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Vangelo di Luca 16,19-31 - Dal libro della perfezione di Martirio Sa   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #438 di 466 |
Dal vangelo secondo Luca 16,19-31
Gesù diceva questa parabola: "C'era un uomo ricco che vestiva di
porpora e di bisso e tutti i giorni banchettava lautamente. Un
mendicante, di nome Lazzaro, giaceva alla sua porta".

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Soccorri Cristo nella persona dei suoi fratelli, tanto i grandi
quanto i piccoli, perché alla fine della vita egli ti benedica e tu
riceva in dono il regno preparato per te. Cristo allora ti verrà
incontro raggiante e ti dirà: Vieni, benedetto del Padre mio, ricevi
in eredità il regno preparato per te fin dalla fondazione del mondo.
Perché io ho avuto fame e tu mi hai dato da mangiare, ho avuto sete e
mi hai dato da bere; ero forestiero e mi hai ospitato, nudo e mi hai
vestito, malato e mi hai visitato, carcerato e sei venuto a trovarmi.

Fa' dunque a lui qui in terra tutto il bene che puoi, perché
egli lassù te ne sia grato. Egli accetta da te tutto quello che hai,
senza esigere grandi cose; si accontenta persino di un bicchiere
d'acqua fresca, promettendoti in cambio una ricompensa magnifica.
Basta la buona volontà e sarà gradita secondo quello che uno
possiede. Bada però di non donare in modo gretto e meschino,
brontolando e di malumore: invece il tuo cuore sia magnanimo e
traboccante di allegrezza. Benché tu sia un pover'uomo, accogli
Cristo ed egli non si vergognerà di entrare in casa tua, se vede
spaziosa la tua dimora interiore.

Se tuo fratello è nudo, vestilo; se è malato, visitalo, se è
carcerato e afflitto, ricordati di lui, come se tu fossi insieme in
prigione. Compatisci la sua sofferenza, perché sei fatto della sua
medesima pasta. Accomuna le sue necessità alle tue, sostieni la
debolezza del suo corpo dolorante, addossati le sue infermità,
servilo con premura nelle sue pene.

Qualora tu non abbia un cibo nutriente o qualche medicamento da
offrirgli, porgigli una buona parola, ridagli coraggio; fatti carico
della sua sofferenza, piangi con lui, aiutalo con la preghiera,
stagli vicino se è abbattuto. Sappi onorarlo, provvedendo con le tue
mani a quanto gli necessita, affretta i passi per andarlo a trovare.
In una parola: consola, conforta tuo fratello.

Qualora tuo fratello soffra, non nel corpo ma nell'anima, va' a
trovarlo, dato che le infermità spirituali sono più gravi di quelle
fisiche. Hai qualche medicina efficace? Porgigliela. E in caso che a
motivo della gravità del suo stato tu non possa offrirgli il farmaco
direttamente, provvedi a ciò con furtiva abilità.

E prega con più insistenza per lui, giacché dalla preghiera
dipende la salute del corpo e dello spirito. La preghiera fatta con
fede salverà il malato, dice la Scrittura. E se ha commesso peccati,
gli saranno perdonati.120

Se poi tuo fratello è affamato di cibo spirituale, offrigli il
pane della Parola ispirata. Se arde di sapere, dissetalo con l'acqua
della Sapienza. Se è spoglio di virtù, abbi compassione di colui che
è della tua stessa carne.

Stagli vicino, non lo trascurare, non abbandonarlo come se fosse
uno sconosciuto, ma prenditi cura di lui come di un altro te stesso.

Ricopri la sua nudità interiore col tuo mantello finché non gli
avrai intessuto un abito completo mediante la spola delle tue parole
affettuose e sollecite.

Conforta dunque gli afflitti e visita chi è malato nel corpo o
nello spirito, tu che abbondi in ricchezza e salute. Anche oggi, in
essi si nasconde un povero Lazzaro, che gli angeli stanno per
condurre nel seno di Abramo. Non lasciarlo fuori, da ricco crudele,
perché le sue accuse non mutino l'indulgenza di Abramo in spietata
severità contro di te, quando sarai in disgrazia.

Condividi da generoso quel che possiedi, sia i beni del corpo,
sia i beni dell'anima, senza trattare con alterigia uno, perché è
diventato oggetto di vergogna: non sai come finirai tu stesso. Forse
Dio e i suoi angeli lo hanno in maggiore stima di te, secondo quanto
sta scritto: Guardatevi dal disprezzare uno solo di questi piccoli,
perché vi dico che i loro angeli nel cielo vedono sempre la faccia
del Padre mio che è nei cieli.

Perciò non trascurare nessuno, te compreso, per "piccolo" che
sia, ma fatti carico di tutti, dividendo i tuoi beni con chi è nel
bisogno. Conforta il depresso con una buona parola e con la
preghiera. Porta i pesi dei deboli, quasi fossi tu stesso per loro
forza e vigore: piede per questo, mano per quello, occhio, bocca e
così via. E sii anche pronto a offrire le spalle per portarli tutti.
Siamo un solo corpo in Cristo e ciascuno per la sua parte siamo
membra gli uni degli altri.


Dal "Libro della perfezione" di Martirio Sahdona.
Livre de la Perfection, p.II, cap.11, §18-19. 21-25. Œuvres, CSCO
253, Louvain, 1965, t.III, pp. 82-85.






Sab 14 Giu 2008 6:30 pm

luigbasi
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Inoltra Messaggio #438 di 466 |
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Dal vangelo secondo Luca 16,19-31 Gesù diceva questa parabola: "C'era un uomo ricco che vestiva di porpora e di bisso e tutti i giorni banchettava lautamente....
LUIGI
luigbasi
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14 Giu 2008
6:30 pm
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