Scruti ciascuno la propria coscienza e ponga se stesso di fronte al
proprio giudizio. Veda se nel segreto del suo cuore egli trova quella
pace che dà Cristo, se nessuna concupiscenza della carne combatte in
lui il desiderio dello spirito; e se egli non disprezza la situazione
umile e non brama la situazione elevata, se non si allieta di un
guadagno illecito e non gode smoderatamente per l`aumento dei suoi
beni, e infine se la felicità altrui non lo addolora o non lo allieta
la miseria del nemico. E qualora non trovi in sé nessuna di queste
passioni interiori, ponderi, con esame sincero, a quale specie di
pensieri egli si abbandoni; se non si culli nelle immagini vane, se
sia sollecito a distrarre l`animo da ciò che lo alletta
perniciosamente. Poiché non essere influenzato da nessuna lusinga,
non esser solleticato da nessuna cupidigia, non è possibile in questa
vita che è tutta una tentazione, e in cui senz`altro è vinto chi non
teme di esser vinto. E` superbia presumere di non peccare facilmente,
ché anzi questa stessa presunzione è peccato, come dice il beato
apostolo Giovanni: Se diciamo di non aver peccato alcuno, inganniamo
noi stessi e la verità non è in noi (1Gv 1,8).
Leone Magno, Sermoni, 41,1