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L'Ascensione del Signore   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #390 di 467 |
Carissimi, questi giorni intercorsi tra la Risurrezione del Signore e la
sua Ascensione non sono trascorsi nell`oziosità; grandi nisteri vi hanno invece
ricevuto conferma, e grandi verità sono state svelate. E in questi giorni che
viene abolita la paura di una morte temuta e viene proclamata non solo
l`immortalità dell`anima, ma anche quella della carne. E` in questi giorni che
viene infuso lo Spirito Santo in tutti gli apostoli attraverso il soffio del
Signore (cf. Gv 20,22) e che, dopo aver ricevuto le chiavi del Regno, il beato
apostolo Pietro si vede affidata, con preferenza sugli altri, la cura del gregge
del Signore (cf. Gv 21,15-17). E in questi giorni che il Signore si affianca ai
due discepoli in cammino (cf. Lc 24,13-35) e che, per sgombrare il terreno da
ogni dubbio, contesta la lentezza a credere a coloro che tremano di spavento. I
cuori che egli illumina sentono ardere la fiamma della fede, e quelli che erano
tiepidi diventano ardenti quando il Signore apre loro le Scritture. Al momento
della frazione del pane, si illuminano gli sguardi di coloro che siedono a
mensa; i loro occhi si aprono per veder manifestata la gloria della loro natura,
molto piú beatamente di quelli dei principi della nostra specie ai quali il
crimine apporta confusione.

Tuttavia, dato che gli spiriti dei discepoli, in mezzo a queste
meraviglie e ad altre ancora, continuavano a scaldarsi in inquieti pensieri, il
Signore apparve in mezzo a loro e disse: La pace sia con voi (Lc 24,36; Gv
20,26). E perché non restasse in loro il pensiero che andavano rimuginando nella
mente - credevano, infatti, di vedere un fantasma e non un corpo -, rimproverò
loro i pensieri contrari al vero e mise sotto i loro occhi esitanti i segni
della crocifissione che serbavano le sue mani e i suoi piedi, invitandoli a
toccarli attentamente; aveva voluto conservare, infatti i segni dei chiodi e
della lancia per guarire le ferite dei cuori infedeli. Cosí, non è da una fede
esitante, bensì da una conoscenza molto certa, che affermeranno che la natura
che stava per sedere alla destra del Padre, era la stessa che aveva riposato nel
sepolcro.

Durante tutto questo tempo, carissimi, intercorso tra la Risurrezione
del Signore e la sua Ascensione, ecco dunque a cosa volse le sue cure la
Provvidenza di Dio; ecco ciò che essa volle insegnare; ecco ciò che essa mostrò
agli occhi e ai cuori dei suoi; perciò si riconoscerà come veramente risorto il
Signore Gesú Cristo che era davvero nato, aveva sofferto ed era morto. Così i
beati Apostoli e tutti i discepoli, resi timorosi dalla sua morte sulla croce, e
che avevano esitato a credere alla sua Risurrezione furono a tal punto
riconfermati dall`evidenza della verità che quando il Signore si levò verso le
altezze dei cieli, non solo non furono presi da tristezza alcuna, bensì furono
ripieni da una grande gioia (cf. Lc 24,52). E, in verità, grande e ineffabile
era la causa di quella gioia, allorché in presenza di una santa moltitudine, la
natura umana saliva al di sopra delle creature celesti di ogni rango, superava
gli ordini angelici e si elevava al di sopra della sublimità degli arcangeli
(cf. Ef 1,21), non potendo trovare a livello alcuno, per elevato che fosse, la
misura della sua esaltazione fintanto che non venne ammessa a prender posto alla
destra dell`eterno Padre, che l`associava al suo trono di gloria dopo averla
unita nel Figlio suo alla sua stessa natura.

L`Ascensione di Cristo è quindi la nostra stessa elevazione e là dove
ci ha preceduti la gloria del capo, è chiamata altresì la speranza del corpo.

Lasciamo dunque esplodere la nostra gioia come si deve e rallegriamoci
in una fervorosa azione di grazie: oggi, infatti, non solo siamo confermati nel
possesso del paradiso, ma siamo anche penetrati con Cristo nelle altezze dei
cieli; abbiamo ricevuto piú dalla grazia ineffabile di Cristo di quanto non
avevamo perduto per la gelosia del Maligno. Infatti, coloro che quel virulento
nemico aveva scacciato dal primo soggiorno di felicità, il Figlio di Dio li ha
incorporati a sé per collocarli in seguito alla destra del Padre.

Leone Magno Sermo 73 [60], 2-4




[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]




Sab 27 Mag 2006 1:26 pm

dioama
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Carissimi, questi giorni intercorsi tra la Risurrezione del Signore e la sua Ascensione non sono trascorsi nell`oziosità; grandi nisteri vi hanno invece...
Mario
dioama
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27 Mag 2006
1:26 pm
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