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ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA - (Omelia di Paolo VI - 1969)   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #442 di 466 |
Allorché celebriamo le feste della Madonna, notiamo come le pagine
del vangelo ci fanno vedere e sentire Maria più vicina a noi. Si
tratta di incontri familiari: ad esempio l'annunciazione, la nascita
del Signore, la visita a Elisabetta, che rendono facile la nostra
conversazione con la Madre di Dio, una conversazione che si svolge
con linguaggio umano. Ne è conferma l'Ave Maria, poiché ella è
nostra, nostra sorella nell'umanità.

I vari misteri della Madonna, anche quelli dolorosi, sono quadri di
vita, ai quali ci è facile accedere almeno in parte, pure rimanendo
noi sempre attoniti di fronte alla loro grandezza e sublimità.

Ma il ricordo degli ultimi punti del santo rosario: l'assunzione e la
gloria di Maria, invece, ce la portano lontano. La Madonna esce dalla
sfera della nostra vita umana; sale, scompare, entra in quell'aldilà
che conosciamo solo per fede e anche per una certa intuizione in
fondo al nostro spirito, predisposto a tale avvenire meraviglioso.


2


Noi intuiamo qualche cosa di questo aldilà, ma ci manca ogni
esperienza. Allora bisogna affidarsi alla immaginazione; bisogna
rendere superlativi e assoluti i termini da noi usati nel linguaggio
terreno, temporale, per figurarci in piccola dimensione l'eterno.

Oggi noi celebriamo proprio l'aldilà di Maria, e possiamo
considerarlo in due momenti: l'istante della sua risurrezione e
quello della sua "entrata" e dimora nel Paradiso, che durerà per
tutti i secoli nella gloria del Signore.

Che cosa stiamo guardando? L'epilogo della storia di Maria. Ci
sarebbe più facile trovarne le ragioni che dirne l'essenza: Maria era
senza macchia di peccato. Il peccato è la causa della morte e quindi
è chiaro che la Madonna non doveva subire la pena della morte anche
se ella ne ha subito la sorte, la dormitio Virginis, come si dice
nell'antica liturgia, specie quella orientale.


3


Appena addormentate, quelle membra santissime, innocenti, si sono
rianimate; hanno ripreso una vita nuova, leggera, trasparente,
trasfigurante. Maria è passata da questo nostro piano di vita
temporale, terrena, a quell'altro per cui restiamo senza parole.

Guardiamo, però, e restiamo abbagliati, come quando si guarda il sole
e si vede che è sorgente di luce e vince la forza della nostra
capacità visiva. Restiamo confusi a tanta luce e allora avviene il
fatto comune di quando si guarda la luce. Si accende un lume: il
primo sguardo è al lume, il secondo alle cose circostanti che ne sono
illuminate.

Cosi avviene nel mistero dell'assunzione: vediamo Maria diventare una
stella del cielo: la stella più bella; diventare, dice sempre la
Scrittura, adattata alla figura della Vergine, bella come la luna,
fulgida come il sole (Ct 6,10) cioè un astro che illumina l'universo,
il nostro panorama terreno.


4


Quale luce ci da in modo speciale questo mistero odierno di Maria?
Ce ne da molte, di luci. Ma quella che ci sembra specifica,
essenziale, caratteristica, è che ci ricorda che la sorte di Maria
sarà la nostra: anche noi siamo dei futuri risorti, siamo vite che il
Signore cosi ha creato da rendere immortali, da destinare a una vita
che trapassa i confini del tempo e gli anni trascorsi quaggiù, cosi
labili, cosi fugaci, cosi logoranti, per darci invece, una vita
piena, perfetta, santa e soprattutto, fuori del tempo. Essa non ha
orologio, limiti, non ha calendario, non si esaurisce nella sua
durata, ma resta assorbita nella sempre fresca, viva, nuova visione
di Dio; è la vita eterna.

Maria ha avuto il privilegio di anticipare questa sorte e di goderla
in una pienezza, in una perfezione che noi non raggiungeremo, sia
pure se noi avremo la stessa sorte, cioè di riprendere dopo la lunga
stagione del nostro sonno nel sepolcro questa nostra stessa carne,
queste stesse nostre membra, la nostra stessa persona fisica nel
tempo.


5


Vorremmo domandare alla luce di tali verità, che il Credo ci fa
ripetere ogni giorno, se siamo veramente convinti che sarà cosi; se
siamo sicuri, se crediamo e avvertiamo la meraviglia stupenda che
tale verità colloca nella nostra maniera di valutare l'esistenza
presente. Essa ha si una importanza grandissima ma è fugace,
effimera, destinata all'altra esistenza, quella garantita dalla
parola del Signore e della quale, nell'odierna festa, abbiamo
splendida conferma.

