Carissimi, non ho la possibilità di accedere spesso ad internet, ma in
questi ultimi mesi mi sono dedicato ad affrontare un tema molto
impegnativo sollecitatomi da alcuni del mio gruppo e che ho pensato
possa essere di interesse anche per altri. Perdonate se lo scritto è
un pò lungo ma non poteva essere diversamente data la delicatezza
della tematica.
Nella cronaca quotidiana ci sono sempre tragedie che spengono la vita
di tante persone, come le catastrofi che avvengono in natura, gli
attacchi terroristici, o altri eventi disastrosi.
Nella storia passata e recente vi sono state innumerevoli guerre e
distruzioni, i regimi totalitari hanno sterminato molte diecine di
milioni di persone, e ai nostri giorni sono stati eliminati miliardi
di esseri viventi con l'aborto volontario.
Al di là degli eventi collettivi, ognuno di noi a livello individuale
soffre dolori, malattie fisiche o psicologiche, incidenti e morte.
Non di rado accade di veder soffrire anche persone timorate di Dio e
che si sforzano di servirlo, e di vedere al contempo persone che non
si preoccupano affatto né di Dio né di osservare i suoi comandamenti,
i quali appaiono felici nella loro spensieratezza ed opulenza,
ostentata talora orgogliosamente e a volte a discapito di altri che
vengono da essi sfruttati, maltrattati, e finanche uccisi.
E' normale porsi la domanda: Perché Dio non interviene? Perché sembra
non preoccuparsi di noi? Come si spiegano tanti mali e come si
conciliano con un Dio che noi riteniamo onnisciente, onnipotente,
amorevole e giusto? In una delle espressioni attribuite a Epicureo già
queste domande venivano poste in modo sottile:"La divinità o vuol
togliere i mali e non può; o può e non vuole; o né vuole né può, o
infine, vuole e può. Se vuole e non può, è impotente; e la divinità
non può esserlo. Se può e non vuole è invidiosa, e la divinità non può
esserlo. Se non vuole e non può, è invidiosa e impotente e la divinità
non può esserlo. Se vuole e può, che è la sola che le è conforme,
donde viene l'esistenza dei mali e perché non li toglie?"
Coloro che non sono riusciti a trovare una risposta sensata a queste
domande, e non hanno visto intervenire Dio per risolvere subito e
positivamente le sofferenze umane, hanno concluso che Egli non esiste,
o che se esiste gode nel farci soffrire oppure che ci ha abbandonati a
noi stessi.
L'orientamento della nostra fede e della nostra vita, dipende molto
dalla risposta a questa importante domanda che non è né semplice né
scontata. Tuttavia facendo ricorso ai mezzi che abbiamo a
disposizione, è anche ragionevole sperare di trovare una risposta valida.
Molti grandi pensatori cristiani hanno affrontato questo difficile
argomento dal punto di vista filosofico e teologico: basti ricordare
s.Agostino e s.Tommaso d'Aquino. Le loro stringenti argomentazioni
restano tuttora fondamentali e portano a comprendere molti aspetti del
problema del male. Basti qui ricordare alcune loro deduzioni basilari:
se esistesse un Dio del male, assoluto e perfetto nel male,
tenderebbe a distruggere anche se stesso, il che è assurdo; quindi
solo il Bene assoluto, che è l'unico Dio ha una sussistenza eterna e
permette che tutte le cose abbiano una origine, un ordine, un'armonia;
il male quindi non è che una diminuzione, una deviazione o una
deformazione del bene. L'allontanamento da questo Bene, porta al
male. In sostanza anche il principale agente del male deve
necessariamente essere stato creato con tutta la perfezione della sua
natura, compresa quindi la libertà per mezzo della quale poteva
decidere se allontanarsi dal sommo Bene.
La riflessione che segue è fatta in modo semplice e si avvale della
osservazione, della ragione e soprattutto della Rivelazione, che ci
permette di conoscere, cercando tra le "carte" del principale
"Indagato", i motivi del suo agire.
Dalla osservazione possiamo rilevare che la natura possiede delle
leggi di ordine fisico, chimico, dinamico o di altro genere,
attraverso cui generalmente ciò che accade è l'effetto di una
determinata causa.
