Abbiamo sentito, mentre si leggeva il Vangelo, il racconto della grande
visione nella quale il Signore si mostrò a tre discepoli, Pietro Giacomo e
Giovanni. "Il suo volto splendeva come il sole" - questo vuol significare lo
splendore del Vangelo. "Le sue vesti divennero bianche come neve" - e questo sta
a dire la purificazione della Chiesa, della quale il Profeta disse: "Anche se i
vostri peccati saranno rossi come la porpora, li farò bianchi come la neve" (Is
1,18). Elia e Mosè parlavano con lui, poiché la grazia del Vangelo riceve
testimonianza della Legge e dai Profeti. Per Mosè s`intende la Legge, per Elia
s`intendono i Profeti. Pietro suggerí che si facessero tre tende; una per Mosè,
una per Elia, una per Cristo. Gli piaceva la solitudine del monte; lo annoiava
il tumulto delle cose umane. Ma perché voleva fare tre tende? Non sapeva che
Legge, Profeti e Vangelo provengono dalla stessa origine? Difatti fu corretto
dalla nube. "Mentre diceva questo una nube lucente li avvolse". Cosí la nube
fece una sola tenda, perché tu ne volevi tre? E una voce dalla nube disse:
"Questo è il mio figlio diletto; ascoltatelo" (Mt 17,1-8). Elia parla, ma
"ascoltate questo". Parla Mosè, "ma ascoltate questo". Parlano i Profeti, parla
la Legge, ma "ascoltate questo", voce della Legge e lingua dei Profeti. Era lui
che parlava in loro, poi parlò da se stesso, quando si degnò di farsi vedere.
"Ascoltate questo"; ascoltiamolo. Quando parlava il Vangelo, sappiate ch`era la
voce della nube; di là è giunta fino a noi. Sentiamo lui; facciamo ciò che ci
dice, speriamo quanto ci promette.
S.Agostino : dal discorso 791
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