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IL BENE DELLA CARITA' (San Leone Magno, Papa)   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #460 di 467 |
Nel vangelo di Giovanni il Signore dice: «Da questo tutti sapranno che siete
miei discepoli: se avrete amore gli uni per gli altri» (Gv 13, 35). E nelle
lettere del medesimo apostolo si legge: «Carissimi, amiamoci gli uni gli altri,
perché l'amore è da Dio; chiunque ama è generato da Dio e conosce Dio. Chi non
ama, non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore» (1 Gv 4, 7-8). Si scuotano
perciò le anime dei
fedeli, e con sincero esame giudichiamo gli intimi affetti del proprio cuore. E
se nelle loro coscienze troveranno qualche frutto di carità non dubitino della
presenza di Dio in loro. Se poi vogliono trovarsi maggiormente disposti a
ricevere un ospite così illustre, dilatino sempre più l'ambito del loro spirito
con le opere di
misericordia. Se infatti Dio è amore, la carità non deve avere confini, perché
la divinità non può essere rinchiusa entro alcun limite. Carissimi, è vero che
per esercitare il bene della carità ogni tempo è appropriato. Questi giorni
tuttavia lo
sono in modo speciale.

Quanti desiderano arrivare alla Pasqua del Signore con la santità dell'anima e
del corpo si sforzino al massimo di acquistare quella virtù nella quale sono
incluse tutte le altre in sommo grado, e dalla quale è coperta la moltitudine
dei peccati. Dobbiamo prepararci a celebrare il mistero dei peccati.

Dobbiamo prepararci a celebrare il mistero più alto di tutti, il mistero del
sangue di Gesù Cristo che ha cancellato le nostre iniquità, facciamolo con i
sacrifici della misericordia. Ciò che la bontà divina ha elargito a noi, diamolo
anche noi a coloro che ci hanno offeso. La nostra generosità sia più larga verso
i poveri e i sofferenti perché siano rese grazie a Dio dalle voci di molti. Il
nutrimento di chi ha bisogno sia sostenuto dai nostri digiuni.

Al Signore infatti nessun'altra devozione dei fedeli piace più di quella rivolta
ai suoi poveri, e dove trova una misericordia premurosa là riconosce il segno
della sua bontà. Non si abbia timore, in queste donazioni di diminuire i propri
beni, perché la benevolenza stessa è già un gran bene, né può mancare lo spazio
alla generosità, dove Cristo sfama ed è sfamato. In tutte queste opere
interviene quella mano, che spezzando il pane lo fa crescere e distribuendolo
agli altri lo moltiplica. Colui che fa l'elemosina la faccia con gioia. Sia
certo che avrà il massimo guadagno, quando avrà tenuto per sé il minimo, come
dice il beato apostolo Paolo: «Colui che somministra il seme al seminatore e il
pane per il nutrimento, somministrerà e moltiplicherà anche la vostra semente, e
farà crescere
i frutti della vostra giustizia» (2 Cor 9, 10), in Cristo Gesù nostro Signore,
che vive e regna con il Padre e lo Spirito Santo nei secoli dei secoli. Amen.

Dai «Discorsi» di san Leone Magno, papa




Ven 14 Ago 2009 5:38 am

luigbasi
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Inoltra Messaggio #460 di 467 |
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Luigi
luigbasi
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14 Ago 2009
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