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"E non lasciarci cadere in tentazione, ma liberaci dal male" (Mt 6,13).
"Perché tuo è il regno, la potenza, e la gloria per i secoli dei secoli. Amen.
Qui Gesú ci fa comprendere chiaramente la nostra bassezza e reprime la nostra
presunzione, insegnandoci che se non dobbiamo fuggire i combattimenti, non
dobbiamo tuttavia gettarci da noi stessi in preda alle tentazioni. Sarà cosí per
noi piú splendida la vittoria e per il diavolo piú vergognosa la sconfitta.
Quando siamo trascinati alla lotta, dobbiamo resistere con tutta la nostra
fermezza e con tutto il nostro vigore; ma quando non siamo chiamati alla
battaglia, dobbiamo tenerci in riposo, attendere il momento dello scontro,
mostrando insieme umiltà e coraggio. Dicendo «liberaci dal male», intende:
liberaci dal diavolo: ad un tempo, ci spinge a combattere contro lo spirito del
male una guerra senza tregua, e dimostra che nessuno è malvagio per natura. La
malizia non deriva dalla natura, ma dalla volontà. Chiama il diavolo «il male»,
a causa della sua grande malizia: egli infatti, senza aver ricevuto da noi la
minima ingiuria, ci fa una guerra senza quartiere; ebbene, il Signore ci invita
a pregare, non dicendo liberaci dai malvagi, ma «liberaci dal male», per farci
intendere che non dobbiamo nutrire del malanimo verso il prossimo anche quando
costui ci fa del male, ma dobbiamo rivolgere il nostro odio verso il diavolo,
quale causa di tutti i mali. Dopo averci preparato al combattimento,
ricordandoci la presenza di questo temibile nemico e aver eliminato in noi ogni
pigrizia, toma a incoraggiarci e risolleva il nostro spirito, mostrando chi è il
re che comanda e facendoci intendere che egli è piú potente di tutti: «Perché
tuo è il regno, la potenza, la gloria». Se il regno appartiene a Dio, non
dobbiamo avere nessun timore, poiché nessuno sarà mai capace di resistergli,
nessuno potrà mai togliergli il supremo potere. Quando dice «tuo è il regno», ci
fa capire che anche il nemico che ci aggredisce è sottoposto a Dio e, se ci fa
la guerra, è perché Dio lo permette. Egli infatti è uno dei suoi servi, anche se
di quelli malvagi e reprobi, e non potrebbe aggredire nessun uomo, se non ne
avesse ricevuto prima il permesso da Dio. Quand`anche voi foste mille volte piú
deboli di quanto siete, sarebbe giusto aver piena fiducia, in quanto avete un re
tanto potente, un re che può fare facilmente per voi tutto quanto vuole.
Giovanni Crisostomo Comment. in Matth., 19, 6
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
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