Attraverso l'esplicarsi delle leggi inscritte nella creazione, ( la
natura con i propri moti, e l'uomo con i propri atti positivi o
negativi), si producono dei miglioramenti oppure dei danni che si
possono ripercuotere su lui stesso, o sui propri simili, sia
immediatamente che successivamente, anche sui propri stessi
discendenti per la legge della ereditarietà. Ad esempio l'immissione
nell'atmosfera, nei mari o nei terreni di tante sostanze nocive può
causare malattie anche mortali a piante, animali ed uomini per molte
generazioni. Altre volte i processi naturali sono indipendenti
dall'azione dell'uomo e se non ben conosciuti, o possibilmente
evitati, possono causare disastri come ad esempio le tempeste, le
valanghe, i terremoti ecc
L'uomo, sfruttando la conoscenza delle leggi della natura può
intervenire decidendo liberamente molte cose, sia individualmente che
insieme ad altri uomini, i quali determinano in base alle loro
decisioni degli effetti che saranno positivi o negativi costruttive o
distruttive, per far vivere o far morire e questo ci permette di
dedurre che l'uomo possiede la libertà di scegliere tra il bene e il
male con innumerevoli sfumature che possono accentuare l'una o l'altra
possibilità. Una decisione individuale o collettiva può determinare
una serie di effetti che si ripercuoteranno su essi stessi o su altri
individui interferendo con l'altrui libertà, limitandola o
promuovendola. Tanto per fare un esempio, le statistiche ci confermano
che quando aumenta l'uso del fumo, della droga o dell'alcol si ha un
maggior numero di effetti negativi anche mortali e la responsabilità
non può essere imputata a Dio ma a chi ne usa pur sapendo dei rischi
che si corrono o si fanno correre ad altri indirettamente. Se poi
pensiamo a tanti sfruttamenti, violenze, soprusi, eccidi che si
perpetuano tra gli uomini possiamo dedurre che è possibile
generalmente fare del male in aperto contrasto con i comandamenti di
Dio, senza che Egli intervenga subito in modo straordinario per
impedire né l'attuazione né le conseguenze di questo male. E' chiaro
però che la responsabilità di questi mali non è da imputare a Dio come
talora si potrebbe a torto pensare. (cf. Mal.3,13 ss)
Se noi non fossimo liberi di scegliere tra il bene e il male, sia come
responsabili di noi stessi, sia come responsabili della natura che è
affidata alle nostre cure, saremmo semplicemente degli automi
programmati a senso unico e quindi incapaci di sentimenti e decisioni
autonome, di esprimere una nostra creatività, di coltivare un
qualsiasi vero sentimento, né di amare sinceramente nessuno: in
sostanza non saremmo affatto degli esseri a cui è stato fatto il dono
prezioso della libertà, come elemento irrinunciabile della nostra
perfezione originaria, ma solo dei sudditi programmati e costretti ad
ubbidire. Anche per questo dovremmo far fruttare le nostre capacità
facendo uso della nostra libertà nel rispetto delle leggi di Dio e
della natura, al fine di realizzarci, senza attendere passivamente che
le cose ci provengano solo dall'alto, anche se è certo che Dio aiuta
gli uomini di buona volontà.
Possiamo ancora pensare che se Dio intervenisse nel modo che vorremmo
noi, per impedire agli uomini di commettere un qualsiasi tipo di
errore colpevole o meno, voluto o involontario, per quanto ci è dato
di scoprire, si avrebbero comunque diversi problemi evidenti, quali
ad esempio:
- un impedimento, una violazione costante dell'esercizio della libertà
umana che invece per essere un vero bene deve essere rispettato.
- Dio sarebbe costretto a fare una serie continua di prodigi per
affermare il Suo potere e limiterebbe la Sua libertà di intervenire
solo quando e come lo ritenesse opportuno.
- violerebbe continuamente le leggi della natura che Egli ha creato
dovendo provvedere a impedire il compiersi di ogni errore o di ogni
danno conseguente.
- toglierebbe a tutti la possibilità e il merito di esercitare la Fede
e le altre virtù, in quanto risulterebbe continuamente evidente e
ingombrante la Sua presenza, avvertita come repressiva e oppressiva.
