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IL NOME DEL "PADRE"   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #406 di 467 |
Il nome Padre è stato rivelato agli uomini. Ma nasce la domanda:
come si chiama questo Padre? Forse che prima di Cristo il nome di
Dio era sconosciuto? Mosè lo udì dal roveto, la Genesi lo annunziò
all'inizio della creazione del mondo, la Legge lo fece conoscere, i
profeti lo divulgarono, gli uomini lo hanno avvertito presente nella
storia di questo mondo; anche i pagani sotto false apparenze lo
venerarono. Il nome di Dio, dunque, non era ignorato.

Invece sì, era assolutamente ignorato. Nessuno conosce Dio se
non lo confessa come Padre, cioè Padre del Figlio unigenito, e come
Figlio, cioè Figlio che non è parte o estensione o emanazione del
Padre, ma è nato da lui in modo ineffabile e incomprensibile: come
Figlio che procede dal Padre possiede in sé la pienezza della
divinità dalla quale e nella quale è stato generato, con figlio
vero, infinito, perfetto Dio. In questo consiste la pienezza della
divinità. Se mancherà qualcuno di questi attributi, non esisterà più
quella pienezza che a Dio era piaciuto abitasse in Cristo. Questo è
il messaggio del Figlio, questa la rivelazione a coloro che
l'ignorano. Allora veramente il Padre è glorificato per opera del
Figlio, quando gli uomini lo riconoscono Padre di tanto Figlio.

Il Padre è quello da cui trae l'essere tutto ciò che esiste.
Egli, in Cristo e mediante Cristo, è l'origine di tutte le cose. Ma
egli ha in sé il suo essere, perché non trae da altri ciò che è, ma
prende da sé e conserva in sé ciò che è. Egli è infinito, perché non
è contenuto in alcuna cosa, ma tutte le cose contiene in sé; è
eternamente sciolto dallo spazio, perché non può essere chiuso nello
spazio; è eternamente anteriore al tempo, perché il tempo si misura
da lui.

Corri avanti con l'immaginazione, se tu pensi che egli abbia un
limite ultimo, là sempre lo troverai presente: infatti, per quanto
tu proceda oltre, senza posa, resta sempre un limite ulteriore verso
il quale procedere. Come a te è dato di inseguirlo sempre, così a
lui è dato di essere infinito. Potrà venir meno la parola nei suoi
confronti, ma non potrà essere circoscritta la sua natura.

Ancora una volta passa in rassegna le età trascorse, sempre lo
troverai; verranno meno al tuo linguaggio le cifre per contare, ma
non viene meno a Dio l'eternità dell'essere. Impegna il tuo
intelletto e tenta con la mente di abbracciarlo come un tutto. Non
riesci a circoscriverlo.

Dio è dappertutto e totalmente, ovunque egli sia. Così colui al
di là del quale non c'è nulla e che possiede eternamente l'eternità,
trascende i confini della conoscenza. Questa è la verità del mistero
di Dio, questa l'essenza della natura imperscrutabile che ha nome
Padre. Egli è un Dio invisibile, ineffabile, infinito: la parola,
quando si propone di descriverlo, non può che tacere, il pensiero è
vinto quando tenta di raggiungerlo, la ragione si sente prigioniera
quando si sforza di definirlo.

C'è tuttavia, come abbiamo detto, un nome che designa la sua
natura nella parola Padre, ma egli è un padre in senso assoluto.
Infatti non ha ricevuto da altri, alla maniera degli uomini, la sua
paternità. Egli è ingenerato ed eterno, in quanto ha eternamente in
sé l'eternità. Solo dal Figlio è conosciuto, perché nessuno conosce
il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia
rivelare; e nessuno conosce il Figlio se non il Padre. L'uno
conosce l'altro reciprocamente e questa loro conoscenza vicendevole
è perfetta.

Se è vero che nessuno conosce il Padre se non il Figlio,
crediamo a riguardo del Padre ciò che ci ha rivelato il Figlio, il
quale è il solo testimone attendibile.

Ascolta quanto la Scrittura dice del Padre ingenito e del
Figlio unigenito. Ascolta: Il Padre è più grande di me; e anche: Io
e il Padre siamo una cosa sola; ascolta ancora: Chi ha visto me, ha
visto il Padre; Il Padre è in me e io nel Padre; ascolta: Sono
uscito dal Padre; e poi: Il Figlio Unigenito che è nel seno del
Padre; e poi: Tutto mi è stato dato dal Padre mio. Come il Padre ha
la vita in se stesso, così ha concesso al Figlio di avere la vita in
se stesso.

Ascolta il Figlio, che è l'immagine, la sapienza, la virtù, la
gloria di Dio e intendi lo Spirito Santo quando proclama: Chi potrà
raccontare la sua generazione? Poni mente al Signore quando attesta:
Nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il
Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia
rivelare. Addéntrati in questo segreto e tùffati nel mistero di
questa nascita inspiegabile, fra il solo Dio ingenito e il Dio
unigenito. Comincia, avanza, persisti: anche se so che tu non
arriverai al fondo, tuttavia mi feliciterò che tu abbia preso
l'avvio. Chi con animo amante si mette in via per l'infinito, anche
se non arriverà mai alla mèta, trarrà profitto dal suo tentativo.

La nostra possibilità di intendere è circoscritta all'ambito
dei passi scritturistici che abbiamo sopra citato.

Dal trattato "Sulla Trinità" di sant'Ilario di Poitiers.
De Trinitate, III,17; II,10.6. PL 10,86. 54-56. 58-59.





Lun 14 Mag 2007 10:45 am

luigbasi
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Inoltra Messaggio #406 di 467 |
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Il nome Padre è stato rivelato agli uomini. Ma nasce la domanda: come si chiama questo Padre? Forse che prima di Cristo il nome di Dio era sconosciuto? Mosè...
LUIGI
luigbasi
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14 Mag 2007
10:48 am
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