Vogliamo domandarci, oggi, se tale realtà è presente sia per la
indicibile consolazione che offre, sia per la dignità altissima e
l'importanza senza paragone che essa imprime all'esistenza umana. Per
siffatta realtà la Chiesa è cosi gelosa nella difesa della vita che
nasce, della vita sofferente, della vita che muore.

Tutto concorre ad un atto che Iddio compie per l'eternità, e perciò
la dignità della vita umana diviene qualificata con statura
incommensurabile, bellissima, grandissima. E' la sorte di beatitudine
che esige da tutti vicendevole amore.


6


Una seconda domanda, più pratica ma non meno importante: che
rapporto c'è tra la vita presente e quella futura? Le cose avvengono
automaticamente? Si nasce, cioè, si muore e un giorno si risorgerà
tranquillamente, siccome fatti naturali, insopprimibili?

No. Esistono condizioni precise. La risurrezione esige il
presupposto, da parte nostra, di essere buoni, veri cristiani, di
conoscere la sorte d'essere veramente inseriti nella sorgente della
vita che è Cristo, di essere sin d'ora attratti e compaginati nella
sua misteriosa esistenza. Cristo è la vita: non vi sono su ciò dubbi
o riserve. Noi dobbiamo essere cristiani, dobbiamo essere uniti a
Cristo, giacché se vogliamo davvero che il prodigio della sua vita
risorta sia pure nostro, dobbiamo agire in modo da credere e operare
secondo l'unione indispensabile con lui.

E' la cosa più importante del nostro tempo presente: o cristiani, o
falliti; e il fallimento sarebbe di una portata incalcolabile, Dio
mio, perché eterno.


7


Con la sua assunzione al cielo Maria ci garantisce la possibilità di
ascendere anche noi, se siamo, come lei, uniti a Cristo. Con tanta
madre, la distanza fra noi e Cristo è abbreviata, annullata; e il
Signore ci viene incontro e ci ripete: "Mangia di questo pane e
vivrai in eterno" (Gv 6,58).

In tal modo si raggiunge l'immortalità, cioè l'inserimento della vita
nuova nella nostra povera giornata terrena, che da se sarebbe
enigmatica e forse tormentata e inghiottita dal dubbio.

Siamo esseri mortali, che devono rinunziare al grande sogno della
vita perfetta e della vita eterna? No, di certo. Il Signore ci
dice: "Io ti prometto, se tu credi, se rimani unito a me, se accetti
di vivere cosi, che la tua vita sarà un giorno come quella di Maria".

Cosi nell'unione eterna con Cristo formeremo con lui quella luminosa
società e unità del Corpo mistico che è il segreto dell'intera
creazione e di ogni opera di bontà del genio cristiano.

Celebriamo, perciò, l'odierna festa nella fede della vita eterna,
cercando di raggiungere le supreme conseguenze di tale fede.


8


La Vergine Maria, dall'alto del suo seggio di gloria, ci tende le
braccia perché sentiamo ancora meglio l'invito e la certezza della
sua protezione, l'esempio e il flusso della sua intercessione. Ella
viene sempre in nostro soccorso.

E' bello vivere, con questa agilità e levitazione spirituale, la vita
presente: i dolori, le fatiche, le delusioni, i pesi, le
responsabilità cambiano di gravità; e invece di essere ostacoli
diventano i gradini per raggiungere il traguardo, la vetta a cui
siamo indirizzati.

Che Maria ci aiuti: confidiamo in lei. La visione, la realtà del suo
mistero illumini la nostra vita di speranza, di gaudio anticipato, di
forza morale, di gioia cristiana; e ripetiamo cosi con lei: Quanto è
grande il Signore! L'anima mia magnifica il Signore (Lc 1,46).

Si, egli ha fatto cose grandi a Maria, e anche a noi che siamo, per
divina adozione, fratelli di Cristo e fratelli, nella umanità, di
Maria santissima.

Omelia di papa Paolo VI. 15 agosto 1969. "Insegnamenti di Paolo VI
Poliglotta vaticana, Roma, 1970, t.VII,1292-1297.





Gio 14 Ago 2008 7:30 am

luigbasi
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Inoltra Messaggio #442 di 466 |
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Allorché celebriamo le feste della Madonna, notiamo come le pagine del vangelo ci fanno vedere e sentire Maria più vicina a noi. Si tratta di incontri...
Luigi
luigbasi
Offline Invia email
14 Ago 2008
7:31 am
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