Un intervento costante di Dio per interferire, limitare o annullare la
responsabile autorealizzazione dell'uomo e le sue libere decisioni,
sarebbe perciò inopportuno. Tuttavia Dio non è mai né indifferente nè
assente dalla scena umana lasciando che ognuno si arrangi o faccia
tutto a proprio capriccio. Ha dato degli ordinamenti sia
scritti che incisi nella coscienza individuale, che se tutti ne
tenessero conto si avrebbe armonia sia nell'uomo stesso che nella
natura, mentre invece tutto è stato stravolto (cf.Rom.8,22). Comunque
Dio non manca di illuminare gli uomini per guidarli in ciò che Egli
desidera per il nostro bene, di far sentire i suoi richiami amorevoli,
di far annunciare la sua Parola che contiene tutto quanto all'uomo è
necessario sapere, né manca di assisterlo in tanti modi, prevenendo,
accompagnando e seguendo tutti; ma poi vuole che ognuno decida
liberamente se corrispondere o meno ai suoi richiami che fa sentire
nella coscienza. Purtroppo però molti seguono il richiamo materiale
del piacere, del potere o del prevalere e tutto ciò comporta
innumerevoli mali a sé e agli altri.
Paradossalmente in questo nostro mondo non sempre avviene ciò che Dio
vuole ma spesso ciò che non vorrebbe, anche se noi credenti potremmo
pensare che tutto è direttamente voluto e determinato da Dio. La prova
più evidente di questo è che i Comandamenti, dati da Dio quale
espressione del suo volere per il bene degli uomini, non sono quasi
mai messi in pratica; e quindi ciò che accade in noi o intorno a noi è
spesso il risultato non della compiacenza di Dio ma della Sua
contristata sopportazione.
Quando Gesù dice che non cade a terra un passero senza la volontà del
Padre, intende dire che tutto accade per permissione di Dio, ma non
che tutto gli è gradito. Dio è la causa prima di tutte le cose e non
si potrebbe far nulla se Lui non avesse dato inizio alla creazione e
non permettesse ciò che noi decidiamo liberamente di fare, ma non è
direttamente responsabile delle cause seconde e cioè degli effetti
conseguenti ai nostri continui errori, anche se li tollera o li
permette in vista di motivazioni che cercheremo di individuare nella
Scrittura.
Quando diciamo: "Sia fatta la tua volontà" oltre a
chiedere che tutto si svolga secondo i progetti di Dio, dovremmo anche
intendere "sia fatta da noi la Tua volontà" oppure "sia fatta la tua
volontà come rimedio ai nostri errori".
La libera volontà di Dio, per quanto possiamo dedurre, interagisce
con la libera volontà dell'uomo e spesso è conseguente ad essa. Ad
esempio Cristo non sarebbe stato costretto ad incarnarsi, a soffrire e
morire se l'uomo non avesse deciso superbamente di diventare come Dio
sostituendosi a Lui. Dio non avrebbe mandato il diluvio se gli uomini
non fossero stati tanto malvagi. Prima di distruggere Sodoma e
Gomorra, Dio avrebbe voluto che vi fosse almeno un manipolo di giusti
per risparmiare tali città, ma non ne trovò che uno solo. Cambiò la
sua volontà decisa di distruggere Ninive quando i suoi malvagi
abitanti si pentirono, risparmiando la città. Così pure in tante
manifestazioni della volontà divina, troviamo che il più delle volte
Egli opera in modo da servirsi di taluni mali per riportare l'armonia
nelle creature, analogamente a quanto fa per esempio un chirurgo che
per ottenere la guarigione di un organo malato deve usare metodi e
strumenti che fanno male durante l'uso ma sono finalizzati alla
salute finale. Dio quindi, quando non ottiene che noi compiamo ciò
che direttamente desidera e cioè la sua reale volontà, mette
provvidenzialmente in atto la volontà di poter comunque trovare un
rimedio, cercando di raddrizzare, restaurare o migliorare ciò che noi
andiamo man mano distorcendo o distruggendo, analogamente a quanto fa
un premuroso padre di famiglia che cerca di rimediare alle cadute e
agli errori dei figli.
Siccome non è estraneo ai nostri mali, né incapace di risolverli, Dio
sa come trovare la soluzione agli errori, alle colpe e ai danni
prodotti dall'uomo che non ha né desiderati né predeterminati Lui,
altrimenti sarebbe andato contro se stesso, ma che essendo
onnisciente sapeva in anticipo che si sarebbero concretizzati.
