non
mischiare le azioni dell`uomo vecchio con quelle del nuovo, poiché il primo
uomo, che è carnale, non compie che le opere della carne, mentre l`altro, l`uomo
interiore, che rinasce, non deve mai presentare una commistione di azioni
vecchie e di nuove, ma, in quanto reca i colori di Cristo deve applicare la sua
anima a imitare colui per mezzo del quale egli ha avuto, con il battesimo, una
nuova nascita. Lungi quindi da noi queste sgualcite vesti dell`anima, che tanto
dispiacciono allo sposo; a lui non è gradito chi non porta la veste nuziale (cf.
Mt 22,12). Che cosa può piacere allo sposo, se non la pace dell`anima, la
purezza del cuore, la carità dello spirito?
Lo sposo buono è il Signore Gesú. Egli ha inaugurato, con una nuova
nascita, una nuova vita, che sposata a lui viene liberata dalle corruzioni della
carne. Questa non cerca dei figli mortali -non si diletta nei dolori di Eva (cf.
Gen 3,16) -, non cerca un marito soggetto al peccato, né l`eredità di un padre
condannato. Essa ha scoperto le piaghe di questa carne che un tempo desiderava,
ha visto che non ha vera bellezza ciò che è sfigurato dal vizio.
Che c`è, dunque, fra te e un tale sposo, o donna? Guardalo con
attenzione e su tutto il suo corpo troverai delle piaghe. Osserva invece l`altro
sposo, che è circonfuso della luce, la cui bellezza non può perire. Porta questo
sposo nella tua anima, adoralo nel tuo tempio, portalo nel tuo corpo, come sta
scritto: "Portate il Signore nel vostro corpo" (1Cor 6,20). Entra nel suo nuovo
talamo, contempla la sua eccezionale bellezza, rivestiti di lui, guardalo mentre
sta alla destra del Padre, e gioisci di avere un simile sposo. Egli ti coprirà
di benedizioni, affinché non ti ferisca la piaga del peccato.
Conserviamo dunque l`abito di cui il Signore ci ha rivestito al nostro
uscire dal sacro fonte. Questo abito si strapperà presto se le nostre azioni non
saranno confacenti ad esso: sarà presto corroso dalla tigna della carne (cf.Mt
6,19-20) e si macchierà con gli errori del vecchio uomo. Ci è dunque proibito di
mischiare e di unire il nuovo con il vecchio: e l`Apostolo (cf. Col 3,9-10; 2Cor
5,3) ci vieta anche di mettere il vecchio abito sul nuovo, e ci invita a
svestire il vecchio e indossare il nuovo, affinché non si resti nudi dopo che ci
siamo spogliati. Ci spogliamo per vestire un abito migliore: siamo invece
denudati, quando l`abito ci è strappato da qualche inganno, senza che noi lo
abbandoniamo di nostra volontà.
"E nessuno mette vino nuovo in otri vecchi" (Lc 5,37). La fragilità
della nostra natura è messa allo scoperto, quando i nostri corpi sono paragonati
alle spoglie degli animali morti. A Dio piaccia che noi si possa adempiere la
funzione dei buoni otri, per conservare il mistero che abbiamo ricevuto. L`arte
di evitare che il vino inacidisca, consiste nell`affidare il vino nuovo agli
otri nuovi. E noi dobbiamo tenere questi otri sempre pieni: se sono vuoti, la
tigna e la scabbia li consumano presto, mentre la grazia li conserva se sono
pieni.
Ambrogio Exp. in Luc., 5, 22-26
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
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