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I forti e i deboli (Giovanni Cassiano)   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #434 di 467 |
Il nostro Signore e Salvatore, per indirizzarci alla virtù profonda
della pazienza e della dolcezza - non proclamata cioè solo a voce, ma
calata nell`intimo della nostra anima -, ci propose questo modello
evangelico di perfezione: A chi ti percuote sulla guancia destra,
porgigli anche l`altra (Mt 5,39); cioè, senza dubbio, l`altra destra.
E cos`è quest`altra destra, se non quella dell`uomo interiore che,
vorrei dire, può essere inteso per il volto? Il Signore, volendo così
estirpare dalle pieghe più profonde dell`anima ogni fomite di
iracondia, ti comanda che, qualora la tua destra esteriore debba
sopportare l`impeto di chi ti percuote, anche l`uomo interiore offra
alle percosse, assentendo nell`umiltà, anche la sua destra, soffrendo
con la sofferenza dell`uomo esteriore, soggiacendovi quasi, e
assoggettando il suo corpo all`ingiuria di chi percuote, perché non
succeda che l`uomo interiore si agiti silenzioso, quando l`esteriore
viene percosso...
Si deve sapere, in generale, che svolge la parte di uomo
forte colui che assoggetta la propria volontà alla volontà del
fratello, certo più di colui che si mostra ostinato nel difendere le
proprie opinioni e decisioni. Quegli infatti, che sostiene e tollera
il prossimo, fa la parte dell`uomo sano e forte, l`altro invece,
quella dell`uomo in certo modo ammalato; ha bisogno quasi di massaggi
e di calore, e che talvolta venga esonerato, per motivi di salute,
anche da qualche osservanza necessaria per la sua quiete e pace. In
ciò, non creda qualcuno di aver danneggiato in qualche modo la
propria perfezione, che se per condiscendenza ha dovuto limitare un
po` la severità che si era proposto, sappia di aver acquistato molto
più per la virtù della pazienza e della longanimità. E` infatti
precetto apostolico: Voi che siete forti, sopportate la debolezza dei
deboli (Rm 15,1), e: Portate i pesi gli uni degli altri, così
completerete la legge di Cristo (Gal 6,2). Mai un debole può
sostenere un debole, o un malato può curare e guarire un malato. Sa
porgere la medicina al debole colui che non soggiace alla debolezza.
Altrimenti c`è ragione di dirgli: Medico, cura te stesso (Lc 4,23).
E si deve notare anche questo: gli ammalati, per natura, sono
sempre pronti e facili a sollevare lamenti, a rivolgere parole
ingiuriose; ma non vogliono esser toccati neppure dall`ombra del
rimprovero. Mentre lanciano gli oltraggi più protervi, mentre
galoppano nella libertà più sconsiderata, non vogliono sopportare le
offese più piccole e lievi.

Giovanni Cassiano, Conferenze, 16,22-24





Ven 18 Apr 2008 6:17 am

luigbasi
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Inoltra Messaggio #434 di 467 |
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Il nostro Signore e Salvatore, per indirizzarci alla virtù profonda della pazienza e della dolcezza - non proclamata cioè solo a voce, ma calata nell`intimo...
LUIGI
luigbasi
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18 Apr 2008
6:17 am
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