Prima ancora che l'uomo decidesse di rovinare il meraviglioso disegno
originario, Dio sapeva come avrebbe dovuto porvi rimedio (cf
Gen.3,15). E allo stesso modo Dio sa già come rimediare ai mali
provocati da ogni uomo, facendo in modo che non venga lesa la libertà
umana che Egli stesso ha donato, che le leggi della natura trovino
la loro attuazione, che non venga meno la Sua stessa libertà, che
l'uomo non debba credere per forza alla Sua esistenza e non si debba
piegare coercitivamente e immediatamente alla Sua volontà.
Vi sono ancora altri fattori di cui Dio deve tener conto, che
risultano dalla Scrittura e in determinati casi anche
dall'osservazione: quelli legati all'azione degli angeli ribelli, la
cui libertà viene anch'essa rispettata da Dio. Essi spingono l'uomo
al male e provocano il male essi stessi. Se Dio impedisse loro di
esercitare la libera attività, potrebbe risultare che Egli rinunci a
mostrare anche ad essi la sua pazienza, di non saper accettare le loro
sfide concedendo loro di mettere alla prova la fedeltà umana. (cf.
libro di Giobbe e Luca 21,31). Ma anche la loro azione non sfugge alla
prescienza e alla provvidenza divina che ha posto ad essi dei limiti.
Se gli operatori del male non avessero delle restrizioni avrebbero
già distrutto tutto il creato. (cf Sal.123,1-8). Infatti nel mondo vi
sono, oltre a tanti mali, anche tanti esempi e operatori del bene,
compresa l'opera costante e benefica degli angeli fedeli a Dio.
Infatti nonostante tutte le atrocità, l'umanità non si è ancora
estinta e la Chiesa nonostante tutti gli attacchi dall'interno e
dall'esterno, continua la sua missione (cf.Mt,16,18). Dio sostiene
ancora tutto il creato, perché, se togliesse il Suo sostegno, esso non
esisterebbe più. (cf. Col. 1,16-17) E' comunque da
ricordare che il male dispiegherà il massimo della sua potenza di
inganno e di crudeltà nel tempo finale, relativamente breve per divina
disposizione, in cui i credenti saranno sottoposti a una prova
eccezionale. (cf.2Tess.2,3 e Matt.24,12-22 cf.Catechismo art.675)
Di fronte a tale quantità e complessità di fattori, Dio procede in
modo da interagire con l'uomo e con gli altri esseri invisibili,
tutti da Lui dotati di libertà e di dignità, nonché con le leggi della
natura da Lui creata, con la massima discrezione, saggezza, giustizia
e soprattutto con il Suo Amore anche quando non vediamo il suo operare.
Egli può tuttavia sospendere, o diversamente orientare qualsiasi
evento della natura o qualsiasi decisione degli esseri creati con un
intervento soprannaturale, come supremo ordinatore, sommamente libero
e onnipotente, quando lo ritiene necessario per un suo imperscrutabile
disegno.
Stando a quanto ci riferisce non solo la Scrittura ma anche la
narrazione di tante vicende umane apprendiamo che ci sono stati molti
interventi soprannaturali ma, almeno secondo la nostra osservazione, è
più frequente vedere il normale svolgimento dell'ordine naturale
delle cose.
Dalla Scrittura si evince che questi eventi straordinari hanno il
fine di risolvere non tanto il problema contingente ma di essere un
segno manifesto (cf.Gv.6,26) per offrire a noi la prova che Dio non è
lontano dall'uomo, non è indifferente, non gli è nemico ma innamorato
di lui, e che è in grado di risolvere qualsiasi problema anche se
evidentemente ritiene necessario non risolvere tutto come vorremmo noi
(cf.Mt 24,6). In sostanza tutto è possibile a Dio ma non tutto è
conveniente che faccia, tutto possiamo anche chiedergli ma non tutto
ci gioverebbe (cf.Giac.4,3).
Tali interventi divini non rispondono a delle regole fisse che gli
uomini possano padroneggiare. Infatti non è scontato che la Fede e
la preghiera e neppure l'essere osservanti dei comandamenti, producano
automaticamente un determinato risultato così come ce lo aspetteremmo.
