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Il Pane di Cristo (Firmico Materno)   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #400 di 467 |


Altro è il cibo che dà salute e vita e altro il cibo che raccomanda e
riporta l`uomo a Dio, altro il cibo che ristora i deboli, richiama gli erranti,
rialza i caduti, porge ai morenti il distintivo dell`immortalità. Cerca il pane
di Cristo, il calice di Cristo, se vuoi che la vita dell`uomo, mettendo da parte
le cose periture della terra, si nutra d`un pascolo immortale.
Ma qual è questo pane, o questo calice, del quale la Sapienza nel
libro di Salomone dice a gran voce: "Venite, mangiate il mio pane e bevete il
vino, che ho versato per voi" (Pr 9,5)? E Melchisedech, re di Salem e sacerdote
del sommo Dio, al ritorno di Abramo, offrí un sacrificio in pane e vino (Gen
14,18). Ed anche Isacco, avendo già dato la benedizione a Giacobbe, poiché Esaú
lo supplicava di benedire anche lui, gli rispose: "L`ho già costituito tuo
padrone e i suoi fratelli li ho fatti suoi servi, l`ho provveduto di frumento e
di vino" (Gen 27,37). Allora Esaú pianse amaramente la sua disgrazia, perché
aveva perduto la grazia del frumento e del vino, cioè la grazia della felicità
futura.
Che poi questo pane divino sia offerto a persone consacrate, lo dice
lo Spirito Santo per mezzo di Isaia: Cosí dice il Signore: ecco, coloro che mi
servono, mangeranno, voi invece avrete fame; coloro che mi servono, saranno
felici, voi avrete vergogna, il Signore vi ucciderà (Is 65,13-15). Non solo
questo pane è rifiutato da Dio agli empi, ma vien minacciata anche una pena, si
parla di morte acerba, come conseguenza dell`ira divina per gli affamati. A
questo si riferiscono anche le venerande parole del salmo 33. Dice infatti lo
Spirito Santo per mezzo di David: "Gustate e vedete quanto è dolce il Signore"
(Sal 33,9). E` dolce il pascolo celeste, è dolce il cibo di Dio e non ha in sé
il triste tormento della fame ed espelle dalle midolla degli uomini la malignità
del veleno che vi trova. E che sia cosí lo dichiarano i seguenti oracoli della
Scrittura: "Temete il Signore, voi che siete consacrati a lui, perché non manca
nulla a coloro che lo temono. I ricchi
soffriranno la fame, ma quelli che cercano il Signore, non mancheranno di alcun
bene" (Sal 33,10). Tu che avanzi paludato nel tempio, che splendi di porpora, il
cui capo è coperto di oro o alloro, una turpe indigenza sta per raggiungere il
tuo errore e sul tuo capo pende un grave peso di povertà. Colui che tu disprezzi
come povero, è ricco; Abramo gli prepara un trono nel suo seno. Tu invece, per
mitigare le ferite della tua coscienza, attraverso le fiamme, gli chiederai una
stilla d`acqua gocciolante e Lazzaro, anche se volesse, non potrà darti né
impetrarti quel lenimento del tuo dolore. A lui è assegnata la vita in compenso
dei mali di questo secolo, a te viene assegnata una perpetua pena di tormenti
per i beni di questo secolo.
Perché si capisse meglio quale fosse il pane per mezzo del quale si
supera la morte, il Signore stesso lo ha indicato con la sua santa parola,
perché la speranza degli uomini non fosse ingannata da false interpretazioni.
Dice infatti nel Vangelo di Giovanni: "Io sono il pane della vita. Chi verrà a
me non avrà fame, cbi crederà in me non avrà mai sete" (Gv 6,35). La stessa cosa
dice nelle frasi seguenti: "Se uno ha sete, venga; e beva, chi crede in me". E
di nuovo, per dare la sostanza della sua maestà a coloro che credono in lui
dice: "Se non mangerete la carne del figlio dell`uomo e non berrete il suo
sangue, non avrete la vita in voi".
O miseri mortali fatti dèi! Cercate la grazia del cibo salutare e
bevete il calice immortale. Cristo col suo cibo vi richiama alla luce e vivifica
i vostri arti avvelenati e le vostre membra intorpidite. Ravvivate col cibo
celeste l`uomo perduto, in modo che rinasca in voi, per grazia di Dio, tutto ciò
che è morto. Sapete ormai che cosa val la pena fare, scegliete ciò che vi piace.
Di là nasce la morte, di qui sgorga la vita immortale.

(Firmico Materno, De errore prof. relig., 18, 2-8)



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Gio 3 Ago 2006 11:32 am

dioama
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Altro è il cibo che dà salute e vita e altro il cibo che raccomanda e riporta l`uomo a Dio, altro il cibo che ristora i deboli, richiama gli erranti, rialza...
Mario
dioama
Offline Invia email
3 Ago 2006
11:32 am
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