Il mistero della Pasqua è nuovo e antico, senza tempo e nel tempo,
corruttibile e incorruttibile, mortale e immortale. Antico secondo la
legge, ma nuovo secondo la Parola; nel tempo secondo la figura,
eterno secondo la grazia. Corruttibile per l`uccisione dell`agnello,
incorruttibile per la vita del Signore; mortale per la sepoltura
nella terra, immortale per la risurrezione dai morti. Antica è la
legge, ma nuova è la Parola; nel tempo è la figura, eterna è la
grazia. Corruttibile è l`agnello, incorruttibile è il Signore:
immolato come agnello, risorto come Dio. Perché come una pecora è
stato condotto al macello (Is 53,7; ma non era una pecora; come un
agnello senza voce (At 8,32), ma non era un agnello. Il simbolo è
passato e la realtà si è svelata. Al posto di un agnello è venuto
Dio, al posto di una pecora un uomo: e in quest`uomo, Cristo che
contiene tutto in sé. E dunque, il sacrificio dell`agnello e la
celebrazione della Pasqua e la lettera della Legge sono contenute nel
Cristo Gesù, attraverso il quale sono accadute tutte le cose, nella
Legge antica e più ancora nella Parola nuova...
Infatti la salvezza del Signore e la verità sono state
prefigurate nel popolo di Israele e le affermazioni del Vangelo
preannunciate dalla Legge. Il popolo di Israele era dunque l`abbozzo
di un disegno e la Legge la lettera di una parabola. Il Vangelo
invece è spiegazione e pienezza della Legge, e la Chiesa il luogo che
contiene la verità. L`immagine era dunque preziosa prima della
realizzazione, e la parabola mirabile prima dell`interpretazione. In
altre parole: il popolo d`Israele aveva un valore prima che la Chiesa
sorgesse, e la legge era mirabile prima che il Vangelo diffondesse la
sua luce. Ma quando sorse la Chiesa e fu annunziato il Vangelo,
l`immagine divenne vana, perché trasmise la sua forza alla realtà; la
Legge ebbe compimento, perché trasmise la sua forza al Vangelo...
Il Signore si era rivestito dell`uomo. Aveva sofferto per chi
soffriva, era stato legato per chi era tenuto prigioniero, condannato
per chi era colpevole, sepolto per chi era nella tomba. E ora è
risorto dai morti e ha gridato a gran voce: «Chi potrà citarmi in
giudizio? Si faccia pure avanti! Sono io che ho scelto il condannato,
io che ho ridato al morto la vita, io che ho risuscitato il sepolto.
Chi mi può contraddire? Io - dice - sono il Cristo; io sono colui che
ha distrutto la morte, trionfato sul nemico, calpestato l`inferno; io
ho incatenato il potente e sollevato l`uomo verso l`alto dei cieli.
Io - dice - sono il Cristo. Venite dunque voi tutte, famiglie degli
uomini impastate di peccato, e ricevete il perdono dei peccati.
Perché sono io il vostro perdono, io la Pasqua della salvezza, io
l`agnello immolato per voi. Sono io il vostro riscatto, la vostra
vita, la vostra risurrezione. Io la vostra luce, la vostra salvezza,
il vostro re. Io vi conduco nell`alto dei cieli, io vi mostrerò il
Padre immortale, io vi farò risorgere con la mia destra».
Melitone di Sardi, Sulla Pasqua, 2-6.39-40.100-103
Buona Pasqua nel Signore Gesù a tutti.