(cf. Ger.15,10-21 e Sal. 9,22ss) Permise che venissero decapitati
Giovanni Battista e Giacomo apostolo ma fece liberare Pietro dal
carcere in modo soprannaturale da un angelo.
Ogni tentativo di forzare le decisioni divine sconfinerebbe nella
superstizione o peggio nella magia che è uno dei più gravi mali che
gli uomini possano fare, in quanto anziché piegare la volontà di Dio,
pur di ottenere ciò che si pretende, si rischia di essere asserviti ai
demoni che disponendo di talune facoltà potrebbe sembrare che
arrechino qualche beneficio.
Gesù pur implorando di essere risparmiato dal bere il calice amaro
della passione non ottenne quel risultato, ma accolse il volere del
Padre. Paolo pur pregando ripetutamente per essere affrancato da
quella che definiva "la spina nella carne", non ottenne ciò che
avrebbe desiderato lui ma ciò che il Signore riteneva strettamente
necessario (cf 2Cor.12,7 ss); accade invece talora che ottenga un
miracolo chi non se lo aspetta o chi addirittura non crede. Paolo
era persecutore dei Cristiani quando ottenne per Grazia straordinaria
di essere chiamato a diventare il più grande promotore del
cristianesimo. Dio non ha debiti con nessuno e anche gli eventuali
meriti umani sono da attribuire alla sua Grazia e ai suoi doni, nulla
infatti potremmo fare senza di Lui: quindi non possiamo far valere
diritti, anche se Lui saprà ricompensare ciascuno secondo il proprio
operato al momento opportuno, e comunque certamente nel giorno del
giudizio. (cf Rom 2,6) La Fede, la carità e la preghiera, avvicinano
al Bene e permettono che si riduca il male. Dio si serve anche dei
suoi fedeli per ridurre il male nel mondo e soccorrere tanti che
soffrono. Quando apparentemente non ci ascolta è perché sta operando
in un modo che recherà vantaggi diversamente ma più opportunamente di
come ce lo aspettiamo e non solo a noi stessi. La Passione e morte di
Cristo se fosse stata evitata, come egli aveva umanamente implorato
in quel momento, non avrebbe prodotto il massimo beneficio possibile
all'umanità.
Dio in realtà sempre ascolta le preghiere esaudendole nel modo più
conveniente e per questo Gesù assicura che se la sua parola resta in
noi, il Padre concederà ciò che chiediamo (cf.Gv.15,7): ma questo
presuppone l'uniformarsi alla sua volontà (cf.1Gv 5,14); inoltre non
si precisa né come né quando lo concederà: questo dobbiamo lasciarlo
decidere a Lui. Nell'immediato potrebbe concedere di essere
fortificati per fronteggiare la situazione emergente, per resistere
nelle prove, per avere le ispirazioni opportune e agire con la
prudenza del caso evitando mali maggiori, per agire convenientemente
in quelle cose che competono a noi; in ogni caso la preghiera è il
mezzo ordinario per chiedere umilmente ed ottenere anche grazie
straordinarie se Dio lo desidera. Però se non vediamo il risultato
delle nostre preghiere, dobbiamo essere certi che Dio opera
continuamente come ci assicura Gesù, "il Padre mio opera sempre, e
anch'io opero" (Gv.5,17) "nel segreto" (cf.Mt 6,6) cercando di
condurre tutto e tutti alla salvezza nel rispetto di ciascuno e
donando comunque la grazia attuale strettamente indispensabile.
(cf.2Cor.12,9)
Possiamo supporre, esaminando diversi testi della Scrittura, che Dio
abbia cercato di adottare pazientemente una serie di misure nei
confronti degli uomini facendoli maturare progressivamente in un clima
di reciproco rispetto.
