Nessuno, dunque, si vergogni dei segni sacri e venerabili della
nostra salvezza, della croce che è la somma e il vertice dei nostri
beni, per la quale noi viviamo e siamo ciò che siamo. Portiamo
ovunque la croce di Cristo, come una corona. Tutto ciò che ci
riguarda si compie e si consuma attraverso di essa. Quando noi
dobbiamo essere rigenerati dal battesimo, la croce è presente; se ci
alimentiamo di quel mistico cibo che è il corpo di Cristo, se ci
vengono imposte le mani per essere consacrati ministri del Signore, e
qualsiasi altra cosa facciamo, sempre e ovunque ci sta accanto e ci
assiste questo simbolo di vittoria. Di qui il fervore con cui noi lo
conserviamo nelle nostre case, lo dipingiamo sulle nostre pareti, lo
incidiamo sulle porte, lo imprimiamo sulla nostra fronte e nella
nostra mente, lo portiamo sempre nel cuore. La croce è infatti il
segno della nostra salvezza e della comune libertà del genere umano,
è il segno della misericordia del Signore che per amor nostro si è
lasciato condurre come pecora al macello (Is. 53,7; cf. Atti, 8, 32).
Quando, dunque, ti fai questo segno, ricorda tutto il mistero della
croce e spegni in te l'ira e tutte le altre passioni. E ancora,
quando ti segni in fronte, riempiti di grande ardimento e rida' alla
tua anima la sua libertà. Conosci bene infatti quali sono i mezzi che
ci procurano la libertà. Anche Paolo per elevarci alla libertà che ci
conviene ricorda la croce e il sangue del Signore: A caro prezzo
siete stati comprati. Non fatevi schiavi degli uomini (1 Cor. 7, 23).
Considerate, egli sembra dire, quale prezzo è stato pagato per il
vostro riscatto e non sarete più schiavi di nessun uomo; e chiama la
croce "prezzo" del riscatto.
Non devi quindi tracciare semplicemente il segno della croce con la
punta delle dita, ma prima devi inciderlo nel tuo cuore con fede
ardente. Se lo imprimerai in questo modo sulla tua fronte, nessuno
dei demoni impuri potrà restare accanto a te, in quanto vedrà l'arma
con cui è stato ferito, la spada da cui ha ricevuto il colpo mortale.
Se la sola vista del luogo dove avviene l'esecuzione dei criminali fa
fremere; d'orrore, immagina che cosa proveranno il diavolo e i suoi
demoni vedendo l'arma con cui Cristo sgominò completamente il loro
potere e tagliò la testa del dragone (cf. Ap. 12, 1 ss.; 20, 1 ss.).
Non vergognarti, dunque, di così grande bene se non vuoi che anche
Cristo si vergogni di te quando verrà nella sua gloria e il segno
della croce apparirà più luminoso dei raggi stessi del sole. La croce
avanzerà allora e il suo apparire sarà come una voce che difenderà la
causa del Signore di fronte a tutti gli uomini e dimostrerà che nulla
egli tralasciò di fare - di quanto era necessario da parte sua - per
assicurare la nostra salvezza. Questo segno, sia ai tempi dei nostri
padri come oggi, apre le porte che erano chiuse, neutralizza
l'effetto mortale dei veleni, annulla il potere letale della cicuta,
cura i morsi dei serpenti velenosi. Infatti, se questa croce ha
dischiuso le porte dell'oltretomba, ha disteso nuovamente le volte
del cielo, ha rinnovato l'ingresso del paradiso, ha distrutto il
dominio del diavolo, c'è da stupirsi se essa ha anche vinto la forza
dei veleni, delle belve e di altri simili mortali pericoli?
Imprimi, dunque, questo segno nel tuo cuore e abbraccia questa croce,
cui dobbiamo la salvezza delle nostre anime. t la croce infatti che
ha salvato e convertito tutto il mondo, ha bandito l'errore, ha
ristabilito la verità, ha fatto della terra cielo, e degli uomini
angeli. Grazie a lei i demoni hanno cessato di essere temibili e sono
divenuti disprezzabili; la morte non è più morte, ma sonno.
Giovanni Crisostomo, Commento al Vangelo di san Matteo, 54,4-5