Perché si dovrebbe chiedere a Dio la perseveranza, se non è concessa da lui ?
Non sarebbe forse una richiesta beffarda, se si pregasse dal Signore quello che
si sa che Egli non concede, e che quindi, se non è lui a concederlo, è in
potestà degli uomini? Così pure sarebbe una beffa e non un rendimento di grazie,
se si rendesse grazie a Dio di una cosa che Egli non ha donato né compiuto. Ma
quello che ho detto precedentemente 6 lo ripeto anche adesso: Non ingannatevi,
dice l'Apostolo, non ci si può prendere gioco di Dio 7. O uomo, Dio è testimone
non solo delle tue parole, ma anche dei tuoi pensieri; se chiedi con sincerità e
fede qualcosa all'immensa ricchezza di lui, devi credere di ricevere quello che
chiedi da Colui a cui lo chiedi. Non onorarlo con le labbra mentre in cuore
t'innalzi sopra di lui, nella convinzione che tu possiedi da te stesso quello
che fingi di pregare da lui. O forse non sarà vero che questa perseveranza si
richiede a lui? Chi sostiene ciò non ha bisogno di essere confutato dalle mie
argomentazioni, ma piuttosto d'essere caricato delle preghiere dei santi. Ce n'è
forse uno fra di essi che non chieda a Dio di perseverare in lui? Nella stessa
preghiera che è detta domenicale, perché fu il Signore ad insegnarcela, quando i
santi pregano si capisce che praticamente non chiedono quasi altro che la
perseveranza.