Questa ipotesi trova riscontro ad esempio nella vicenda del popolo
eletto che viene liberato dalla schiavitù attraverso numerosi e
grandiosi interventi divini, ma anche attraverso lunghi e penosi
silenzi. Trascorsero ben 430 anni di schiavitù degli ebrei in Egitto,
quando Dio decise di provvedere alla loro liberazione (cf Gal.3,17),
annunciando a Mosè: "ho veduto l'afflizione del mio popolo e sono
sceso per liberarlo" (Esodo 3,7) . Ci vollero poi altri 40 anni di
tribolazioni nel deserto prima di arrivare alla terra promessa, che
però Mosè vide solo da lontano, e molti ebrei infedeli non videro
affatto. Abramo dovette attendere di essere centenario prima di avere
Isacco quale unico figlio, che oltretutto gli fu anche chiesto in
sacrificio rischiando quindi di non poter mai vedere realizzata la
promessa di avere una discendenza numerosa come le stelle del
firmamento. Ma Abramo ebbe fede e gli fu concessa la discendenza
promessa, che però nella vita terrena intravide soltanto. La vita
terrena di Gesù fu una pena continua e un grande apparente fallimento.
Avendo tanti esempi come questi, dobbiamo fare solo un atto di
FIDUCIA in Dio e rimanergli FEDELI. E' questa la Fede che ci è
chiesta. Dobbiamo credere che quando vi è qualcosa di ingiusto,
doloroso e insopportabile, il Padre attraverso il Figlio soffre con
noi ma non rimane inerte e sa già come operare per trovarne la
soluzione, anzi, tiene conto di tutti i fattori in gioco per portare
tutto a compimento nei tempi necessari. Anche quando una vicenda si
concludesse definitivamente e negativamente con la sconfitta e con la
morte, che presto o tardi, più o meno dolorosamente si verifica per
tutti, il maggior male potrà essere in realtà risolto definitivamente
e positivamente nella gioia del Suo Regno che a noi non è ancora dato
sperimentare né misurare. Gesù infatti assicura che i capelli dei
suoi fedeli son tutti contati (Luca 12,7) e li invita a non temere la
morte del corpo, ma solo la morte dell'anima (cf Mt 10,28), per
evitare la quale, Egli ha restituito al Padre il frutto che era stato
con superbia tolto, offrendo se stesso con estrema umiliazione come
frutto a Lui gradito e perfetto, sull'albero della Croce, al fine di
risolvere alla radice il vero male che è il peccato e la morte
spirituale che ne è l'ultima conseguenza. L'astuzia del serpente ha
sempre cercato di corrompere il bene per conseguire il male, mentre la
sapienza del Creatore si propone di far concorrere anche i mali, al
bene di coloro che sperano in Lui, finché un giorno tutto sarà
risolto, secondo giustizia e misericordia. (cf.Isaia 42,14 e 65,17-18
Rom.8,28 2Pietro 3,13 Matt.5,1 ss) . Sta ora a noi e alla nostra
libertà accettare questo dono gratuito di salvezza.
Dalla Scrittura si possono ricavare molte ragioni che spiegano
l'esistenza del male sulla terra.
Quelle elencate qui di seguito sono tra le più evidenti:
Per un atto libero di ribellione di Lucifero che ha trascinato altri
nella sua insensata decisione:
Is14,12 Come mai sei caduto dal cielo, Lucifero, figlio dell'aurora?
Come mai sei stato steso a terra, signore di popoli? 13 Eppure tu
pensavi: Salirò in cielo, sulle stelle di Dio innalzerò il trono,
dimorerò sul monte dell'assemblea, nelle parti più remote del
settentrione. 14 Salirò sulle regioni superiori delle nubi, mi farò
uguale all'Altissimo. 15 E invece sei stato precipitato negli inferi,
nelle profondità dell'abisso!...
Per la conseguenza del peccato originale commesso liberamente dai
progenitori:
Ro 5,18 …per la colpa di uno solo si è riversata su tutti gli uomini
la condanna,….
Per il rispetto di Dio della libertà individuale e collettiva che
spesso sceglie il male:
De 30,19 Prendo oggi a testimoni contro di voi il cielo e la terra: io
ti ho posto davanti la vita e la morte, la benedizione e la
maledizione; scegli dunque la vita, perché viva tu e la tua discendenza…
Ap 3,20 Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce
e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me.
Per l'esplicarsi delle leggi di una natura stravolta dal peccato, che
l'uomo a volte subisce e con cui deve cercare di interagire:
Ro 8,22 Sappiamo bene infatti che tutta la creazione geme e soffre
fino ad oggi nelle doglie del parto; 23 essa non è la sola, ma anche
noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente
aspettando l'adozione a figli, la redenzione del nostro corpo
Mat 7,26 Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica,
è simile a un uomo stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia.
