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Se saremo agnelli vinceremo, se lupi saremo vinti (s. Giovanni Criso   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #441 di 466 |
Finché saremo agnelli, vinceremo e, anche se saremo circondati da
numerosi lupi, riusciremo a superarli. Ma se diventeremo lupi, saremo
sconfitti, perché saremo privi dell'aiuto del pastore. Egli non pasce
lupi, ma agnelli. Per questo se ne andrà e ti lascerà solo, perché
gli impedisci di manifestare la sua potenza.
È come se Cristo avesse detto: Non turbatevi per il fatto che,
mandandovi tra i lupi, io vi ordino di essere come agnelli e colombe.
Avrei potuto dirvi il contrario e risparmiarvi ogni sofferenza,
impedirvi di essere esposti come agnelli ai lupi e rendervi più forti
dei leoni. Ma è necessario che avvenga così, poiché questo vi rende
più gloriosi e manifesta la mia potenza. La stessa cosa diceva a
Paolo: "Ti basta la mia grazia, perché la mia potenza si manifesti
pienamente nella debolezza" (2Cor 12,9). Sono io dunque che vi ho
voluto così miti.
Per questo quando dice: "Vi mando come agnelli" (Lc 10,3), vuol far
capire che non devono abbattersi, perché sa bene che con la loro
mansuetudine saranno invincibili per tutti.
E volendo poi che i suoi discepoli agiscano spontaneamente, per non
sembrare che tutto derivi dalla grazia e non credere di esser
premiati senza alcun motivo, aggiunge: "Siate dunque prudenti come
serpenti e semplici come colombe" (Mt 10,16). Ma cosa può fare la
nostra prudenza, ci potrebbero obiettare, in mezzo a tanti pericoli?
Come potremo essere prudenti, quando siamo sbattuti da tante
tempeste? Cosa potrà fare un agnello con la prudenza quando viene
circondato da lupi feroci? Per quanto grande sia la semplicità di una
colomba, a che le gioverà quando sarà aggredita dagli avvoltoi?
Certo, a quegli animali non serve, ma a voi gioverà moltissimo.
E vediamo che genere di prudenza richieda: quella "del serpente".
Come il serpente abbandona tutto, anche il corpo, e non si oppone pur
di risparmiare il capo, così anche tu, pur di salvare la fede,
abbandona tutto, i beni, il corpo e la stessa vita.
La fede è come il capo e la radice. Conservando questa, anche se
perderai tutto, riconquisterai ogni cosa con maggiore abbondanza.
Ecco perché non ordina di essere solamente semplici o solamente
prudenti, ma unisce queste due qualità, in modo che diventino virtù.
Esige la prudenza del serpente, perché tu non riceva delle ferite
mortali, e la semplicità della colomba, perché non ti vendichi di chi
ti ingiuria e non allontani con la vendetta coloro che ti tendono
insidie. A nulla giova la prudenza senza la semplicità.
Nessuno pensi che questi comandamenti non si possano praticare.
Cristo conosce meglio di ogni altro la natura delle cose. Sa bene che
la violenza non si arrende alla violenza, ma alla mansuetudine.


Dalle "Omelie sul vangelo di Matteo" di san Giovanni Crisostomo,
vescovo (Om. 33,1.2; PG 57,389-390)





Ven 25 Lu 2008 9:17 pm

luigbasi
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Inoltra Messaggio #441 di 466 |
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Finché saremo agnelli, vinceremo e, anche se saremo circondati da numerosi lupi, riusciremo a superarli. Ma se diventeremo lupi, saremo sconfitti, perché...
LUIGI
luigbasi
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25 Lu 2008
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