Dato che la buona volontà è degna, per grazia di Dio, del premio
della beatitudine eterna, e che l`iniquità degli angeli e degli
uomini non deve restare impunita, noi aspettiamo con certezza,
secondo la norma della fede cattolica, che il Figlio di Dio venga a
punire tutti gli angeli peccatori e a giudicare gli uomini vivi e
defunti. Attesta in effetti il beato Pietro che Dio non perdonò agli
angeli prevaricatori, ma li rinchiuse nel carcere della tenebra
infernale per riservarli al castigo, che verrà loro inflitto al
giudizio (cf. 2Pt 2,4). Sul giudizio degli uomini vivi e defunti san
Paolo dice questo: Attesto davanti a Dio e a Cristo Gesù, che
giudicherà e vivi e morti, e per la sua venuta e per il suo regno...
(2Tm 4,1). Alla cui venuta tutti i corpi, da quello del primo uomo
plasmato da Dio con la terra fino a quello di tutti gli altri che in
qualche modo ebbero anima e vita, saranno risuscitati da colui, ad
opera del quale furono creati. E alla risurrezione tutti quei corpi
saranno restituiti ciascuno alla propria anima che ebbero nel seno
materno quando incominciarono a vivere; così, in quel rigido esame
del giusto giudice, le anime riceveranno la mercede del regno o del
supplizio, ciascuna in quel corpo con cui condussero su questa terra
una vita buona o cattiva...
Vi sarà anche la risurrezione dei malvagi, ma senza quel
mutamento che Dio concederà solo ai giusti che, nella fede,
condussero vita retta. Ciò significano le parole di san Paolo: Tutti
certo risorgeremo, ma non tutti saremo mutati (1Cor 15,51); mostrando
poi che per dono divino i giusti saranno mutati soggiunge: E noi
saremo mutati (1Cor 15,52). Gli iniqui, dunque, avranno la
risurrezione insieme con i giusti; ma non avranno la grazia della
trasformazione che sarà concessa ai giusti; dai loro corpi non verrà
tolta la corruzione, l`ignominia e la debolezza nei quali essi
vennero seminati; né verranno annichiliti dalla morte, perché il
supplizio della morte eterna risulti dal tormento continuo del corpo
e dell`anima.
Le anime invece dei giusti, che Dio, Signore e redentore, ha
giustificato gratuitamente per la fede donando loro la perseveranza
nel retto vivere sino alla fine, otterranno la beatitudine eterna del
regno celeste in quegli stessi corpi, nei quali hanno ricevuto
quaggiù la grazia divina della giustificazione e nei quali,
giustificati per la fede, vissero nell`amore di Dio e del prossimo. E
anche i loro corpi saranno glorificati. E non c`è dubbio che questi,
pur permanendo realmente la natura della carne da Dio creata, non
saranno corpi animali come quaggiù, ma corpi spirituali. Si semina
infatti un corpo animale e risorge spirituale; così, per quella
trasformazione che verrà concessa solo ai giusti, si adempirà ciò che
l`Apostolo ritiene necessario: che questo corpo corruttibile rivesta
l`incorruttibilità e questo corpo mortale si ammanti dell`immortalità
(1Cor 15,53). In loro resterà il sesso maschile o femminile quale fu
creato con i corpi: la loro gloria si diversificherà secondo la
diversità delle buone opere. Ma tutti i corpi, sia degli uomini sia
delle donne, saranno in quel regno gloriosi. Il giudice, poi, sa
quale gloria elargire a ciascuno, perché egli in questa vita ha,
nella sua misericordia, prevenuto e gratuitamente giustificato coloro
che lassù, nella sua giustizia, ha decretato di glorificare.
Fulgenzio di Ruspe, La regola della vera fede, 3,33.35