27 Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si
abbatterono su quella casa, ed essa cadde, e la sua rovina fu grande».
Lu 13,4 O quei diciotto, sopra i quali rovinò la torre di Sìloe e li
uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di
Gerusalemme? 5 No, vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti
allo stesso modo».
2Co 11,24 …tre volte ho fatto naufragio, ho trascorso un giorno e una
notte in balìa delle onde. 26 Viaggi innumerevoli, pericoli di fiumi,
pericoli di briganti, pericoli dai miei connazionali, pericoli dai
pagani, pericoli nella città, pericoli nel deserto, pericoli sul mare,
pericoli da parte di falsi fratelli; 27 fatica e travaglio, veglie
senza numero, fame e sete, frequenti digiuni, freddo e nudità…
Per effetto o conseguenza di qualche colpa
Mat 9,2 Ed ecco, gli portarono un paralitico steso su un letto. Gesù,
vista la loro fede, disse al paralitico: «Coraggio, figliolo, ti sono
rimessi i tuoi peccati».
Ger 14,10 Così dice il Signore di questo popolo: «Piace loro andare
vagando, non fermano i loro passi». Per questo il Signore non li
gradisce. Ora egli ricorda la loro iniquità e punisce i loro peccati.
Per correggere e condurre al ravvedimento:
Ebrei 12,5-7. "-Figlio mio, non disprezzare la disciplina del Signore,
e non ti perdere d'animo quando sei da Lui ripreso; perche il Signore
corregge quelli che Egli ama, e punisce tutti coloro che riconosce
come figli.- Sopportate queste cose per la vostra correzione. Dio vi
tratta come figli; infatti qual è il figlio che il padre non corregga?"
Ebrei 12,11 "E' vero che qualunque correzione sul momento non sembra
recar gioia, ma tristezza: in seguito, tuttavia, produce un frutto di
pace e di giustizia in coloro che sono stati addestrati per mezzo di
essa"
2Macc 6,12 Io prego coloro che avranno in mano questo libro di non
turbarsi per queste disgrazie e di considerare che i castighi non
vengono per la distruzione ma per la correzione del nostro popolo.
1Cor 5,5 questo individuo sia dato in balìa di satana per la rovina
della sua carne, affinché il suo spirito possa ottenere la salvezza
nel giorno del Signore…
Sap 12,2 Per questo tu castighi poco alla volta i colpevoli e li
ammonisci ricordando loro i propri peccati, perché, rinnegata la
malvagità, credano in te, Signore.
Le 26,23 Se nonostante questi castighi, non vorrete correggervi per
tornare a me, ma vi opporrete a me, anch'io mi opporrò a voi.
Sal 118,71 Bene per me se sono stato umiliato, perché impari ad obbedirti.
Per far maturare e acquisire delle virtù:
Ro 5,3 … noi ci vantiamo anche nelle tribolazioni, ben sapendo che la
tribolazione produce pazienza, la pazienza una virtù provata 4 e la
virtù provata la speranza.
Per prevenire che si radichi o si sviluppi qualche vizio:
2Cor.12,7 Perché non montassi in superbia per la grandezza delle
rivelazioni, mi è stata messa una spina nella carne, un inviato di
satana incaricato di schiaffeggiarmi, perché io non vada in superbia.
8 A causa di questo per ben tre volte ho pregato il Signore che
l'allontanasse da me. 9 Ed egli mi ha detto: «Ti basta la mia grazia;
la mia potenza infatti si manifesta pienamente nella debolezza». Mi
vanterò quindi ben volentieri delle mie debolezze, perché dimori in me
la potenza di Cristo. 10 Perciò mi compiaccio nelle mie infermità,
negli oltraggi, nelle necessità, nelle persecuzioni, nelle angosce
sofferte per Cristo: quando sono debole, è allora che sono forte.
Per mettere alla prova la fedeltà dei credenti:
Giob 1,9 Satana rispose al Signore e disse: «Forse che Giobbe teme Dio
per nulla? 10 Non hai forse messo una siepe intorno a lui e alla sua
casa e a tutto quanto è suo? Tu hai benedetto il lavoro delle sue mani
e il suo bestiame abbonda di terra. 11 Ma stendi un poco la mano e
tocca quanto ha e vedrai come ti benedirà in faccia!». 12 Il Signore
disse a satana: «Ecco, quanto possiede è in tuo potere, ma non stender
la mano su di lui»...
2Cor 8,1 Vogliamo poi farvi nota, fratelli, la grazia di Dio concessa
alle Chiese della Macedonia: 2 nonostante la lunga prova della
tribolazione, la loro grande gioia e la loro estrema povertà si sono
tramutate nella ricchezza della loro generosità.
Giac 1,12 Beato l'uomo che sopporta la tentazione, perché una volta
superata la prova riceverà la corona della vita che il Signore ha
promesso a quelli che lo amano.
1Pt 1,7 … perché il valore della vostra fede, molto più preziosa
dell'oro, che, pur destinato a perire, tuttavia si prova col fuoco,
torni a vostra lode, gloria e onore nella manifestazione di Gesù Cristo:
2Pt 2,9 Il Signore sa liberare i pii dalla prova e serbare gli empi
per il castigo nel giorno del giudizio…
Lu 22,31 Simone, Simone, ecco satana vi ha cercato per vagliarvi come
il grano; 32 ma io ho pregato per te, che non venga meno la tua fede;
Ap 2,10 Non temere ciò che stai per soffrire: ecco, il diavolo sta per
gettare alcuni di voi in carcere, per mettervi alla prova e avrete una
tribolazione per dieci giorni. Sii fedele fino alla morte e ti darò la
corona della vita.
Ap 3,10 Poiché hai osservato con costanza la mia parola, anch'io ti
preserverò nell'ora della tentazione che sta per venire sul mondo
intero, per mettere alla prova gli abitanti della terra.
Per purificare e perfezionare i credenti:
Sal 25,2 Scrutami, Signore, e mettimi alla prova, raffinami al fuoco
il cuore e la mente.
Mal 3,3 Siederà per fondere e purificare; purificherà i figli di Levi,
li affinerà come oro e argento, perché possano offrire al Signore
un'oblazione secondo giustizia.
At 14,22 rianimando i discepoli ed esortandoli a restare saldi nella
fede poiché, dicevano, è necessario attraversare molte tribolazioni
per entrare nel regno di Dio.
Giov 16,33 Vi ho detto queste cose perché abbiate pace in me. Voi
avrete tribolazione nel mondo, ma abbiate fiducia; io ho vinto il mondo!».
per conseguire un fine provvidenziale di bene per molti:
Gen 50,20 "Io sono Giuseppe, il vostro fratello, che voi avete venduto
per l'Egitto. Ma non vi rattristate e non vi crucciate per avermi
venduto quaggiù, perché Dio mi ha mandato qui prima di voi per
conservarvi la vita"
Gen 45,4-5 "Se voi avevate pensato del male contro di me, Dio ha
pensato di farlo servire a un bene, per compiere quello che oggi si
avvera: far vivere un popolo numeroso".
Ro 8,28 Del resto, noi sappiamo che tutto concorre al bene di coloro
che amano Dio, che sono stati chiamati secondo il suo disegno.
Lu 24,25 Ed egli disse loro: «Sciocchi e tardi di cuore nel credere
alla parola dei profeti! 26 Non bisognava che il Cristo sopportasse
queste sofferenze per entrare nella sua gloria?».
Eb 2,10 Ed era ben giusto che colui, per il quale e del quale sono
tutte le cose, volendo portare molti figli alla gloria, rendesse
perfetto mediante la sofferenza il capo che li ha guidati alla salvezza.
Per rendere partecipi delle sofferenze di Cristo a beneficio del Suo
Corpo mistico:
Col 1,24 Perciò sono lieto delle sofferenze che sopporto per voi e
completo nella mia carne quello che manca ai patimenti di Cristo, a
favore del suo corpo che è la Chiesa.
Tanti motivi sono sufficienti per rispondere alla domanda: "Perché
Dio, se può e vuole, non toglie tanti mali dal mondo? In sintesi la
risposta è che Egli li toglierà al momento opportuno dopo che anche i
mali saranno serviti a far maturare noi o altri o a farci dare un
contributo per il Suo disegno di salvezza.